SECONDA E ULTIMA GIORNATA DELLE WAF A SALONICCO

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bolt_by_Xinhua_PhotoEra la giornata di Bolt e Bolt è stato (19″68 nei 200). Ma che gare per Carmelita Jeter (10″67 sui 100, 3. all-time!) e Valerie Adams-Vili (21,07 nel peso)! Antonietta Di Martino terza nell’alto (Vlasic sfiora record del mondo), Cusma ancora deludente sugli 800 (quinta). Obrist ultimo sui 1500.

Doveva essere il gran giorno di Usain Bolt (e mediaticamente lo è stato) nel giorno dell’addio dell’atletica mondiale a quelle che furono le finali del Grand Prix e dal 2003 si chiamano World Athletics Finals, ma permetteteci di dire che, al di là del Genio della lampada dell’atletica mondiale, i risultati di due donne meritano rilievo assoluto in questa calda serata di Salonicco (27°).

Comunque Usain Bolt ha fatto la sua parte, sicuramente. Alle 20.29 ora di Salonicco (un’ora avanti rispetto l’Italia) si è accomodato con i suoi 7 colleghi di corsia ai blocchi,  ma c’è stata una partenza falsa di Marlon Devonish. Al secondo tentativo, Usain è partito, piuttosto pigramente a dir la verità, e si è disteso come al solito sul rettilineo finale, regalando ai 28.000 in festa dello Stadio Kartazoglou di Salonicco un 19”68 (vento -0,3) che va ad eguagliare ma non a battere (!) il record delle WAF, stabilito da Tyson Gay a Stoccarda nel 2006 (lì vento – 0,1), quando Usain Bolt nell’unico precedente di partecipazione si era classificato terzo a 20 anni in 20”10. Dietro di lui stasera al solito Wallace Spearmon in 20”21 e terzo staccatissimo Brendan Christian delle Antille Olandesi in 20”65.

Ma noi preferiamo – femministi? – i risultati delle due donne. Risultati che non esitiamo a dire valgano in realtà DUE RECORD MONDIALI. Purtroppo  infatti le liste mondiali all-time sono piene di prestazioni ottenuti in anni a dir poco dubbi, e tra le specialità più “a rischio” figurano senz’altro i 100 femminili ed il peso femminile.

Nei 100 – gara tagliata dal collegamento Rai comunque migliore rispetto ad altri anni per fare spazio al prepartita dei Mondiali di baseball – una texana 29enne purtroppo sconosciuta ai più, Carmelita Jeter, sul podio ai mondiali sia a Berlino che ad Osaka,  compie una parabola incredibile migliorando il proprio personale per l’ennesima volta nell’annata (e con un progresso che sfiora nel totale i 3 decimi!) portando al miglior tempo di sempre dopo quelli delle connazionali Florence Griffith-Joyner e Marion Jones: 10”67 con un vento di -0,1 m/s! Purtroppo Carmelita non sembra avere la freddezza necessaria per le grandi manifestazioni ed alla sua età non sappiamo se avrà ancora grandi chances future. Freddezza che certo non manca alla seconda di giornata, la giamaicana tascabile campionessa olimpica e mondiale Shelly Ann-Fraser, che, pur vedendosi tolta la 3. piazza nel ranking all-time, non sfigura di certo scendendo ancora a 10”89, e battendo di 1/100 la connazionale rivale Kerron Stewart. A 38 anni giunge ancora quarta la bahamense Chandra Sturrup in 11”17.

