ME NE FREGO!

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menefregoQuesta è la sintesi estrema ma precisa che la Fidal ha elaborato come linea strategica della sua azione politica passata e presente. Ve lo dimostro.

E’ facile dimenticare il passato, soprattutto quando i precedenti quattro anni di Arese hanno rappresentato il nulla sia a livello politico che, cosa più importante, a livello di risultati fatti sui campi di gara. Niente e nessuno da ricordare.
Ma siccome viviamo nell’era dei mediocri, i mediocri sono stati riconfermati; quelli eletti ma sonoramente bastonati in sede di voto hanno avuto anche l’ascensione ad un seggio (diciamo pure seggiolone) in Giunta Esecutiva. Bravi, bravi…ma cerchiamo almeno di non dimenticare il presente.


E quindi ME NE FREGO! Questo è il motto. Arese si erge con fronte alta e sguardo fiero a scrutare il nulla…ma con vivo interesse. E’ passato più di un mese dal termine dei mondiali di Berlino e di questa ennesima disfatta azzurra non se ne parla. O meglio non se ne deve parlare. E’ stata fatta una riunione di Giunta in cui di atletica praticamente non si è parlato; a giorni ci sarà consiglio federale e – udite udite – all’ordine del giorno non compare alcuna voce specifica relativa a Berlino. E’ molto più che scandaloso, è pazzesco, tanto pazzesco da non avere precedenti nella storia della nostra federazione. Niente analisi, niente resoconto, niente di niente.
Di Berlino si parlerà – forse – in un consiglio informale che si terrà domani. Un consiglio informale cioè un non-consiglio per discutere l’evento più importante e disastroso dell’ultimo biennio? E’ chiara la volontà di insabbiare col silenzio una disfatta che dato il trend degli ultimi anni è sostanzialmente politica e non agonistica o episodica. A quando un’analisi tecnica di Uguagliati? Sembra ci sarà una relazione inserita tra le varie ed eventuali nell’ordine del giorno del consiglio federale. Un esacamotage veramente ridicolo.
La news pubblicata poco fa sul sito Fidal ci informa che la relazione del DT sarà al primo punto dell’ordine del giorno. Una notizia ottima e soprattutto (dato il mese trascorso dalla fine dei mondiali) molto attesa da tutto l’ambiente. Ci auguriamo di conoscere con uguale tempestività la relazione e le relative repliche (se ve ne saranno) dei consiglieri.


ME NE FREGO! Anche degli allievi e delle tante piccole società che vi stanno dietro. Come tutti ricordiamo questa dirigenza per voce di Arese ha detto che si curerà solo gli atleti da medaglia e solo quelli che la vinceranno a breve perché il resto sarà anche importante ma secondario (?). E allora diamo uno sguardo al dispositivo del Campionato Italiano Allievi di Grosseto del 3 e 4 Ottobre per vedere che attenzione viene data alla categoria più delicata dell’intero settore agonistico.
Parlo in specifico dello scandalo iscrizioni. Prima assurdità: le iscrizioni si possono fare solo on line. Io vivo praticamente davanti al computer ma nonostante questo mi rendo conto anche io che è pazzesco obbligare le società a usare esclusivamente il modulo on line. Certo le grandi società non hanno problemi ma le piccole? Sappiamo bene che a livello di categorie giovanili abbiamo un forte frazionamento a livello societario. Clubs con pochi atleti che hanno 2-3 persone a tirare avanti il tutto, che fanno atletica al campo e alla burocrazia gli dedicano lo stretto indispensabile. Di colpo siamo tutti maghi del computer e del web? Ad ogni modo, se sai fare l’iscrizione on line bene sennò….sennò…sennò? E qui viene il bello. Il dispositivo dice che l’iscrizione si può effettuare anche al momento della conferma iscrizioni previo pagamento di 100 euro per società! Avete letto bene, non c’è uno zero in più, sono cento euro da versare nel caso in cui un povero disgraziato non abbia avuto modo di compilare il modulo di iscrizione on line. Siamo ben oltre l’inadeguatezza degli strumenti o la scarsa comprensione del nostro mondo. E’ molto più semplice: se ne fregano!


ME NE FREGO! Pure dei comitati regionali e dei loro presidenti. Mi risulta che questa dirigenza, o più precisamente i triumviri, sempre più protesi all’accentramento del potere, stiano mettendo in un angolo anche i comitati regionali sempre più spogliati di facoltà e strumenti. Se c’è da organizzare un evento medio o grande, tutto viene avocato “a Roma” evitando così di valorizzare e far crescere le tante persone capaci che tutto l’anno lavorano per l’atletica con buonsenso e professionalità. A livello locale rimangono solo la fatica e le briciole dei campionati a dimensione condominiale a cui Arese ha detto di non essere interessato.
Le società e i comitati hanno i loro consiglieri federali di riferimento, sarebbe bene che inizino a chiedere loro conto di questo modo di interagire con le strutture periferiche.


Arese e i suoi due tre amici sono sempre più soli e sempre più arroccati. Impegnatissimi in una difesa personale di autoconservazione che nulla ha a che vedere con la gestione di una Federazione sportiva. L’opinione pubblica è largamente schierata contro di loro ma l’opinione pubblica non conta. Non contano gli atleti, non contano i tecnici, non contano i dirigenti sociali e sembra che non conti nemmeno il Coni. Arese lo sa e quindi…se ne frega! In realtà conta solo il consiglio federale cioè quel gruppo di 18 persone che con le loro azioni legittimano o meno l’esistenza di questa dirigenza. Ed è a loro che ci appelliamo. Se hanno davvero a cuore l’atletica e non la poltrona, se pensano che si possa fare meglio di così (certo che si può), se si rendono conto che fare da comparse a questo ectoplasmatico presidente e alle due eminenze grige che lo solleticano sia una cosa sbagliata ebbene che abbiano la forza e la dignità di esprimere queste convinzioni pubblicamente. Ne guadagnerà l’atletica e ne guadagneranno i consiglieri stessi che potranno ritenersi tra “i buoni” il giorno in cui i nodi verranno al pettine. Per “i cattivi” quelli che lucidano il bracciolo della loro poltrona ad ogni seduta e si turano il naso e le orecchie per non avere problemi…per quelli nel giorno dei nodi e dei pettini ci sarà, come è già accaduto in passato, l’oblio e un più che meritato spernacchiamento.

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