La situazione della maratona italiana.

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Luciano-Gigliotti-Foto-GinoIl professor Luciano Gigliotti responsabile del settore tecnico italiano per la maratona ci ha illustrato la situazione italiana in questo settore, che ormai orfana di campioni come Stefano Baldini, cerca di trovare una soluzione all’enorme vuoto lasciato dal campione emiliano.


Professor Gigliotti come vede la situazione in Italia sulla distanza della maratona?
Al momento abbiamo ottimi elementi in campo femminile, nomi come Melisa Peretti, giovane atleta piemontese che recentemente è venuta a Modena per cercare di capire se aveva possibilità di emergere in questo settore, e che Domenica sarà al suo esordio sulle nostre strade.
Altri nomi sono quelli di Rosalba Console; al momento l’atleta è tra le migliori 21 maratonete al mondo, con un personale di 2 ore e 26 e 35 stabilito alla maratona di Berlino, la quarta prestazione italiana di tutti i tempi sulla distanza. Poi c’è Anna Incerti, un atleta molto forte che alle Olimpiadi di Pechino sì è classificata 14 ª nella maratona con il tempo di 2h30:55, suo primato personale, e che ai mondiali di Osaka nel 2007 si è classificata 17 ª con 2h36’36”.

E’ in campo maschile?
Abbiamo tutta una serie di validi atleti che però hanno come unico neo il fatto di essere arrivati a fine carriera, ma abbiamo anche dei talenti nomi come, Andrea Lalli, e Daniele Meucci che potrebbero essere i nostri alfieri di Londra 2012.
Al momento nelle prossime settimane dovremmo stilare una lista di dieci nomi che dovrebbero essere gli elementi che dovranno maturare e difendere i colori della nazionale dai prossimi europei che si terranno a Barcellona, in Spagna, arrivando ai Giochi Olimpici di Londra 2012, ma dovremmo rimboccarci le maniche, la situazione non è delle migliori.

Come vede la decisione degli organizzatori della maratona d’Italia di non puntare più sugli atleti africani?
E’ un’ottima scelta che appoggio in pieno, anche se qui non sortirà l’effetto voluto; comunque è importante il segnale che si vuole lanciare. In ogni maratona italiana ci sono di solito venti atleti africani che ammazzano la gara, fanno gioco tattico tra loro, si aiutano e cosi facendo distruggono sia il nostro movimento che le nostre speranze di crescere dei futuri campioni.
Negli Stati Uniti hanno già da tempo fatto questa scelta e nel giro di una decina di anni hanno ricostruito un serbatoio di atleti che al momento è invidiabile, infatti, sia a i Giochi Olimpici di Pechino nella maratona che ai mondiali di Berlino nei diecimila metri gli atleti americani si sono piazzati tra i primi sette, con nomi come Dathan Ritzenhein, Ryan Hall e Galen Rupp.

Molti dicono che Stefano Baldini potrebbe a breve ritornare a indossare la maglia della nazionale e difendere i suoi colori agli europei che si terranno il prossimo anno in Spagna?
Baldini nelle prossime settimane inizierà un tour di gare che lo porteranno da Trento al Giappone all’Australia; dopo questo giro, molto probabilmente, potrebbe annunciare cosa vorrà fare, se continuare, e scegliere di tornare a correre per la nazionale italiana, o fermarsi definitivamente.

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