Da dove ripartire? Dalla lealtà!

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo documento da parte di Domenico Di Molfetta, già responsabile del settore lanci, oggi impegnato in altri incarichi non federali. Il suo intervento segue e replica al documento di Tamberi pubblicato sulle nostre pagine alcuni giorni fa. Al di la delle ragione dell’una e dell’altra parte, ci fa piacere il confronto perchè siamo convinti che la crescita del nostro movimento passi anche attraverso il dialogo e il contributo dei tanti, diversi cervelli che popolano il nostro mondo.

 

Lealta= si può intendere per lealtà il grado di coerenza tra un comportamento nella pratica e gli ideali a cui si attiene teoricamente una persona. Sembrando caratteristica personale che si richiama spesso ai cosiddetti valori prestabiliti ed essendo apparentemente più moderno ed apprezzato primeggiare destreggiandosi nella precarietà, l’agonismo esasperato, l’apparire, o adattarsi alla vorticosa velocità delle trasformazioni culturali per il raggiungimento del benessere, la lealtà sembra attualmente una virtù personale antiquata e in declino, quali altre come la prudenza, il buon senso, l’onore, la galanteria o la correttezza. Nei vari codici professionali di Deontologia la lealtà è una virtù, perlomeno nominalmente, che nel professionista risiede sempre ai primissimi posti, al pari della competenza e dell’aggiornamento. Si contrappone a ipocrisia, scorrettezza, infedeltà, meschinità, finzione, Da Wikipedia

Scrivo queste “poche righe” dopo essere rientrato dal mio ufficio presso l’USP di Foggia, ed essendo forse più “libero” rispetto al passato vorrei esprime il mio pensiero sulle note inviate al vostro sito dal Sig. Tamberi nel contributo “da dove ripartire?”. Del 14 ottobre u.s.

Parto intanto con una piccola premessa che può sembrare non correlata al resto del contributo, ma è indispensabile. In un qualsiasi ente , per fregiarsi di un titolo non basta saper battere a macchina per dire “sono un dirigente” o saper fare una inezione erge al titolo di Dottore, ma bisogna avere anche un percorso formativo, del resto così come organizzato nella nostra federazione, per chiamarsi tecnico bisogna aver fatto un iter formativo, non esiste nessuna federazione in Italia ed all’estero che permette, ad esempio nei giochi di squadra, l’accesso in panchina se non si possiede una qualifica riconosciuta dalla federazione, compresi gli obbligatori clinique. Oltre all’aspetto formale ritengo sia un’offesa per tutti i tecnici che hanno svolto questo percorso non solo per ottener il “brevetto di allenatore” ma sicuramente con lo spirito di poter allargare i propri orizzonti culturali. Nel campo scuola di Foggia, dove opero, è vietato l’ingresso agli atleti se non accompagnati da un insegnante di educazione Fisica o un tecnico con tesserino riconosciuto e vidimato dalla federazione, ciò accerta la bontà dell’insegnamento, oltre a chiari motivi giuridici, e non la ritengo una limitazione ma la salvaguardia della nostra professionalità già così bistrattata. Certo la crisi di tecnici operanti è sotto gli occhi di tutti, ma la nostra federazione è stata sempre presa come punto di riferimento per la formazione e la qualità dei suoi quadri operanti, ma la crisi non deve farci squalificare culturalmente fregiando con il titolo di tecnico anche chi non ha nessun percorso formativo, vorrebbe dire che chi veramente si è impegnato per la sua crescita culturale è messo alla pari di chi si trova il talentino tra le mani ed improvvisamente crede di essere il guru della specialità o chi dispensa perle di saggezza E’ sempre offensivo, concettualmente e non solo, pensare che i tecnici che lavorano da ben più che tre anni siano stati fermi nel campo dell’aggiornamento e formazione.

Scusandomi con il lettore per il preambolo, torno sul convegno, oggetto del disquisire, è stato sicuramente uno degli eventi più interessanti a livello mondiale per chi segue questa specialità, certo un peccato che non sia stato pubblicizzato anche dalla nostra federazione che attraverso il suo centro studi dovrebbe divulgare anche le notizie concernenti, i congressi internazionali, ma bisogna anche accertarsi se sia arrivata comunicazione in FIDAL così come prede il protocollo di organizzazione di un evento che vuole essere a carattere europeo. Certo è un peccato non esserci potuti andare, ben conoscendo i tecnici da lui contattati e sapendo qual è la loro disponibilità e la loro cultura, in particolare Tapio Korjus allenatore della Mikaela Johanna Emilia Ingberg (responsabile del giavellotto Finlandese oltre che medaglia olimpica) con cui ho condiviso tantissime esperienze in gara e di formazione (è stato anche in Italia quando probabilmente c’era qualcuno che all’epoca sei anni fa non s’interessava ancora del giavellotto). Non ricordavo però che Mikaela fosse tra le prime (credo abbia 64,03mt) nella lista mondiale all time, infatti, controllando.

