ANDIAMO A GROSSETO

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L.Barra_by_sportsbusinessjournalVi proponiamo un pezzo già uscito su Spiridon Italia a firma di Luciano Barra. L’intervento, con la classica alternanza di analisi e sarcasmo traccia un profilo lucido e veritiero di questa dirigenza e dell’atletica nazionale in genere.

Carissimi amici di Spiridon

Dopo gli schiaffi presi a Copenaghen (ma anche da quelli c’è sempre da imparare) ho deciso di andare a Grosseto per i due giorni dei Campionati Allievi ed Allieve. Medicina migliore non poteva esserci per curare le ferite, ma soprattutto per rivivere belle ed antiche sensazioni.
Ovviamente mi aveva aiutato traversare le colline toscane e sentire il profumo della vendemmia del Brunello, a Montalcino, e provare un bel bicchiere di Morellino di Scansano, a Grosseto. Diffidate di chi non beve buon vino rosso! Ma sicuramente la medicina migliore è stata quella di mischiarsi per due giorni sulle tribune dello Stadio Olimpico, e nel parterre del Campo Scuola Bruno Zauli, di Grosseto, a contatto con tecnici, dirigenti, ex-atleti, Giudici, Genitori per assistere alle gare dei Campionati, messi in piedi in maniera efficace da Mastro Giomi.

Nei mesi passati, mi era stata dipinta l’atletica societaria giovanile Italiana con tinte fosche: “spenta”, “senza entusiasmo” e “senza talenti”. Al contrario ho visto invece una vivacità sia nelle gare che nelle persone, vivacità che da tempo non si riscontrava. E questo non era dovuto solo alla grande atmosfera ed organizzazione che Don Alfio sa offrire a Grosseto (e chi si dimentica i Mondiali e gli Europei Junior?).
Le gare hanno offerto ottimi risultati. Così come nell’atletica maggiore, le ragazze mi paiono offrire un panorama migliore dei loro coetanei. Credo che su molte di loro ci sia la possibilità di investire e bene. Ma sappiamo tutti come a questo livello sia facile predire grandi cose, mentre poi la realtà sia molto spesso differente. Ho visto comunque un grande Veneto, ma quello che mi ha toccato di più è l’humus respirato e l’entourage intorno a questi atleti (società, dirigenti, tecnici e parenti).

Ovviamente per me che tornavo a frequentare gare nazionali di questo tipo, è stato divertente e simpatico rivedere dirigenti, tecnici ed ex-atleti e fraternizzare con loro quasi che non fossero passati 10 o 20 kg. da quando c’eravamo visti l’ultima volta. La cosa che più mi ha toccato è che tutti avevano letto le mie esternazioni, in particolare la lettera post Berlino “Tutti a casa” e concordavano con la mia analisi e mi spronavano a continuare. Molti parlavano della mancanza di una “vision” altri addirittura dicevano che non è neanche chiara la “mission”. Non ho voluto mettere il carico da 11 e quindi non ho commentato che per l’attuale dirigenza ‘mission’ è la missione, quindi il foglio di viaggio, od al massimo, la famosa parrocchia… del far west.

D’altra parte sono rimasto veramente attonito nel vedere come gli stessi dirigenti, tecnici ed ex-atleti delle società, si scansassero al passaggio, quasi ignorandoli, dei leader dell’atletica Italiana, in particolare Presidente e suo Vice Presidente “ha detto”. Persino quando il Presidente ha consegnato la prima medaglia gli astanti non lo hanno applaudito come era giusto che fosse, come invece hanno fatto ad Eddy Ottoz, Fabrizio Mori e Gabriella Dorio . Forse i federali non scaldano gli animi?

E’ vero che la presenza, tutti insieme, di “vecchi mostri” dell’atletica Italiana, in primis Alfio Giomi, ma poi Mauro Nasciuti (quante feste e quanti sorrisi a questo bel ritorno), Eddy Ottoz (chi non lo conosce? e si onora di parlargli anche di tecnica) ed il sottoscritto, abbia messo la pressione nelle coronarie dei leader. Si sa che quando sale la pressione si trasmettono messaggi arteriosclerotici. Uno era quello che faceva sventolare lo statuto – a mo di ‘libretto rosso’ – e che diceva “il potere lo abbiamo noi ed in base a questo nessuno ci può scalzare”.

