WORLD ATHLETICS FINALS 2009 – 1° giornata

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Claretti_by_SchenaE’ iniziata oggi a Salonicco l’ultima edizione delle World Athletics Finals, atto conclusivo dell’atletica mondiale. Manifestazione nata nel 1985 a Roma col nome di Grand Prix Final, una delle grandi iniziative di Primo Nebiolo per promuovere l’atletica su scala planetaria, sarà sostituita a partire dal 2010 dalla Diamond League. Serata piacevole, pubblico numeroso per l’annunciata presenza di Usain Bolt che capeggia un’ottantina di medagliati di Berlino.

Dalla prima gara, il lancio del martello femminile, arriva una bella soddisfazione per l’atletica azzurra, dopo la delusione dei Mondiali. Al quarto e ultimo tentativo, Clarissa Claretti (nella foto) lancia a 70,56 che le vale il secondo posto dietro alla vice campionessa mondiale, la tedesca Betty Heidler (72,03). D’accordo, mancavano alcune protagoniste dei Mondiali (l’infortunata campionessa e primatista Wlodarczyk su tutte), ma la nostra rappresentante si toglie una bella soddisfazione lasciandosi alle spalle Hrasnova (70,45) e Klaas (69,50), rispettivamente 3a e 4a a Berlino.

Proprio dai concorsi arrivano, in generale, i risultati di maggior spessore tecnico. Su tutti il 22,07 nel lancio del peso del campione iridato Christian Cantwell che conferma la sua superiorità stagionale sull’olimpionico Majewski (qui fermo a 21,21) ed ottiene la seconda misura dell’anno (dietro il suo 22,16 di Zagabria). Impresa analoga nel lungo donne per merito dell’americana Brittney Reese che sfrutta un’incredibile reattività del piede di stacco per proiettarsi a 7,08 pur con la solita tecnica approssimativa, a precedere le russe Sokolova (6,81) e Lebedeva (6,79).

Brilla anche l’oro di Yaroslav Rybakov, vincitore nel salto in alto con un ottimo 2,34 e poi bravo anche a 2,36, falliti di poco; bene anche il ceco Baba (2,32) ed il nostro Alessandro Talotti, sesto con lo stagionale di 2,26. La zarina dell’asta Yelena Isinbayeva recita a memoria un copione che raramente tradisce (ahilei, successe a Berlino). Entrata in gara con un vincente 4,70, passa i 4,80 alla terza per poi tentare, con scarsa convinzione, il suo 28° record del mondo a 5,07: impresa presumibilmente rimandata al prossimo anno. Un po’ sottotono le sue avversarie (Murer seconda con 4,60, Rogowska solo quarta con 4,50).

Nelle dichiarazioni delle vigilia, l’iridato di salto triplo Phillips Idowu aveva annunciato grandi ambizioni, ma la gara ha premiato la voglia di riscatto del cubano David Girat, deluso a Berlino (solo 5°), ma qui capace di un ottimo 17,45 che gli ha permesso di precedere nettamente Sands (17,18), Karailiev (17,18) e lo stesso Idowu (17,03). Bravo il nostro Fabrizio Schembri ad ottenere un soddisfacente quinto posto con 16,78. Nel giavellotto donne si impone la russa Abakumova (64,60) su Spotakova (63,45) e Nerius (62,59).

Il mezzofondo, senza le lepri, vive gare tattiche quando non lentissime, con Kenya ed Etiopia a spartirsi le vittorie. Nei 3000m Kenenisa Bekele (8:03.79!) aspetta l’ultimo giro per lanciare il suo sprint vincente; Bernard Lagat, secondo in 8:04.00, tenta inutilmente una tardiva rimonta. Nei 5000m donne bello l’abbraccio al traguardo fra la grande delusa di Berlino, Meseret Defar (prima in 15:25.31) e la rientrante connazionale Tirunesh Dibaba (2a in 15:25.92): quanto sembrano lontani i tempi della loro feroce rivalità, quando dominavano il mondo! Qui comunque si prendono una piccola rivincita sulla campionessa del mondo Vivian Cheruyot (3a in 15:26.21).
David Rudisha è imbattibile in questo finale di stagione. Qui senza pacemaker, fa gara di testa fin dall’inizio e vince nettamente gli 800m in 1:44.85 e gli avversari sono lontani (Reed 1:45.23 e Mulaudzi 1:45.53). Brucia ancora, evidentemente, il flop ai Mondiali, ma il futuro sembra essere suo. Bene anche le donne kenyane nei 1500m (4:13.63 per la rediviva Nancy Lagat, oro a Pechino) e nei 3000m siepi (9:13.43 per Ruth Bisibori Nyangau).

Ancora campioni del mondo in evidenza sugli ostacoli. Kerron Clement fa suoi i 400h con un buon 48.11 mentre Brigitte Foster-Hylton ottiene 12.57 sui 100h a precedere 4 atlete col medesimo tempo di 12.61! Allyson Felix controlla i 200m con la consueta classe ed esperienza, salvando la vittoria con il minimo scarto dal un travolgente finale di Sanya Richards (22.29 il tempo di entrambe). Sanya (qui al SB) è ancora in forma strepitosa e domani potrebbe ritoccare il suo primato sui 400.
Si chiude con una grande gara di 100 metri, starring Asafa Powell & Tyson Gay. Il giamaicano parte meglio e conserva un metro di vantaggio fino agli 80m: qui il primatista americano riesce in un’incredibile rimonta che lo vede vincitore in 9.88 contro 9.90 (vento -0.2). Peccato che su di loro incomba l’ombra lunga di Usain Bolt… Domani l’extra-terrestre (molto stanco, si dice) correrà i 200m per l’ultima volata del 2009.

Qui i risultati completi della prima giornata del WAF: http://www.iaaf.org/waf09/results/eventCode=4143/index.html

fonte: IAAF
foto: Elisa Schena per Atleticanet

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