72.28 1 Barbora Spotakova CZE 81 Stuttgart 13-9-2008

71.70 1 Osleidys Menéndez CUB 79 Helsinki 14-8-2005

70.78 2 Mariya Abakumova RUS 86 Beijing 21-8-2008

70.20 1 Christina Obergföll GER 81 Munchen 23-6-2007

69.48 1 Trine Hattestad NOR 66 Oslo 28-7-2000

68.34 2 Steffi Nerius GER 72 Elstal 31-8-2008

67.67 1 Sonia Bisset CUB 71 Salamanca 6-7-2005

67.51 2 Mirela Manjani-Tzelili GRE 76 Sydney 30-9-2000

67.20 1 Tatyana Shikolenko RUS 68 Monaco 18-8-2000

66.91 1 Tanja Damaske GER 71 Erfurt 4-7-1999

66.80 1 Louise Currey-McPaul AUS 69 Runaway Bay 5-8-2000

66.06 2 Linda Stahl GER 85 Leverkusen 30-7-2008

65.91 1 Nikola Brejchova-Tomeckova CZE 74 Linz 2-8-2004

65.75 4 Goldie Sayers GBR 82 Beijing 21-8-2008

65.43 1 Sunette Viljoen RSA 83 Beograd 7-7-2009

65.30 1 Claudia Coslovich ITA 72 Ljubljana 10-6-2000

65.29 1 Xiomara Rivero CUB 68 Santiago de Cuba 17-3-2001

65.17 2 Karen Forkel GER 70 Erfurt 4-7-1999

65.08 1 Ana Mirela Termure ROU 75 Bucuresti 10-6-2001

64.90 1 Paula Huhtaniemi FIN 73 Helsinki 10-8-2003

Però! Guardando le graduatorie all time mondiali mi sono accorto che vi è una Italiana, e guardando meglio tutte le graduatorie mondiali relative ai lanci troviamo ai 25 posto la Balassini e a livello maschile il 3° posto della graduatoria di Andrei (le graduatorie all time della IAAF arrivano al 30 posto). Oltre alla Coslovich tra le all time Mondiale, ho pensato di guardare anche la lista Italiana all Time che riporto:

65.30 (1) Claudia Coslovich 72 Sisport Fiat Torino Lubiana 10 Giu 00

62.75 (5) Zahra Bani 79 Cus Cagliari Helsinki 14 Ago 05

61.77 (1) Elisabetta Marin 77 Cus Trieste Gorizia 5 Giu 04

57.42 (6)fg Tiziana Rocco 78 Fondiaria Sai Gioia Tauro 1 Mar 03

Sempre dal nostro sito Fidal .IT le schede di queste atlete ci indicano la loro carriera agonistica, purtroppo non aggiornate:

Claudia Coslovich (giavellotto/JT)

E’ nata a Trieste il 26-4-1972, 1.70x74kg.

Società: Fondiaria Sai

Allenatore: Domenico Di Molfetta

Presenze in nazionale: 41 (non Aggiornato)

Progressione (giavellotto): 1988 (16) 41.70*; 1989 (17) 49.62*; 1990 (18) 47.38*; 1991 (19) 51.20*; 1992 (20) 51.80*; 1993 (21) 53.88*; 1994 (22) 60.32*; 1995 (23) 60.98*; 1996 (24) 60.76*; 1997 (25) 57.82*; 1998 (26) 65.55*; 1999 (27) 60.12; 2000 (28) 65.30; 2001 (29) 64.30; 2002 (30) 63.27; 2003 (31) 62.70; 2004 (32) 62.66; 2005 (33) 58.38; 2006 (34) 58.40.

