Golden Gala e D’Onofrio, tutta la verità

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DOnofrio2In esclusiva per Atleticanet, Luigi D’Onofrio, Direttore per anni del Golden Gala e uomo vincente dell’atletica italiana, rivela in un’intervista “fiume” le motivazioni della sua recente scelta di dimettersi. Dai dissapori con Arese e l’attuale Fidal, alle perplessità sulla Diamond League e sul futuro del meeting romano.

 

[SP]: Dott. D’Onofrio quando ha iniziato a pensare seriamente ad interrompere la sua collaborazione per il Golden Gala?

[D’Onofrio]: Ho iniziato a pensarci nella primavera di quest’anno. In Giugno, un mese prima del Golden Gala, a causa di alcuni accadimenti ci sono andato molto vicino.
Ma poi, riflettendo, ho deciso di rinviare la decisione a Settembre. Ho constatato infatti che il mio abbandono a poche settimane dalla manifestazione avrebbe avuto conseguenze che ne mettevano a rischio lo svolgimento ed ho ritenuto “non giusto” farlo per il rispetto di quanti, atleti, manager, allenatori, collaboratori, sponsor, televisioni, Enti si erano già tanto adoperati ed esposti.

[SP]: Qual è stato il motivo scatenante della sua scelta? Un episodio o qualcosa di più complesso?

[D’Onofrio]: Diciamo che non c’è mai stata grande sintonia con il Presidente Arese e parte dell’attuale dirigenza. Ma questo non mi ha impedito di lavorare, pur se me l’ha reso meno piacevole ed un po’ più difficile. Dal Marzo scorso, però, ho subito gravi prevaricazioni e mancanza di rispetto. Nella vicenda Diamond League, che inciderà pesantemente sulla vita futura del Golden Gala, la FIDAL è intervenuta ignorando qualsiasi mia considerazione e suggerimento in merito, senza un’approfondita conoscenza dell’argomento e senza aver chiara una programmazione della manifestazione.

[SP]: Lei ha chiesto delle garanzie alla Fidal, quali? Per quale motivo e da parte di chi, secondo lei, sono state ignorate le sue richieste?

[D’Onofrio]: Ho chiesto la garanzia di poter continuare a svolgere il mio lavoro di Meeting Director così come mi era stato possibile fare fino al 2008 e così come mi era stato deliberato dal Consiglio Federale. Non ho ben capito le ragioni che hanno indotto il Presidente, che ho visto nell’incontro piuttosto imbarazzato ed evasivo, a non darmi queste garanzie. Ma ho capito perfettamente che c’è interesse di qualcuno a gestire il successo della manifestazione.

[SP]: Eppure sull’ultimo numero della rivista federale si parla del successo del Golden Gala di quest’anno e dei suoi meriti per la riuscita della manifestazione: Golden Gala come Weltklasse e D’Onofrio come Ziegfield. Anche un comunicato stringato sul sito federale, l’ha ufficialmente ringraziata dichiarandosi dispiaciuta per le sue dimissioni. Insomma, celebrato ma non coccolato? Cosa pensa in proposito?

[D’Onofrio]: Negare sulla Rivista Federale il successo del Golden Gala 2009 sarebbe stato un raro esempio di disinformazione e di masochismo. Il Comunicato, successivo alle mie dimissioni, che esprime ringraziamento e dispiacimento è invece un esempio di ipocrisia e nella sua stringatezza risulta volgarmente offensivo.

[SP]: Il Golden Gala è un grande evento sportivo che richiede di essere seguito durante tutto l’arco dell’anno, sotto diversi aspetti, dall’organizzazione alla comunicazione. Ci può dire quante persone lavoravano con lei durante l’anno e non solo nelle settimane precedenti alla manifestazione?

[D’Onofrio]: Concordo nel dire che il Golden Gala richiede l’impegno continuativo in alcuni settori organizzativi per tutto l’arco dell’anno. Ciò purtroppo non è avvenuto soprattutto a causa della attuale forma “ibrida” del Comitato Organizzatore e per le ristrettezze economiche di bilancio. Oggi al Golden Gala lavorano continuativamente per tutto l’anno solo due persone, il Direttore e la brava Patrizia Terzi. Anzi, ieri. Oggi c’è rimasta solo la Terzi.

