NON SONO PER NULLA D’ACCORDO!!!

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo di Marco Tamberi, ex saltatore in alto da 2.28 e oggi tecnico di valore. Pubblichiamo queste sue note nella speranza che possano essere seguite da altri pareri ed idee in modo da alimentare il dialogo nel nostro mondo. Ecco quanto scrive Tamberi.

di Marco Tamberi

E’ vero: non siamo di certo il paese emergente dell’atletica mondiale, funzioniamo molto poco ed abbastanza male, si possono trovare 10, 100 1.000 motivi per recriminare. Ho letto nei vari siti di tutto e di più ma purtroppo nemmeno l’ombra di una proposta da cui ripartire: sembrerebbero più sfoghi rancorosi, vendette attese da tempo che considerazioni volte trovare una soluzione. Se una nave va alla deriva verso gli scogli, è inutile additare il comandante urlandogli in faccia tutti gli errori commessi (magari li conosce già anche lui): sarà forse meglio adoperarsi per aiutarlo a trovare una soluzione ed evitare che la nave si incagli … alla ripartenza si valuteranno serenamente ruoli e competenze.
Per esempio il sig. Barra, che visti i suoi trascorsi in FIDAL di esperienza ne ha da vendere, potrebbe mostrarsi più propositivo ed indicarci quella che lui ritiene la via da percorrere: ma per cortesia, non ci suggerisca di allungare qualche salto di Andrew…
Tutto ciò premesso qui di seguito una proposta che và interpretata come un tentativo di suggerire una nuova strada che, se otterrà risultati positivi, potrà essere percorsa con maggior efficacia da chi e’ istituzionalmente preposto a farlo.
E’ un piccolo contributo, un’idea come tante, a me è venuta in mente questa: ma da qualche parte bisognerà pur cominciare!!
Per chiarezza e perché il progetto possa essere recepito nel migliore dei modi tengo a sottolineare che non ho mire di alcun tipo: non cerco poltrone, incarichi, non intendo sostituire nessuno in nessun posto.

PROGETTO: SOSTEGNO PER ALLENATORI DI GIOVANI TALENTI

Le difficoltà dell’allenatore di periferia nella gestione di un giovane talento possono essere così riassunte:

  • non farsi prevaricare nella gestione dell’atleta e mantenere inalterato il rapporto di fiducia che si e’ creato in anni di allenamenti;
  • avere a disposizione il maggior numero di informazioni provenienti da specialisti che possano essere da lui studiate e giudicate senza alcuna interferenza esterna.

Per allenare al meglio si possono percorrere 2 strade:

  • collaborare con la comunità scientifica per ottenere risposte appropriate sia sotto il profilo tecnico che per lo sviluppo condizionale dell’atleta;
  • utilizzare un metodo per lo più empirico che ci metta in condizione di conoscere e poter considerare il maggior numero di esperienze possibili.

Considerando le scarse possibilità economiche di cui gode l’atletica leggera mi sento di poter escludere la prima ipotesi. E’ solo una mistificazione della realtà definire “risultato scientifico” ciò che di scientifico ha ben poco: coinvolgere uno scienziato, per quanto bravo possa essere, non significa avere una risposta scientifica. La ricerca e’ sempre figlia di una intera comunità che si contrappone, si confronta e che studia utilizzando strade, tecnologie e intuizioni diverse per dimostrare/ottenere risultati apprezzabili e attendibili. Pensiamo a cosa è successo con gli esperimenti sulla fusione a freddo dell’atomo: un gruppo di ricercatori ha dichiarato, tempo addietro, di essere riuscito ad ottenere la fusione senza apporto di calore salvo essere poi smentiti dalla comunità scientifica (decine di altri gruppi di ricercatori che hanno riprodotto lo stesso esperimento non ottenendo alcun risultato): se ci fossimo fermati alle dichiarazioni dei primi ricercatori (certamente scienziati anche loro e a pieno titolo) saremmo certi di poter ottenere una scissione a freddo dell’atomo e butteremmo risorse e somme di denaro perseguendo una strada che non ci porterebbe da nessuna parte .

Ci rimane quindi il metodo empirico che, per essere veramente efficace, dovrà poter contare sul maggior numero di informazioni possibili provenienti dall’esperienza specifica di allenatori, atleti ed ex atleti che negli anni abbiano sviluppato una sensibilità specifica ad una determinata disciplina … cioè l’ esatto contrario di quello che e’ stato fatto finora.
Attingere il più possibile e senza discriminazione di sorta dal know-how sviluppato con anni di sacrifici e di tentativi dai tecnici di tutto il territorio nazionale: un patrimonio culturale che, se ben gestito ed opportunamente valutato, potrebbe arricchire enormemente la nostra cultura specifica.

Oggi la tecnologia a costo zero (internet e tutto quello che ad esso e’ collegato) ci permette di intercettare e coinvolgere un grandissimo numero di persone in tempi rapidi. Per essere più chiaro voglio fare un esempio.
Costituiamo un gruppo allargato di specialisti (di cui faranno parte tutti coloro che ritengono di avere una esperienza specifica da condividere) che si metterà a disposizione di chi vuole usufruirne.
Diciamo che 100 allenatori di periferia 10 ex atleti e 2/3 atleti di alto livello si dicano disponibili a dedicare un po’ di tempo a questo progetto: l’allenatore del giovane talento non dovrà più subire passivamente quanto detto dal responsabile di settore ma otterrà dal gruppo informazioni di carattere generale, le valuterà e sarà lui e solo lui a decidere cosa c’e’ di buono da prendere.
Un esempio: chi allena un giovane talento è sempre di fronte a dubbi e scelte di difficile gestione, con mezzi spesso limitati e con l’impossibilità di relazionarsi in maniera esaustiva. Diciamo che si ponga il problema di come gestire gli ultimi 10 allenamenti prima di una competizione importante
Otterrà dal gruppo più risposte articolate, con varie soluzioni tutte motivate
alcune proverranno da allenatori, altre da ex atleti di alto livello, altre da atleti di alto livello ancora in attività: spetterà a lui e solo a lui giudicare, interpretare le soluzioni proposte ed intraprendere la via che ritiene più opportuna. Di rimando si avranno informazioni sulla sintesi effettuata dall’allenatore, quali proposte ha ritenuto interessanti , in che forma sono state applicate e risultati ottenuti.
Si potranno affrontare anche problemi tecnici: inviando filmati dell’atleta l’allenatore otterrà giudizi e soluzioni tecniche dal gruppo.
Vorrei iniziare questa esperienza con il salto in alto ed il lancio del giavellotto: chiedo a chiunque si senta in grado di poter dare un suo contributo (tecnico, organizzativo o quant’altro possa venirvi in mente) di scrivermi al seguente indirizzo mail:
marco.tamberi@profilomagazine.it

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