Curriculum (giavellotto): NC: 16 (93-94-95-96-97-98-99-00-01-02-03, inv. 98-00-01-02-04); OG: 2000 (12), 2004 (qual); WCh: 2001 (11), 2003 (7), 2005 (qual); ECh: 1994 (qual), 1998 (7), 2002 (qual), 2006 (qual); MedG: 1997 (2), 2001 (1), 2005 (6); WUG: 1997 (8), 1999 (6); Euroch: 2001 (3), 2002 (1), 2004 (5), 2005 (5); ECup: 1993 (9), 1994 (6/B), 1995 (8), 1996 (2/B), 1997 (6), 1998 (4), 1999 (7), 2000 (4), 2001 (3), 2002 (8), 2003 (3), 2004 (2/B).

 

Zahra Bani (giavellotto/JT)

E’ nata a Mogadiscio (Somalia) il 31-12-1979, 1.73x73kg.

Società: Fiamme Azzurre

Allenatore: Maria Marello-Domenico Di Molfetta

Presenze in nazionale: 10 (non aggiornato)

Progressione (giavellotto): 1995 (16) 39.12*; 1996 (17) 43.66*; 1997 (18) 47.92*; 1998 (19) 51.35*; 1999 (20) 53.78*; 2000 (21) 54.26; 2001 (22) 54.98; 2002 (23) 55.34; 2003 (24) 56.50; 2004 (25) 59.10; 2005 (26) 62.75; 2006 (27) 62.44.
Curriculum (giavellotto): NC: 3 (05-06, inv. 06); WCh: 2005 (5); ECh: 2006 (9); WJC: 1998 (qual); U23 ECh: 1999 (6), 2001 (qual); WUG: 2005 (6); MedG: 2005 (2); Euroch: 2001 (13), 2003 (9), 2006 (5); ECup: 2005 (3), 2006/B (3).

Elisabetta Marin (giavellotto/JT)

E’ nata a Trieste il 5-11-1977, 1.76x75kg.

Società: Esercito

Allenatore: Domenico Di Molfetta

Presenze in nazionale: 7

Progressione (giavellotto): 1992 (15) 38.92*; 1993 (16) 46.54*; 1994 (17) 48.08*; 1995 (18) 47.38*; 1996 (19) 46.60*; 1997 (20) 48.40*; 1998 (21) 51.30*; 1999 (22) 52.10*; 2000 (23) 54.94; 2001 (24) 54.94; 2002 (25) 60.12; 2003 (26) 57.76; 2004 (27) 61.77; 2005 (28) 56.14; .
Curriculum (giavellotto): NC: 3 (04, inv. 03-05); OG: 2004 (qual); ECh: 2002 (6); WUG: 2003 (9); Gymn: 1994 (3); Euroch: 2002 (9), 2003 (4), 2004 (4), 2005 (12).

Tiziana Rocco (giavellotto/JT)

E’ nata a Salerno il 2-12-1978, 1.76x78kg.

Società: Fiamme Azzurre

Allenatore: Domenico Di Molfetta

Presenze in nazionale: 2 (non aggiornato)

Progressione (giavellotto): 1994 (16) 39.34*; 1995 (17) 43.80*; 1996 (18) 45.90*; 1997 (19) 46.94*; 1998 (20) 51.55*; 1999 (21) 57.27*; 2000 (22) 56.88; 2001 (23) 55.68; 2002 (24) 55.34; 2003 (25) 57.42; 2004 (26) 53.93.

Curriculum (giavellotto): NC: 1 (inv. 99); U23 ECh: 1999 (12).

 

Oltre alle atlete su menzionate, ricordando che il miglior piazzamento all time delle atlete italiane in competizioni di livello mondiale outdoor è di Zhara Bani 5^ ai Mondiali di Helsinki, seguita dal 7^ di Coslovich Parigi 2003 Claretti Osaka 2007, seguono gli 8^ posti di Legnante Parigi 2003, Rosa Osaka 2007. Maffeis Atene 1997,

Pongo l’accento anche i risultati maschili creati grazie alla splendida collaborazione, intelligenza culturale e morale dei tecnici sociali e del settore tecnico nazionale, degli atleti che menziono:

 

81.67 (3) Francesco Pignata 78 Fiamme Gialle Firenze 19 Giu 05

80.80 (1) Alberto Desiderio 73 Libertas Catania Catania 19 Mag 01

80.25 (1) Armin Kerer 72 Fiamme Gialle Bressanone 18 Set 99

78.10 (1) Roberto Bertolini 85 Atl. Cento Torri Pavia Nembro 23 Lug 08

 

E guardando bene nelle liste all time trovo anche;

Al 9° il 74.66 (1) Paolo Valt 72 Carabinieri Bologna Rovereto 14 Mag 00 da me seguito in quel periodo.

