Intervento di Guidi, ex Segretario Nazionale GGG

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logo_gggRiceviamo e pubblichiamo da parte di Roberto Guidi, ex Segretario Nazionale del GGG alcune considerazioni sulla vicenda del GGG che, con congnizione di causa, portano finalmente un po’ di chiarezza su uno dei tanti passi falsi commessi da questa dirigenza nell’anno agonistico che si sta chiudendo in questo mese.

Innanzi tutto un caro saluto a tutti i giudici. Adesso che è trascorso tanto tempo sento, anch’io, la necessità, a bocce ormai ferme e con la stagione agonistica finita, di fare alcune considerazioni su quanto accaduto quest’anno in seno al GGG. Ho, come molti altri giudici, letto gli interventi che sono stati ospitati da questo sito, alcuni condivisi, altri no, ma comunque molto interessanti, anche se il numero degli intervenuti è esiguo e quindi scarsamente rappresentativo di quello che pensano i giudici nel loro insieme. Probabilmente molti temono di esporsi. Non so perchè, in quanto più dello stipendio non possono toglierci.

Purtroppo, ho dovuto constatare che quanto da me paventato nella mia lettera di dimissioni si è puntualmente avverato. Mi dispiace essere stato un facile profeta, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti, il Gruppo non ha più la propria autonomia ed è completamente alla mercè della Federazione. Intendiamoci, non vorrei essere frainteso, il giudice come tesserato Fidal deve operare in sintonia con la Federazione, farne gli interessi e svolgere la propria missione, che è quella di far sì che gli atleti siano posti nelle migliori condizioni per effettuare le proprie prestazioni e tutelare il diritto sportivo degli stessi. Tutto questo, però, deve avvenire, a mio parere, in completa autonomia organizzativa e di giudizio.

Sin dall’inizio era, invece, chiaro dove si voleva andare a parare, perchè se il bersaglio erano il Segretario Nazionale e la Giunta uscente non vedo dove fosse il problema. Il Segretario Nazionale si cambiava, come era nelle prerogative del nuovo Consiglio Federale, ed io ero certo che non sarei stato riconfermato, mentre era altresì noto che quasi tutti i componenti della Giunta uscente, tranne forse due, non si sarebbero ricandidati. Ed a quel punto non era certamente automatica la loro riconferma. La mossa della Federazione, ovverosia il blocco delle elezioni nazionali, ha, invece, subito incontrato il favore di molti che frequentano questo sito, senza tenere in considerazione quanto sopra detto.
Si sono subito espresse favorevoli aspettative sulla Commissione che avrebbe licenziato il nuovo testo, in quanto, ingenuamente, si sperava in una nuova riorganizzazione del gruppo, piu moderna ed in grado di ridare entusiasmo (senza risorse, al giorno d’oggi, non si riesce a entusiasmare più nessuno).

Il risultato è sconfortante: il testo licenziato non apporta novità sostanziali se non l’abolizione dei meccanismi elettivi. Ed è solo questo il risultato che il nuovo Consiglio Federale, sotto la guida di un paio di componenti dello stesso , facilmente identificabili, voleva portare a casa; operazione perfettamente riuscita con l’avallo complice e colpevole, a mio giudizio, della Consulta Nazionale. In poche parole il Gruppo si è comportato come quel marito che per far dispetto alla moglie (Giunta e Segretario uscente) si è tagliato gli attributi.
A conferma di questo, cioè del fatto che non era la riforma del Gruppo che interessava, posso dire che il vecchio Consiglio Nazionale, ormai due anni fa, aveva presentato una proposta di nuovo regolamento che, tra l’altro, non è stata mai presa in esame e neanche è stato comunicato il perchè, così come una proposta di riforma del Gruppo, chiestaci nel Settembre del 2008 e presentata nell’ Ottobre dello stesso anno. Il perchè è chiaro, nessuna di queste proposte, che, tra l’altro, in alcuni contenuti ricalcava alcuni principi previsti dal nuovo regolamento, prevedeva l’abolizione dei meccanismi elettivi Una dirigenza collaborativa avrebbe dovuto esplicitare il dissenso e suggerire in quale direzione andare. Nessuno avrebbe respinto eventuali suggerimenti e forse il Gruppo, con la nuova dirigenza, eletta secondo i dettami del vecchio regolamento, poteva arrivare ad un testo condiviso, senza creare imbarazzo e spaccature all’interno del Gruppo.

