Un abbraccio a Mennea

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Mennea_baby_by_ProiettiIl festival dei 200 per ricordare i 30 anni dallo storico 19”72 di Città del Messico è stata una festa cordiale, una giornata di quelle che da tempo non si vedevano a Roma per l’atletica. Nonostante il nubifragio improvviso, è stato un concentrato di campioni di ogni età e tanti bambini per celebrare il numero uno dell’atletica italiana.

 

Ancora un capannello di ragazzini, ancora tanti autografi. Sul numero di gara, sulla maglietta, su una copia del suo libro che racconta come sia maturato quello straordinario record del mondo. E’ l’immagine più ricorrente, forse la più significativa di un pomeriggio romano dedicato all’italiano più veloce di sempre. Pietro Mennea non fa che firmare autografi, e ciò che stupisce è che siano i bambini a chiederli, quasi non esistesse quel “gap” generazionale, conseguenza inevitabile dello spietato trascorrere degli anni. Tanti anni, addirittura trenta dal capolavoro più bello nella galleria dell’atletica italiana, da quell’opera d’arte partorita nel laboratorio del prof. Carlo Vittori dalla determinazione e dalle fibre muscolari di un campione vero.

Pietro Mennea è amato ancora, tanto e forse più di quanto lo era all’apice della sua carriera. Già dal primo pomeriggio c’è parecchia gente sulle tribunette del “Nando Martellini” meglio conosciuto a Roma come stadio delle Terme di Caracalla. Un impianto storico per l’atletica della Capitale (meritevole di un bel restyling del manto), come storiche sono le imprese di quel barlettano indiavolato che portava alto il Tricolore sfrecciando sulle piste di mezzo mondo.

Il Presidente del Comitato Provinciale Fidal, Mario Biagini, è tanto entusiasta quanto indaffarato, la sua idea è ora realtà. Per Mennea ci sono oltre 300 iscritti per correre i 200 metri, buona parte dei quali ragazzini, poi tanti spettatori e facce note dell’atletica italiana. “Penso che questo sia un omaggio dovuto, per celebrare il più grande campione dell’atletica italiana. Sono contento dell’adesione di tanti appassionati, del sostegno dato alla manifestazione da parte di tutti, senza barriere, segno che quel record è ancora vivo nella mente della gente. Un ringraziamento particolare vorrei farlo ai club militari che hanno mandato qui alcuni dei loro migliori atleti, che hanno voluto presenziare con grande partecipazione a questo evento, ai diversi partner che ci hanno aiutato a realizzare un piccolo sogno. Grazie!”.

Un festival della velocità impreziosito dalla partecipazione di atleti di tutte le età, un assortimento che è poco consueto vedere sulle piste. Dai piccolissimi della categoria Esordienti, gli atleti di domani, per concludere con Ugo Sansonetti, classe 1919, ancora capace di sprintare come un ragazzino, pluricampione del mondo master su 100, 200 e 400 metri, autentico fenomeno della natura.

A Roma non potevano mancare neanche le frecce di oggi, appartenenti ai più prestigiosi club della Penisola: per un saluto a Mennea è arrivata una nutrita compagine delle Fiamme Gialle con Andrea Barberi, Alessandro Cavallaro, Fabio Cerutti, Simone Collio, Stefano Dacastello, Massimiliano Donati, Matteo Galvan, poi l’Aeronautica con Emanuele Di Gregorio e Marco Torrieri, l’Esercito con Rita De Cesaris e Jessica Paoletta. Pazienza se poi molti di loro non siano scesi in pista a causa del dispettoso temporale abbattutosi su Roma da metà pomeriggio. Un encomio particolare va comunque a chi è voluto correre ugualmente, anche solo per passeggiare sotto l’acqua, per onorare Mennea ed i tanti spettatori rimasti sulle tribune sotto l’ombrello. Neanche l’acqua ha frenato l’entusiasmo e la voglia di dimostrare il proprio attestato di stima al campione barlettano.

Poi gli abbracci con Stefano Tilli e Francesco Panetta, amici e compagni di quella Nazionale che regalava soddisfazioni, e le battute a Renè Felton, mamma di chi ancora soddisfazioni potrà regalarne in quantità. “A Andrew Howe gli voglio bene, è un grande atleta, spero davvero si rimetta al meglio” questo l’augurio che Mennea ha rivolto a Renè.

Una giornata indimenticabile, che ha radunato insieme uno spicchio vitale dell’atletica italiana, nel segno di un grande uomo nella vita oltre che campione nello sport. Pietro Mennea è contento, glielo si legge negli occhi, un successo ben oltre le aspettative.

Sono molto soddisfatto della giornata di oggi, mi ha fatto piacere rivedere molti amici, i compagni di un tempo in pista, i velocisti azzurri dell’attuale Nazionale, e poi i bambini, tanti, tantissimi, accorsi per vedere Mennea. Un attestato di stima importante e significativo, l’ennesima dimostrazione che l’atletica italiana si è fermata a 30 anni fa, a quei campioni, a quei personaggi. Di sicuro la mia può essere considerata un’iniziativa valida per tutti questi bambini presenti oggi, ma non sono sufficienti queste manifestazioni occasionali per appassionare e far crescere con l’atletica questi giovani. Servirebbero strategie concertate che non ci sono, una dirigenza di ampie vedute che purtroppo in Italia non c’è. Bel messaggio di stima ed affetto è arrivato anche da quei temerari che sono rimasti sulle tribune fino alla fine, nonostante il nubifragio, sotto l’ombrello o riparati alla meno peggio. Mi dicono che è da parecchio tempo che a Roma per l’atletica non si assisteva ad una partecipazione di questo tipo, sono contento di esser riuscito a radunare per un pomeriggio una delle facce migliori dell’atletica italiana”.

Complimenti Pietro Mennea e grazie ancora.


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Foto: Simone Proietti per Atleticanet

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