è udite udite (parafrasando altro…)

 

Al 16° posto 73.22 (4) Vincenzo Pagano 69 Snam Vigna di Valle 28 Feb 99, foggiano mio alunno delle medie e da me seguito da sempre (ricordo anche, tanto per memoria storica, che in quel di Foggia ho avuto anche Musci azzurro Junior Promesse 69,99 mt Mastelloni Fabio 68,98 mt e sinceramente non ricordo più quanti oltre i 60 e 50 mt tutti miei alunni delle scuole medie, allenavo anche chi faceva solo 30 mt).

Posso dire con certezza che qualcuno l’ho allenato, eppure ancora adesso ritengo di non capire niente del lancio del giavellotto (come giustamente alcuni dicono!), invidio tantissimo i maestri che vivono di certezze assolute! Che appena trovano il consigliere di turno o il presidente immediatamente si auto glorificano dicendo che comunque il giavellotto in Italia è allenato male, ma non portando alcun dato di fatto se non: il sentito dire…forse…io farei…troppa forza….poca forza…dobbiamo lanciare tutti come quando ero io atleta …. Ecc….! Peccato che tutti quelli che ho conosciuto di alto livello hanno sempre manifestato le mie stesse incertezze culturali (Voltaire citava: il dubbio è fastidioso ma la certezza è cretina!).

Ritorno al contributo del Sig Tamberi, forse 270 euro sono una sciocchezza per lui, ma la realtà delle piccole società è ben diversa “solo 270 euro” sono 2 trasferte regionali, bisogna anche entrare nella realtà dei tecnici sociali, che sicuramente sarebbero andati anche accollandosi tutte le spese, ma che aimè lavorano, e in alcuni casi ne sono in cerca! Immagino tanti colleghi, che sarebbero andati più che volentieri, VERI appassionati del giavellotto e tecnici che stimo tantissimo e presenti sul nostro territorio, ma che oltre alla passione del giavellotto, devono anche mantenere famiglia e spesso combattere con i datori di lavoro per avere la giornata libera per seguire le gare dei propri atleti e per allenarli. Tra questi adesso ci sono anche io! Per onor di cronaca ero anche stato invitato personalmente in quel di Berlino, oltre che a Leira, visto la profonda stima che mi lega dopo tutti questi anni di esperienze internazionali, con i tecnici e gli atleti presente al simposio, ero anche iscritto, ma il cambio di Vita non mi ha permesso di partecipare, per la prima volta negli ultimi 12 anni!

Cito testualmente dal comunicato di cui l’oggetto: . …”L’allenatore di Torkildsen e come lui gli allenatori della Nerius, di Pitkamaki e Ingberg hanno tenuto una relazione di circa un’ora a testa ma sono stati presenti e molto attenti in tutti i tre giorni del congresso: immagino perché interessati ad ascoltare pareri ed esperienze diverse dalle proprie.

Benissimo è proprio questo è lo spirito che dovrebbe pervaderci (a parte che chi è pratico di convegni sa che chi svolge una relazione non va via, anche per rispetto ai successivi relatori). Per chi mi conosce bene, sa che è lo spirito che mi ha sempre pervaso, quello della collaborazione, ho sempre dato tutto ciò che era il prodotto delle mie piccole conoscenze, programmi, didattica, lezioni (girano anche su internet) filmati personali di tecnica ed allenamento dei miei atleti, valutazioni, consigli per cercare di soddisfare le richieste di chi “chiedeva”, e devo dire anche apprendendo molto da ciò che mi era dato, anche solo parlando. Ho perso il conto di tutte le lezioni, convention ed altro che ho fatto al livello nazionale ed internazionale ( solo l’anno scorso sono stato anche relatore in due Convention a Lisbona e Cardiff, ma il nostro centro studi si è dimenticato forse di darne notizia…), e territoriale per aggiornare e formare. Oltre ciò sono uno dei pochi che ha avuto anche il “coraggio” di scrivere firmando il mio pensiero, che, è scritto e pertanto contestabile o apprezzabile proprio perché “scritto”.

