CHICAGO MARATHON 2009, WANJIRU SUGLI SCUDI

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L’edizione 2009 della Maratona di Chicago, con quasi 35,000 partecipanti, è stata prodiga di emozioni: il keniano Sammy Wanjiru ha vinto col tempo più veloce mai realizzato sul suolo americano, e i primi 5 sono stato abbondantemente sotto le 2h10.

Ormai non è un mistero che nelle grandi maratone spesso escano crono importanti ma le temperature gelide di questa edizione di Chicago non preludevano a nulla di ciò. Wanjiru ha chiuso in 2h5’41”, migliorando di 1 secondo il tempo di Khalid Khannouchi a Chicago nel  1999.

Tardivo il recupero di Abderrahim Goumri (2h06’04”) che ha battuto Vincent Kipruto (2h06’08”) nella volata per il secondo posto.

La storia personale di Wanjiru è di quelle da romanzo: fu allevato da una ragazza madre che faceva la contadina per un vivere, e fu scoperto da un scrittore giapponese che viaggiava per il kenia sette anni fa.Lui si trasferì a Giappone ad età 15 per studiare ed allenarsi, diventando così uno dei top runners in maratona.

Tornando alla cronaca della gara, dopo lo stop al 16° miglio della lepre Patrick Ivuti (ingaggiato per dare l’assalto al record mondiale di Gebre), Wanjiru ha proseguito con Vincent Kipruto e Charles Munyeki prima andarsene da solo verso la vittoria, “accontentandosi” di un crono imperioso. Il vincitore non è sembrato particolarmente a disagio per il clima gelido, cosa piuttosto inconsueta per questa maratona, funestata da incidenti dovuti al caldo torrido nelle ultime due edizioni.

Nel 2007 infatti, con l’umidità alta e temperature, la corsa fu fermata dopo circa quattro ore, dopo  il verificarsi di un decesso e centinaia di malori.  La scena più paurosa fu nel finale della gara del 2006, quando il campione Robert Cheruiyot  scivolò battendo la testa mentre tagliava il traguardo.

Nella gara femminile, la russa 21enne Liliya Shobukhova, ha tagliato il traguardo in 2h25’56” in solitaria, mentre la vincitrice di Londra Irina Mikitenko ha concluso la prova in 2h26’31”, difendendosi dalla campionessa russa Lidiya Grigoryeva (2h26’47”). Deena Kastor, vincitrice nel 2005 è giunta sesta con 2h28’50” nella sua prima maratona dopo la frattura al piede alle Olimpiadi di Pechino.  La Kastor al rientro dall’infortunio alla soglia dei 36 anni, ha dimostrato  così di poter puntare alla qualificazione per le olimpiadi 2012 a Londra.

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