Nell’intervallo della seconda giornata mentre Chef Alfio cucinava degli ottimi rigatoni, piccanti al punto giusto, per atleti, tecnici, giudici e dirigenti, circolava il secondo anatema messo in circolo da Agnolotto (che non è Vittorio Emanuele Agnoletto, magari lo fosse) e che diceva “Arese sta pensando di candidarsi anche dopo il 2012”. Stranamente questo nuovo anatema non spaventava nessuno anzi rafforzava la volontà degli astanti, che avevano ascoltato tale notizia, di ‘cavare il bubbone’ il prima possibile, convinti che altri 7 anni di questo “dolce far niente” sarebbe ferale per l’atletica Italiana e non solo per quella. Ma la cosa che più mi ha colpito è un’altra, che è sintomatica dell’attuale situazione. Dopo Berlino ho sentito ed ho letto da parte di tutte le voci federali nazionali, regionali e dai vertici tecnici, “che non si erano vinte medaglie, ma che eravamo andati bene come finalisti (sic!) ma che soprattutto grazie ai risultati dei Mondiali Giovanili di Bressanone potevamo essere ottimisti perchè avevamo finalmente dei talenti che ci facevano ben sperare per il futuro prossimo (incha allah !)”.

Ero stato presente a Bressanone 4 giorni su 5 (differentemente dal Presidente che aveva visto 2 giorni/gara su 5, quasi pari alla presenza ai Giochi del Mediterraneo dove era stato presente alle gare di atletica 1 giorno su 4) e quindi avevo avuto l’occasione di vedere le grandi prestazioni dei medagliati – non li cito perché non vorrei che si montassero la testa – e quindi sono tornato a Grosseto anche per rivederli.
Ed, infatti, domenica (giorno in cui si sono svolte la maggioranza delle finali) è stato uno spettacolo vederli gareggiare nelle rispettive gare e con loro molti altri interessanti promesse (non cito neanche quelle). Beh! Non ci crederete, domenica né il Presidente , né il suo Vice “ha detto” al settore tecnico, né il DT Uguagliati erano presenti a Grosseto! Già tanto era stato esserci il Sabato! Non ci posso ancora credere, ma la cosa più grave è che nessuno se n’è accorto, per il totale distacco che l’atletica Italiana delle società ha nei confronti di questi dirigenti, che non sanno mischiarsi con la gente e scaldare gli animi.

Quello che più mi colpisce è che non esiste contatto fra atleti (ma anche dirigenti e tecnici sociali) con la leadership dell’atletica. Il Presidente non conosce gli atleti. A Pescara gli ho chiesto chi corresse la prima frazione della 4×100 e lui mi ha detto “Grecucci” (!) famoso marciatore dei miei tempi, ma non Checcucci che poi ha corso. A Caorle il Presidente (presente solo l’ultimo giorno) rimane impressionato da una frazione di staffetta 4×100 corsa da un atleta della Cariri (la società di Andrea Milardi). E quando lo va a premiare gli dice “Complimenti sei andato proprio forte, ma quale è il tuo record personale” e lui scioccato gli dice “11 netti”. Peccato che fosse Roberto Donati primo frazionista della staffetta 4×100 giunta sesta a Berlino, uno che nel 2006 aveva corso in 10.39 e poco più di 21! Ma se i dirigenti non vanno ai raduni degli atleti e se non frequentano i campi gara, come fanno a conoscere gli atleti ed avere la loro stima?

D’altronde il Presidente proprio nella riunione di venerdì con alcuni Presidenti di CCRR (dopo aver criticato il web e la critica atletica che “corre sul web”, lui evidentemente è rimasto ai tam tam dei tamburi) rispondendo alle critiche – molte mie, che più volte gli aveva consigliato di andare a vivere a Roma – della sua continua assenza in Federazione, aveva detto “pensate che qualche volta mi fermo a Roma anche due giorni” ed ecco perché la domenica non era a Grosseto, lui i suoi due giorni settimanali li aveva già spesi, il Venerdì a Roma ed il Sabato a Grosseto. Aveva timbrato il cartellino, senza capire che un dirigente societario dilettante dedica molto più tempo alla società che il Presidente alla Federazione.

Almeno – tanti anni fa – quando, cameriere e soldati, uscivano il giovedì e la domenica, le “morose” si scaldavano con i “putei”. Ora il benessere ha cambiato i giorni ed i soggetti, e non si scalda più nessuno.

Io domani inizio la mia vendemmia di rosso, che scalda il cuore e che anticiperà “l’Ottobre Rosso”.

Luciano Barra
lbarra@attglobal.net

 

fonte foto: sportsbusinessjournal.com

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