[SP]: Il Golden Gala ha riscosso sempre grandi elogi da parte di manager ed atleti, nonostante i problemi finanziari divenuti sempre più sensibili nelle ultime edizioni. Come mai?

[D’Onofrio]: Il Golden Gala è universalmente riconosciuto come il Meeting più attento alle esigenze tecniche e logistiche degli atleti. La filosofia organizzativa di prestare attenzione a tutti e non solo alle grandi star è stata determinante. Tutti gli atleti, allenatori e manager invitati al Golden Gala si sono sempre sentiti partecipi ed importanti per la manifestazione. Essi sapevano, inoltre, che al Golden Gala non si fanno “favoritismi” e che, nel rispetto del valore dei singoli atleti, si lavora con correttezza ed esperienza.

[SP]: Quest’anno è mancato addirittura un “title sponsor”, a cosa è dovuta questa carenza sempre più accentuata di risorse finanziarie per il meeting?

[D’Onofrio]: Beh, quest’anno è stato un anno difficile per tutti a causa della crisi. E’ comunque evidente nel Golden Gala un preoccupante arretramento nel reperimento delle risorse da Sponsor che ho riscontrato però anche in altri Meeting stranieri, con l’esclusione di alcuni Paesi “isole felici” dove c’è poca concorrenza di manifestazioni sportive.
A Roma la proposta di Grandi Eventi Sportivi è grande. Quest’anno è stata addirittura esagerata. Se le già ridotte risorse si devono anche dividere………..
Un’altra causa è la carenza di grandi atleti italiani in grado di competere continuativamente ad altissimo livello richiamando così ulteriore interesse ed attenzione sulla manifestazione. Ma ci sono anche altre importanti cause che è troppo lungo approfondire in questa intervista.

[SP]: Al riguardo ci dà un’idea di quanto possa essere il divario tra il budget a disposizione per il Golden Gala rispetto ad un altro grande meeting, probabilmente il più grande, come Zurigo?

[D’Onofrio]: Il budget del Golden Gala è circa un quarto (¼ ) di quello di Zurigo. Dalle informazioni che ho Roma ha 1.400.000 Euro, Zurigo più di 5.000.000 Euro.

[SP]: Lei ha preso per mano il meeting dal 1995, portandolo ai vertici mondiali. Ci ricorda i risultati che il Golden Gala ha raggiunto?

[D’Onofrio]: Rispondo con la Classifica dei Meeting dal 1995 ad oggi:
1995 – 4°; 1996 – 11°; 1997 – 10°; 1998 – 4°; 1999 – 4°; 2000 – 4°; 2001 – 6°; 2002 – 5°; 2003 – 3°; 2005 – 3°; 2005 – 1°; 2006 – 1°; 2007 – 3°; 2008 – 3°; 2009 – 2°;
Per quanto riguarda le prestazioni degli atleti voglio solo citare i Record del Mondo conseguiti con Moses Kiptanui nei 5.000m, di Hicham El Guerrouj nei 1.500, di Hicham El Guerrouj nel Miglio, di Trine Hattestad nel Giavellotto, di Yelena Isinbayeva nell’Asta.
Dei 14 Record del Mondo fatti dal 1998 ad oggi nei 6 meeting della Golden League, 5 sono stati fatti al Golden Gala.
Ritengo poi importante ricordare di aver portato l’atleta disabile Oscar Pistorius a gareggiare per la prima volta in una gara di 400m con atleti normodotati di una manifestazione internazionale. Un evento storico da molti osteggiato, IAAF e FIDAL in primis. Infine, non dimentichiamo l’audience televisiva del Golden Gala, negli anni mediamente seconda solo al Meeting di Zurigo.

