I RITIRI POST-MONDIALI/1.STEFFI NERIUS

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Quando un grande campione si ritira, solitamente si trova al termine della sua parabola atletica; le ultime stagioni sono quelle del declino: le vittorie appartengono alle annate precedenti. L’uscita di scena della giavellottista teutonica Steffi Nerius la si può considerare un’eccezione visto che si ritira dopo avere conseguito nella sua specialità il titolo mondiale, di fatto la medaglia più importante della sua carriera, dando la sensazione di un’integrità fisica e mentale che le avrebbe potuto permettere di arrivare fino ai Giochi Olimpici di Londra 2012.

Nata a Bergen auf Rugen (01.07.1972), da giovanissima praticò pallavolo fintanto che i tecnici dell’allora Germania Democratica la indirizzarono verso l’atletica leggera. Il primo riscontro agonistico è la medaglia di bronzo agli Eurojuniores di Salonicco 1991 mentre le successive stagioni per la giovane Nerius sono di assestamento in una specialità tecnica e difficile come quella del giavellotto che richiede un discreto “apprendistato”. In due edizioni dei Mondiali giunge nona (Stoccarda 1993 con 60.26mt.) e undicesima (Goteborg 1995 con 56.50mt.), mentre la prima esperienza olimpica, ad Atlanta 1996,la vede ancora nona con 60.20mt.

Il primo piazzamento di rilievo agli Europei di Belgrado1998, dove giunge sesta con 62.08mt. nella gara che celebra il trionfo della connazionale Tanja Damaske, medaglia d’oro con 69.10mt; atleta che ben presto soccomberà a ripetuti infortuni alla spalla. Vale la pena di ricordare che il 1998 è l’ultimo anno con il vecchio attrezzo con il quale la Nerius segnò il suo personale nel 1996 con la misura di 69.42mt. Dopo la delusione dei Mondiali di Siviglia 1999,dove si arena nelle qualificazioni, ecco il secondo appuntamento olimpico. A Sydney 2000 sigla un significativo 4° posto con 64.84mt.; davanti a lei solo “i mostri sacri”dell’epoca quali Hattestad (Nor/68.91mt.), Manjani (Gre/67.51mt.) e Menendez (Cub/66.18mt.).

Dopo il quinto posto ai Mondiali di Edmonton 2001,arriva finalmente il primo importante e sospirato podio in una grande manifestazione: agli Europei di Monaco di Baviera 2002 vince l’argento con 64.09mt., superata solo dalla greca d’origine albanese, Mirela Manjani, prima con 67.07mt. Ai mondiali parigini dell’anno successivo si conferma, lanciando l’attrezzo a 62.70mt., misura che le vale il bronzo. La terza esperienza olimpica (Atene 2004) la vede protagonista di una grande gara: ottiene il suo personale con 65.82mt. che le vale un’importante medaglia d’argento alle spalle dell’allora imbattibile cubana Osleidys Menendez, dominatrice con 71.53mt. Il secondo bronzo mondiale, vinto ad Helsinki 2005, con 65.96mt. è assai più amaro visto che viene superata non solo dalla cubana, 1° con il primato mondiale a 71.70mt., ma a sorpresa dalla connazionale Christine Obergfoell, argento a suon di primato europeo con 70.03mt. Inizia quì una rivalità, che nella parte conclusiva della carriera, la Nerius dimostrerà,a tratti di soffrire, soprattutto a livello psicologico. In una giornata piovosa, ai Campionati Europei di Goteborg 2006, la Nerius sarà la più brava a districarsi in pedana e con un lancio di 65.82mt., vince il titolo battendo di pochissimo l’astro nascente della specialità, la ceca Barbora Spotakova, 2° con 65.64mt.

Il resto è storia recente con il terzo bronzo mondiale consecutivo, vinto ad Osaka 2007 e l’ultima partecipazione olimpica, a Pechino2008, dove giunge quinta con 65.29mt. nella gara nella quale, con il bronzo della Obergfoell, la Germania ottiene l’unica medaglia olimpica nell’atletica. Pochi giorni dopo, ad Elstal, sigla quello che rimarrà il suo primato personale con la misura di 68.34mt. I pronostici dei recenti mondiali di Berlino 2009 se li dividono la ceca Spotakova e la russa Abakumova, mentre la Nerius viene citata solo per la lotta di un’eventuale bronzo. Invece di fronte al pubblico l’apoteosi di una carriera: con 67.30mt., brucia le più accreditate rivali, che arriveranno vicine, ma non oltre. Alla fine alle sue spalle ecco le grandi favorite quali Spotakova con 66.42mt. ed Abakumova bronzo con 66.06mt. Poche settimane dopo la Nerius affermerà che vincere la medaglia più importante della sua carriera, di fronte al pubblico di casa è stato un sogno, ma che non ha provocato nessun ripensamento riguardo al ritiro visto che era una decisione presa da tempo.

Nel palmares di Steffi Nerius va pure ricordata la vittoria in Coppa del Mondo,nel 2006 ad Atene oltre a tre edizioni della Coppa Europa esattamente nel 1995, 2003 e 2005. Non vedremo più, e ci mancherà, in pedana l’atleta con la caratteristica ed unica fascia sulla fronte, che negli ultimi anni ha personalizzato con varie scritte: a Berlino in tre lingue, al passo d’addio, aveva scritto “bye bye” in inglese, tedesco, greco. Ora si dedicherà a tempo pieno alla meritoria attività di allenatrice di atleti disabili, per il suo club (Bayer Leverkusen). La perdita per il mondo dell’atletica sarà il loro guadagno.

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