La relazione tecnica del DT Uguagliati

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UguagliatiCome promesso, iniziamo la pubblicazione del materiale letto in consiglio. Quella che segue è la relazione del DT Uguagliati nella quale, coerentemente alla linea strategica dell’attuale dirigenza si glissa sul passato e si promettono (tanto non costa nulla) grandi cose per il futuro.

RELAZIONE DEL STN

Esauriti gli impegni internazionali su pista, credo siano necessarie alcune valutazioni sull’attività tecnica e agonistica che ha visto impegnato il STN dalla sua definizione ad oggi, rimandando comunque ad una relazione maggiormente dettagliata un resoconto approfondito sui numeri e sulle attività effettuate.

Non voglio dilungarmi con un elenco di gare, dei piazzamenti e delle medaglie nelle moltissime manifestazioni internazionali in programma in questa complessa e difficile stagione agonistica, mi sembra però opportuno fu rilevare come, Campionati del Mondo a parte, difficilmente sia possibile affermare che non vi siano stati, per numero e per qualità, risultati e piazzamenti di indubbio valore, raffrontabili positivamente sia in un confronto storico che in una comparazione con le altre nazioni europee.

Per quanto riguarda i Campionati Mondiali di Berlino, vorrei permettermi alcune valutazioni mie e dei miei colleghi, non per giustificare, ma per inquadrare meglio nel contesto italiano e internazionale i risultati, al di la delle considerazioni populistiche dei media, di chi vive l’atletica in modo superficiale, di chi sfrutta il momento per esaltare il “proprio” passato e le proprie capacita di ”servirsi” dell’atletica.

La Velocità: il record mondiale dei bianchi è italiano sia nei 100 che nei 200 – il record di Bolt nei 200 è superiore al doppio del record nei 100, quello di Mennea è di 30 centesimi inferiore e altri atleti italiani hanno fatto lo stesso; forse che i tecnici Italiani sono meno bravi di quelli che allenano i velocisti delle altre nazioni? I nostri “piccoli” velocisti bianchi hanno portato la staffetta al 6″ posto, non accadeva da Goteborg 1997…

Le Corse dagli 800 alla Maratona: quanti non africani sono andati a medaglia? Nessuno nei maschi e 7 donne; come mai molti atleti africani, alcuni anche medagliati, si allenano con allenatori italiani? C’è chi dice che gli allenatori italiani non sono più in grado di allenare i corridori!

I Salti: purtroppo non c’era Howe!!! Ma quante nazioni hanno tre triplisti di valore internazionale di cui uno giovanissimo? Un uomo e una donna Italiani sono entrati nelle finali del salto in alto e qualcuno ha scritto che la Di Martino si è qualificata “soltanto” quarta… Nell’asta Gibilisco 7° e la ragazza fuori dalla finale in modo sfortunato.

I lanci: non è facile trovare nel nostro paese le strutture dei lanciatori Tedeschi, Polacchi, Russi che hanno dominato queste gare, eppure qualche nostro lanciatore è entrato nelle finali! Forse qui dovremmo impegnarci in una più attenta ricerca dei soggetti, perché anche per noi c’è spazio.

La marcia: i nostri tecnici insegnano al mondo la marcia (forse a volte sarebbe meglio tenercela per noi), capita che a volte qualcosa vada storto…

Certo, probabilmente si poteva fare di più e meglio ed è doveroso impegnarsi e trovare le soluzioni per progredire. I problemi della nostra atletica sono tanti, ma non si può ridurre tutto al fatto che Dirigenti e Tecnici non sanno fare. Le responsabilità sono molteplici e sovente non legate al nostro mondo che comunque deve impegnarsi a trovare spazi, opportunità, strategie, visibilità ma non deve soggiacere a detrattori interessati.

 

RIORGANIZZAZIONE DEL STN

Per quanto riguarda le attività effettuate dal Settore Tecnico, va evidenziata la necessità di focalizzare una maggior attenzione su un numero ristretto di atleti, nei confronti dei quali non vanno lesinati interventi, in particolar modo per quegli atleti giovani e in via di evoluzione che hanno maggiori necessità di definire lo sviluppo tecnico e metodologico dell’allenamento. Ciò va naturalmente preceduto da un accordo con la Società di appartenenza e il Tecnico Sociale, con i quali si deve creare una forte sinergia operativa. E’ necessario che il DT, individuati gli atleti in accordo con i Capi Settore, si faccia parte attiva con le Società e i Tecnici Sociali per definire le strategie operative, la programmazione agonistica e gli step d’intervento, lasciando in seguito, al Settore di competenza, la determinazione della programmazione tecnica.