[SP]: Anche quest’anno nonostante i problemi economici il Golden Gala è risultato tra i meeting più qualitativi del circuito mondiale, conquistando il secondo posto dietro Zurigo. Un risultato in gran parte legato alle prestazioni nello sprint, con la sfida Asafa Powell-Tyson Gay che proprio Lei aveva voluto. Si aspettava questo prestigiosa posizione in classifica al termine della stagione?

[D’Onofrio]: La stabile classificazione negli ultimi anni del Golden Gala nei primi posti del ranking, mi autorizzava a sperare in un buon risultato, ma non certo il 2° posto, viste le ristrettezze economiche. Desidero a questo proposito ringraziare ancora una volta gli atleti e manager che hanno voluto aiutarmi a raggiungere questo risultato. Risultato che, non posso negarlo, ho ricercato con “grande determinazione” per dimostrare con i fatti, una volta di più, che alcuni atteggiamenti ostili al Direttore del Golden Gala erano incomprensibili e ingiustificabili.

[SP]: Qual è stato il segreto di questa scalata al successo? Cosa deve avere un bravo Direttore di un meeting di atletica?

[D’Onofrio]: Non mi ritengo il più bravo, sicuramente però mi ritengo uno dei più esperti al mondo, in considerazione delle centinaia di Meeting organizzati. Ho fatto la “gavetta” per anni con Sandro Giovannelli. Ho una solida base di rapporti internazionali basati sull’amicizia ed il rispetto reciproco.
Ritengo importante per organizzare manifestazioni di successo avere solide basi morali, una serietà comportamentale, una credibilità personale, una capacità di rapportarsi con le persone e creare entusiasmi.

[SP]: Vede in giro qualche nome meritevole di raccogliere la sua eredità al Golden Gala? Chi potrebbe sostituirla?

[D’Onofrio]: Ci sono diversi colleghi bravi in giro, ma non voglio per ora pensare a chi mi sostituirà. La cosa ancora mi rattrista.

[SP]: Negli ultimi mesi non ha mai nascosto qualche perplessità relativamente all’entrata del Golden Gala in Diamond League. Che cosa non le piaceva allora e cosa ancora non la convince?

[D’Onofrio]: Non ho nascosto le mie perplessità e non le nascondo tuttora. L’attuale progetto Diamond League nasce “contro” un altro Progetto commissionato dalla IAAF che era allo studio. E come tutte le cose che nascono “contro ” e non “per” a mio avviso nasce male. Nasce su iniziativa dei Meeting di Zurigo e di Brussels, preoccupati di perdere privilegi esagerati non più giustificabili ed utilizza le recriminazioni di molti Meeting e qualche legittima aspettativa di pochi altri.
Il progetto economico, che prevede tra l’altro la partecipazione a tutte le spese in parti uguali ma una differente distribuzione dei proventi da diritti televisivi internazionali, con differenze fino a quattro volte, è iniquo e dispendioso.
Il progetto tecnico è lacunoso ed ancora in discussione. Il numero dei Meeting che lo compongono, assolutamente difforme dalla attuale Golden League, non viene da considerazioni di carattere tecnico e televisivo, ma soltanto dall’intento di “impedire” altre possibili aggregazioni.
L’accentramento tecnico-gestionale promette, in relazione alle differenti realtà economiche dei Meeting, contrasti e contenziosi legali. La contrattazione globale di non si sa ancora quanti atleti (10? 30? 60?), che comunque non saranno in grado di gareggiare in tutti i Meeting, promette litigi infiniti. Dove gareggeranno? Chi lo decide? Ed in base a quali criteri?
Però il Progetto prevede che le due finali si facciano una a Zurigo ed una a Brussels e lì ci dovranno essere tutti gli atleti. Che vi dicevo? Potrei andare ancora avanti con le modalità di gestione del Circuito e le esagerate spese di gestione previste, ecc. ecc. Ma sarebbe troppo lungo.
In conclusione, il Progetto Diamond League andava ancora approfondito prima di annunciarne in tutta fretta l’avvenuta istituzione. Una fretta sospetta.