Voglio sgombrare subito l’equivoco che si potrebbe creare. Io non esprimo il dissenso sull’attuale dirigenza del Gruppo. Sono tutti colleghi stimati, preparati e di lunga militanza nel Gruppo, dissento solo sui meccanismi che hanno portato alla loro nomina. Qualcuno parla di meritrocazia, ma a parte i meriti che, probabilmente, questi colleghi hanno, chi è che decide?. Forse qualcuno che, probabilmente, cercherà persone che, oltre.ad essere meritevoli, siano pronte a recepire i desiderata del padrone di turno. Sono colleghi, a mio avviso, che sono appesi con spilli alle loro cariche, al primo stormir di foglia possono essere rimossi e sostituiti. Con che mezzi possono opporsi a soluzioni non gradite, se non quello di sbattere la porta ed andarsene senza, comunque, la possibilità di incidere sulle decisioni. Sono, a mio avviso, in perenne sudditanza psicologica. Con che armi possono difendere un giudice, sottoposto alle critiche e alle pressioni del potente di turno?

A titolo di esempio posso citare un episodio che mi ha visto come protagonista. Ho risposto ad una convocazione come Presidente della Giuria d’Appello ai Campionati Italiani Allievi di Grosseto. Mi è capitato di dover rispondere ad un reclamo per una squalifica, comminata dall’Arbitro della Giuria Corse. Come previsto dal Regolamento, il Presidente della società interessata ha presentato un reclamo verbale all’Arbitro della Giuria Corse che l’ha respinto. E’ stato, così, presentato reclamo alla Giuria d’Appello. Ho, a questo punto, visionato, insieme ai due colleghi della Giuria d’Appello, il filmato RAI e, all’unanimità, abbiamo respinto il reclamo per l’evidenza dell’irregolarità commessa. Il Presidente della società reclamante è un Consigliere Federale che, al momento della consegna del reclamo, mi ha detto ” questa cosa non finisce quì. Ne parlerò in Consiglio Federale e porterò il filmato in mio possesso”. Per quanto mi riguarda, la cosa non mi ha intimorito affatto, ma, forse, qualcun altro avrebbe potuto trovarsi in difficoltà. Questa circostanza la dice lunga su come si intendono i rapporti con il GGG. In casi come questi, che, per carità, accadevano anche prima, chi tutela il Giudice? Una dirigenza nominata, con il controllato che nomina il controllore? Almeno prima c’era un Segretario Nazionale nominato, e quindi passibile di pressioni, ma c’era una Giunta eletta che poteva difendere il giudice in oggetto. La democrazia è stata una grande conquista e non si può liquidare con battute tipo: tanto anche in democrazia si fanno le pastette. E’ vero, ma se si possono fare in democrazia e, comunque, c’è sempre la possiilità di non farle, nel caso delle nomine è meglio stendere un velo pietoso. In Italia siamo maestri del “tengo famiglia e gli amici degli amici sono i miei amici, la storia insegna”.