Nel peso la simpaticissima neozelandese Valerie Adams-Vili, onora il trittico di vittorie Osaka 07-Pechino 08 – Berlino 09 confermandosi la migliore pesista del nuovo millennio con un lancio di 21,07, primo lancio dal 2000 sopra i 21 m, nuovo record di Oceania e del Commonwealth e 28. prestazione all-time, con una serie strepitosa di 20.30-21.07-20.72 -n. E’ lecito sostenere che si tratti di un nuovo record con ben 27 atlete davanti a lei nella storia? Scorrendo i nomi purtroppo non è un’ipotesi così azzardata, soprattutto se si considera che al 25. posto figura una certa Heidi Krieger vincitrice per la DDR agli Europei di Stoccarda ’86 con 21,10 che oggi all’anagrafe fa Helmut …

Dietro la Vili discreta gara delle bielorusse Ostapchuk (19,56) e Khoronenko-Mikhnevich (19,18), “stranamente” opache tutta la stagione, quarta la 34enne Nadine Kleinert dopo la gara della vita di Berlino, stasera solo con 19,05 al 1° lancio.

C’erano anche ben tre italiani in gara. Due donne in particolare. Antonella Di Martino ha ottenuto un buon terzo posto nell’alto che vale 12.000 $ con 1,97 alla prima prova (ma tre nulli deludenti ai 2 m), dopo aver superato 1,94 solo alla terza, in una gara dove Blanka Vlasic dopo aver battuto la concorrenza agguerrita di Anna Cicerova con 2,04 (“solo” 2 m ma altissimi per la Cicerova al 1. salto) ha tentato senza successo ma facendo venire i brividi agli spettatori il record mondiale a 2,10, in particolare nella terza prova, dove ha toccato l’asticella con i talloni. E siamo convinti che prima o poi Blanka riuscirà a cancellare la Kostadinova dall’albo dei record.

Elisa Cusma ha al solito tentato la gara di testa negli 800 femminili (vista anche l’assenza oltre che di Caster Semenya – prevedibile! – anche delle keniane), conducendo fin dal primo giro, ma non ha potuto evitare di essere infilata negli ultimi 80 m, specialmente dalle veloci americane Anna Willard (prima in 2’00”20) e Maggie Vessey (2’00”31), finendo quinta in 2’00”84 dietro le europee Meadows e Savinova e davanti ancora per 2/100 alla veterana spagnola Mayté Martinez.

Il terzo italiano è stato (meno di) una comparsa. Christian Obrist, qualificatosi per le WAF grazie alle rinunce, non è mai stato lontanamente in gara nei 1500 maschili, giungendo staccatissimo decimo ed ultimo in 3’45”81, mentre la vittoria è andata al solito ad un keniano di 19 anni dal futuro luminoso, William Biwott Tanui, che nel rettilineo finale ha concluso imperioso in 3’35”04, davanti al giovane americano Leonel Manzano (3’35”40) ed al connazionale Augustine Choge che aveva condotto fino ai 100 finali (3’35”46).

Una grande sorpresa si è registrata nel lungo maschile. Dwight Phillips si era staccato di dosso l’insidioso sudafricano Godfrey Khotso Mokoena (argento a Berlino) al terzo salto con 8,24, ma non è stato in grado di replicare al balzo da canguro dell’australiano Fabrice Lapierre, che sfruttando un vento “troppo” favorevole (+ 2,4 m/s) è riuscito al quarto ed ultimo salto ad atterrare a 8,33. Mokoena dopo una gara regolarissima è arrivato ad 8,17 all’ultimo salto.

Altro risultato a sorpresa nel triplo femminile, dove, in assenza della connazionale campionessa del mondo Yargelis Savigne, la regolare cubana Mabel Gay si è imposta con 14,62 (vento + 0,4) sulla  serba Bilijana Topic, al record nazionale con 14,56, ed alla favorita Tat’jana Lebedeva, che cercava il tris dopo le vittorie nel 2003 e nel 2006 ed il terzo posto nel lungo di ieri ma si è dovuta accontentare di un altro terzo posto con 14,48.