[SP]: C’è anche chi parla di un Golden Gala da trasferire a Milano. Avrebbe senso chiamarlo ancora Golden Gala? Che ne pensa?

[D’Onofrio]: Il Golden Gala è nato a Roma e a Roma deve rimanere. Il Golden Gala è una vetrina della capacità organizzativa italiana e va fatto nella Capitale. Spero che anche il CONI si faccia sentire su questo.

[SP]: Alcuni dicono che la sua resistenza alla Diamond League non sia piaciuta molto alla IAAF. Come stanno davvero le cose, e come sono stati in questi anni i rapporti con la IAAF e con i direttori degli altri grandi meeting internazionali?

[D’Onofrio]: Ho sempre avuto rapporti cordiali con tutti in IAAF, dal Presidente Diack ai vari consiglieri e agli uomini della Struttura. Ma questo non significa che ho rinunciato a confrontarmi con loro sugli argomenti in discussione, condividendo sempre tutto “a prescindere” come fanno tanti pur di garantirsi un viaggetto in “business class”, una stanza d’albergo a “5 stelle” e un bel “pass VIP”.
Ho sentito anch’io questa voce messa in giro. Rispondo dicendo che se c’è qualcuno in IAAF che lamenta la mia “resistenza” alla Diamond League (non posso certo escluderlo) egli è, ad essere benevolo, in “confusione mentale”.
E’ la IAAF la vera vittima della Diamond League. E’ la IAAF che avrebbe dovuto “resistere” alla Diamond League. La IAAF ha gestito per 12 anni a suo piacimento la Golden League senza quasi spendere un Euro, o Dollaro che dir si voglia. Oggi nella Diamond League conta come il “due di picche” e spende più di 5 milioni di dollari per poter aggiungere il suo nome alla titolazione del Circuito (IAAF Diamond League). Per di più, ha buttato alle ortiche il Progetto di una Nuova Golden League che essa stessa aveva commissionato spendendo un bel po’ di soldi e che era ancora in discussione/completamento.
Io credo che le Federazioni Nazionali dovrebbero chiedere conto alla IAAF della decisione di “aderire” alla Diamond League. Una decisione di cui la IAAF pare si sia già amaramente pentita, come mi riportano voci di corridoio sempre più insistenti provenienti da Monaco.
Per quanto riguarda i miei rapporti con i colleghi Direttori degli altri Meeting, ho sempre avuto rapporti sereni con tutti, sia personali che lavorativi. Sicuramente però, ho “discusso” ultimamente con alcuni di loro (Zurigo e Brussels) per pretendere il rispetto del valore del Golden Gala nella Diamond League. Valore purtroppo svenduto poi dalla FIDAL.

[SP]: In tanti in queste settimane rimproverano ai meeting italiani di non essere ancora riusciti a portare il fenomeno Usain Bolt in Italia. Cos’è mancato al Golden Gala per prendere Usain Bolt e quanto c’è andato vicino?

[D’Onofrio]: Con Bolt avevamo un accordo verbale preso in Dicembre 2008 al Galà di Montecarlo, con l’impegno da parte mia di confermarne nel gennaio 2009 i contenuti economici. Constatate le difficoltà economiche ho dovuto a malincuore non confermare l’impegno.

[SP]: Cos’altro le sarebbe piaciuto fare per il Golden Gala?

[D’Onofrio]: Mi sarebbe piaciuto riuscire a riempire di spettatori lo Stadio Olimpico. Ma questo, purtroppo, senza grandi atleti italiani in gara non è facile.

[SP]: Se lei dovesse dare un voto a Gigi D’Onofrio ed allo staff organizzativo per quanto fatto in questi anni al servizio del Golden Gala, da 1 a 10 che voti darebbe?

[D’Onofrio]: Non è elegante che io dia un voto a me stesso, anche se, senza ipocrisie, penso di meritare un voto “alto”. Allo staff organizzativo darei mediamente un bel 7, ma non manca un 9, facilmente individuabile.


Foto: Luigi D’Onofrio (Foto Simone Proietti per Atleticanet)

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