Un paio di domande a Franco Arese

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Non è un buon momento per la Fidal, questo è chiaro. Arese invita a far “decantare” le cose ovvero tenere un profilo basso in attesa che le acque si calmino. Dal suo punto di vista è sensato. Però, dato che io non ho il suo punto di vista, vorrei chiedergli un paio di cose. E dato che ci sono voglio chiedere una cosa anche ai consiglieri. Ecco le mie domande…

Prima domanda ad Arese: Considerato l’oggettivo disastro a livello di gestione che tra le altre cose ha visto saltare il GGG senza aver potuto rinnovare il regolamento a causa delle irregolarità formali presenti nella nuova stesura, che ha visto abbandonare la guida del Golden Gala da parte dell’uomo che l’ha reso grande, che ha assistito alla debacle ai mondiali di Berlino, che registra un disastro a livello di comunicazione e percezione dell’atletica all’esterno, che ha visto una stagnazione dell’attività giovanile e un forte irrigidimento con le compagini militari. Alla luce di questi ed altri dati oggettivi, è convinto che i suoi due factotum, strateghi, angeli custodi e detentori delle chiavi della Fidal siano così bravi come lasciano ad intendere? Lei li assumerebbe nella sua azienda come alti dirigenti alla luce dei risultati che hanno prodotto?

Seconda domanda ad Arese: Dalle sue dichiarazioni sulla fretta di acquisire risultati e tralasciare chi non è abbastanza forte da arrivare presto a medaglia, considerando la sua ricerca spasmodica di accentrare potere isolando i consiglieri poco malleabili e premiando gli “yes man”, considerando insomma che di atletica se ne parla veramente poco da parte sua mi domando…e molti altri si domandano: ma a lei piace ancora l’atletica? Cioè, voglio dire, l’atletica quella dei ragazzi che vanno al campo ad allenarsi, quella dei tecnici che passano pomeriggi, settimane, mesi, anni a gratis per il piacere di stare con gli atleti e dargli un futuro e una ragione di vita, quella delle medaglie vinte col piacere di fare gruppo e con l’ebrezza di sentirsi unici. A lei piace ancora l’atletica? Se la ricorda ancora? Ha più il piacere di stare in mezzo ad un campo sportivo solo per il gusto di starci e vedere ragazzi correre con un bel sogno stampato negli occhi?

La domanda ai consiglieri: In linea di massima siete stati tutti atleti nel passato più o meno remoto. Con la mente e l’ottica dell’atleta che eravate, sareste stati orgogliosi di farvi rappresentare da consiglieri come voi?

Chi ha voglia risponda.

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