Tramite i settori stessi andrà inoltre monitorato lo sviluppo del lavoro per eventuali successivi interventi o necessità. In ordine a ciò, è necessario prevedere una rivisitazione della strutturazione e dell’operatività del STN, la cui proposta presenterò in questa sede in forma operativa e non definitiva. Nell’ambito di questo progetto, vi potrebbe essere l’opportunità di iniziare a coinvolgere operativamente alcuni tecnici giovani, già utilizzati per l’attività giovanile e territoriale, che potrebbero avere una maggiore responsabilità attiva nel seguire da vicino i giovani nel passaggio alle categorie assolute.

Velocità: è maturata ormai la necessità di definire il Capo Settore, che ritengo possa essere individuato in Filippo Di Mulo – l’operatività del settore andrebbe poi integrata con l’apporto operativo di Roberto Piscitelli e Andrea Presacane – Riccardo Pisani, che ha seguito fin qui in modo diretto la specialità dei 400, seguiterebbe in tale ambito, anche se potrebbe non accettare la mancanza di autonomia in quanto a scelte programmatiche e operative – è chiaro che la definizione delle linee tecnico programmatiche del settore deve essere lasciata a Filippo Di Mulo – andrà inoltre individuato sul territorio un gruppo di giovani tecnici da affiancare per l’attività con i giovani e sul territorio.

Ostacoli: il settore va rivisto e ridefinito azzerando, almeno in parte, l’attuale struttura – a tal scopo ritengo opportuno che il settore ostacoli vada accorpato, almeno provvisoriamente, al settore velocità, anche per utilizzare le competenze metodologiche di tale settore – va individuata una persona di esperienza che possa sostenere operativamente l’attività e, nello stesso tempo, deve essere individuato un significativo gruppo di tecnici, preferibilmente giovani, ai quali proporre un percorso di qualificazione e di aggiornamento in Italia ed eventualmente anche d’estero, affidando ad alcuni di loro, nel contempo, delle responsabilità operative con gli atleti più giovani.

Mezzofondo: la strutturazione del settore va mantenuta, ma ne va ridefinita l’operatività – a tal scopo sarà necessaria una supervisione del DT o dei suoi assistenti – va stimolata la penetrazione del settore nella Corsa in Montagna ed un più stretto rapporto con la Maratona – anche per il mezzofondo vanno individuati giovani tecnici da utilizzare con maggior continuità.

Salti: vanno fatte alcune considerazioni e attivate iniziative per i salti in estensione e per l’asta – nei salti in estensione, tolto Howe che avrà un percorso dedicato, è necessario individuare alcuni tecnici che diano continuità all’operatività del settore sia nel lungo che nel triplo – per l’asta, verificata la possibilità di salvaguardare la presenza di Potapovic a Formia e l’opportunità di mantenere un progetto di centro permanente in loco, vanno coinvolti sul territorio quei tecnici che hanno già seguito due anni fa il master e che hanno dimostrato capacità ed esperienza operativa.

Lanci: prenderà la guida del settore Nicola Silvaggi, il cui ritorno darà sicuramente nuovo stimolo, motivazione e incentivo alle attività – il settore continuerà probabilmente ad avvalersi dei tecnici sin qui impegnati, ma va anche ricercata la possibilità di coinvolgimento di altre figure che già operano sul territorio – va anche definito con il Capo Settore un percorso operativo che dia maggior sviluppo a queste specialità.

Prove Multiple: quest’anno Francesco Butteri ha operato in modo abbastanza problematico a causa dei suoi impegni scolastici e ad oggi, con il persistere della stessa situazione, non da ulteriori disponibilità a collaborare; è necessaria quindi una verifica approfondita per definire le strategie del settore

Maratona: come già accennato precedentemente in relazione al Mezzofondo, è necessario creare uno stretto rapporto di collaborazione tra i due settori se vogliamo dare impulso a questa specialità; credo quindi opportuno che alcune attività debbano essere programmate in comune.

Marcia: al di la delle problematiche specifiche di alcuni atleti, il settore è stabilizzato e operativamente efficace.

Foto: Il DT Uguagliati (foto Simone Proietti per Atleticanet) 

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