Adesso si può osservare che ad ogni riunione della Commissione Nazionale e della Consulta Nazionale c’è sempre la presenza vigile di un Consigliere Federale, sempre lo stesso. Qualcuno ha commentato che questa presenza è un segno di attenzione verso il Gruppo, speriamo che sia così e non, invece, un ” attenzione a quello che fate”!
Come spesso accade, a complicare ulteriormente le cose in questo anno travagliato del GGG, è intervenuto, addirittura, il CONI con numerose osservazioni (prot. n. 249 della DIREZIONE AFFARI LEGALI, Supporto Conformità Statuti e Regolamenti) al testo licenziato dalla Fidal, in particolare proprio sul tema della terzietà e dei mancati meccanismi elettivi e, di conseguenza, sono stati chiesti alla Fidal emendamenti al nuovo regolamento del Gruppo Giudici di Gara, precisando, nel contempo, che questo nuovo regolamento potrà essere applicato solo dopo la formale approvazione della Giunta Nazionale del Coni. In risposta a questa comunicazione, il Presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera, in data 2 luglio 2009, ha emesso una delibera, ratificata dal Consiglio Federale il 30 luglio u.s., con la quale si confermano gli incarichi alla dirigenza del Gruppo Giudici di Gara, incarichi assegnati sulla base del nuovo regolamento, che non avrebbe dovuto, alla luce di quanto sopra, essere applicato.
Il 3 settembre u.s. con lettera e-mail, il Dott.Antonello De Tullio (dirigente della predetta DIREZIONE AFFARI LEGALI) conferma che “l’entrata in vigore del nuovo regolamento GGG è subordinata all’approvazione da parte della Giunta Nazionale del CONI”.
La notizia è stata a lungo tenuta riservata e non risulta, a tutt’oggi, che la Fidal si stia adoperando per sanare questa anomalia. Solo una comunicazione del 14 Agosto, a firma del Fiduciario Nazionale, informava i responsabili regionali del Gruppo delle osservazioni del CONI al nuovo regolamento e, allo stesso tempo, tranquillizzava il Gruppo sulla pienezza dei poteri, suoi e della Commissione Nazionale, sulla base della sopracitata delibera del Consiglio Federale.

Mi sembra evidente che le regole della casa siano state clamorosamente disattese, si insiste su quello che non si poteva fare. Per salvare le apparenze e la legalità bastava nominare, in attesa dell’approvazione del nuovo regolamento, il Fiduciario Nazionale come Commissario e dargli la facoltà di avvalarsi di collaboratori, che avrebbero potuto tranquillamente essere i componenti della Commissione Nazionale. Ma questo era troppo semplice e sarebbe stata una ammissione di colpa o, a mio avviso, una dimostrazione di rispetto delle regole. Ho partecipato a diversi Consigli Federali e molto spesso, in occasione di dispute regolamentari, un Vice Presidente si batteva sempre, cosa che io apprezzavo, per il rispetto delle regole. Evidentemente, in queste occasioni, era assente.

Quello che sorprende è come una Commisione per la stesura del nuovo regolamento, formata da persone valide e, almeno due, esperte di diritto, abbia potuto fare questo autogol, probabilmente lo hanno fatto “spintaneamente”.
Spero di non aver tediato con queste lunghe considerazioni , ma dopo tanto tempo volevo essere un po’ esaustivo. Qualcuno si chiederà: ma adesso cosa auspichi?. Auspico che il Gruppo ritrovi serenità e che il Nuovo Regolamento arrivi quanto prima, per sanare una situazione, a mio giudizio, imbarazzante. Invito i giudici a riflettere sui fatti accaduti al fine di tornare ad essere protagonisti e non spettatori del loro destino, il tutto senza clamore e senza prese di posizione estreme. I giudici devono, con forza, far pesare il proprio ruolo, altrimenti che senso ha essere tesserati per una Federazione, pagare la quota associativa e non poter partecipare alla nomina dei propri rappresentanti?

Un caro saluto a tutti ed un affettuoso abbraccio ad Angelo e Roberto.

Roberto Guidi

P.S. Sia chiaro che non ambisco a niente, ho già dato!

Cliccando qui si può scaricare l’allegato la lettera di dimissioni di Guidi risalente a fine 2008, data in cui la Fidal commissariò il Gruppo.

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