Altro grande risultato nei 3000 femminili, dove Meseret Defar ha ottenuto la doppietta con i 5000 (come nel 2008) imponendosi con la miglior prestazione mondiale stagionale di 8’30”15, davanti alla campionessa del mondo sui 5.000 Vivian Cheruiyot (8’30”61) ed alla connazionale Wude Ayalew (al personale in 8’30”93). Personali anche per la 4., la keniana Ines Chenonge (8’37”17) e per la 5., l’etiope  Kalkidan Gehazegne (8’38”61). Meseret Defar si è imposta in questa distanza a tutte le edizioni delle WAF a partire dal 2004!

Molte conferme nelle altre gare.

Nei 400 femminili la covincitrice del jackpot della Golden League Sanya Richards ha rischiato di farsi soffiare la gara come ieri sui 200 (sconfitta al fotofinish da Allyson Felix) ma ha portato a casa alla fine la 5. vittoria consecutiva con 49”95, davanti alle eterne piazzate giamaicane Williams, Novlene (sposata Mills) con 50”34 e Shericka con 50”49.

Nel martello maschile si è imposto il campione mondiale ed olimpico, lo sloveno Primoz Kozmus, con un “modesto” 79,80.

Nei 400 hs femminili ha vinto la campionessa mondiale ed olimpica, la giamaicana Melaine Walker, con 53”36, che migliora di 1/100 il record delle WAF che apparteneva a Lashinda Demus (ritiratasi in partenza per una contrattura muscolare) dal  2005.

Nei 3.000 siepi maschili il campione del mondo keniano Ezekiel Kemboi è riuscito a vincere la sua prima WAF in 8’04”38, in una bella gara dove Kipsiele Koech (8’05”47) e Bob Tahri (8’09”14) si sono fatti battere al solito sprint finale, e dove il quarto, l’etiope Roba Gari, ha migliorato il record nazionale in 8’11”32, davanti al bravo campione europeo in carica, il finlandese Keskisalo, con 8’12”04.

Nel disco femminile la cubana Yarelis Barrios ha eguagliato a sua volta il record delle WAF (della ceka Pospisilovà a Montecarlo nel 2004) bissando la vittoria del 2008 con 65,56. In questa gara solo quinta la 21enne australiana campionessa del mondo Dani Samuels con 59,94.

Nel giavellotto maschile il campione olimpico, mondiale ed europeo Andreas Thorkildsen ha battuto all’ultimo lancio con 87,75 l’arcirivale finlandese Tero Pitkàmàki, fin lì in testa con 84,09, terzo il tedesco Mark Frank con 82,46.

Nell’ultima di gara di sempre (?) delle WAF il 20enne delle Barbados Ryan Brathwaite ha confermato il titolo mondiale sui 110 hs imponendosi in un ottimo 13”16 (vento -0,3) sulle rivelazioni stagionali Dexter Faulk (13”26) e Dwight Thomas (13”29).

Una citazione infine anche per due gare deludenti. Nell’asta maschile un pizzico di gloria anche per l’ucraino Maksim Mazurik, unico a valicare i 5,70 (al secondo tentativo), mentre in assenza dell’infortunato Hooker i francesi Mesnil e Lavillenie hanno al solito deluso, il primo solo 4. con 5,50, l’ultimo eliminato con 3 nulli di entrata alla stessa misura!

Nei 5000 maschili, assente Kenenisa Bekele, gran volata dopo una gara su ritmi da passeggio, vinta al fotofinish (!) dal giovane etiope Imane Merga in 13’29”75, 1/100 davanti ai keniani Micah Kogo e Edwin Cheruiyot Soi, che, troppo sicuro di ripetere la vittoria del 2007, si è rialzato sull’arrivo facendosi infilare dagli altri due rivali!

Per chi volesse leggere i risultati completi, il link è http://www.iaaf.org/waf09/index.html.

Vedremo l’anno prossimo se con lo sdoppiarsi delle finali (previste a Zurigo a Bruxelles ma senza lancio del martello) lo spettacolo sarà migliore. Per intanto, questa conclusiva di Salonicco può considerarsi senz’altro l’edizione delle WAF di maggior successo.

 

fonte: IAAF

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