Cito ancora testualmente: “..Insomma se in Italia si stravince tutto lanciando il giavellotto poco al di là della punta dei piedi un motivo c’è: noi sappiamo già tutto e non abbiamo bisogno di confrontarci con nessuno … ……….. Certo, anche la federazione nella figura del responsabile di settore dovrebbe essere coinvolta. Come esempio posso portare la mia esperienza personale: sono 3 anni che alleno mio figlio (che ha fatto il record italiano junior quest’anno giungendo 4° ai campionati europei) e non ho ancora avuto il piacere di avere uno scambio di opinioni con qualche responsabile indicato dalla FIDAL …

Chiaramente sono coinvolto direttamente. Sembra veramente bello il populistico pensiero ma mette ancora in cattiva luce il settore da me guidato fino al 31 di agosto p.v., quindi devo rispondere perché il lettore sappia ed valuti, prima di creare la vittima o il martire da glorificare. Voglio ricordare allo scrivente alcune “occasioni” che forse dimentica, e parlo del 2009 :

Il 28 febbraio in occasione dei campionati Italiani Lanci di Bari è stato organizzato un convegno Proprio sui lanci, dove si è parlato di didattica, tecnica e metodologia del giavellotto (oltre al mio intervento e quello di Silvaggi vi è stato un interessantissimo intervento del prof. Giorgio Moretti Primario di ortopedia Cattedra universitaria di Bari proprio sulla spalla del lanciatore…del dott Maiorana sull’integrazione e doping ecc.). Vi erano tanti tecnici dei lanci perché era stato organizzato volutamente in concomitanza con gli Italiani Invernali di Bari, il Tamberi pur presente a Bari non era in sala, ma può capitare…..

Dal 13 al 15 di febbraio vi è stato un raduno giovanile a Formia solo per il settore lanci, sono stati invitati tecnici ed atleti tra cui Tamberi. Gli unici assenti del raduno erano loro, ricordo che era il primo raduno del 2009 (perché salto quello delle vacanze natalizie) e fu proprio una mia richiesta per avere la possibilità di parlare fondamentalmente con i tecnici, pienamente condivisa dal settore tecnico. Certo può capitare il contrattempo….. sentito il sig. Tamberi ho chiesto eventualmente di venire almeno solo 1 giorno mi è stato risposto che vi erano impegni improcrastinabili di studio….comunque,per la cronaca, domenica 15 febbraio l’atleta ha gareggiato fuori gara a Roma …… probabilmente era più importante la gara da solo a Roma fuori classifica. Voglio ricordare anche che nello stesso raduno erano anche presenti Bertolini, Fent, Sabbio e sarebbe stato una buona occasione di scambio culturale. E ricordo anche al Tamberi la comunicazione che ha inviato a Bertolini la sera del sabato che gli chiedeva di andare a Roma il giorno dopo per fare “compagnia alla gara!” Molto scorretto sapendo che l’atleta era in raduno………

Dall’8 all’11 di aprile vi è stato il raduno di Pasqua a Formia, convocati Atleti e tecnici, Assenti i Tamberi , non essendoci stata comunicata alcuna defezione ci si è premurati di chiamare Tamberi , chiamato dal Consigliere Federale Angelotti (amico di vecchia data del Tamberi), ma era in vacanza con la famiglia a Sharm …… L’errore è stato detto che era stato fatto dalla FIDAL nel trasmettere la convocazione, gli accertamenti agli atti di Andreozzi sono che la convocazione a seguito la normale prassi ,Società, Atleta/tecnico…..oltre Internet con elenco dei convocati (la famosa rete che decanta come strumento indispensabile per la comunicazione in un altro contributo)…Ma può capitare per l’amore di Dio…..

Bressanone 2009 Campionati del Mondo Allievi, in una simpatica chiacchierata con Tamberi Marco, dove l’intenzione da parte mia era proprio quella di smorzare la polemica, al mio invito a partecipare eventualmente, per la stagione successiva 2010, alle attività del settore assoluto o comunque a collaborare, la risposta è stata riassumendo in due parole che “non capiamo granché …..” detto certamente in modo corretto e garbato,del tipo:

  • Tutto ciò che ho scritto non è condivisibile,….

  • una volta in un raduno territoriale a Schio (lui non convocato per i lanci ma per un contemporaneo raduno nazionale giovanile per il salto in alto) mi aveva visto fare della didattica con i giovani e non era condivisibile ecc…

Ma nonostante ciò, è visto anche l’ultima l’indisponibilità dell’ultimo raduno di Schio prima della partenza per gli Europei (questa volta credo a ragion veduta per l’espletamento degli esami di stato), ho comunque chiamato Gianluca prima di partire, per correttezza e per far si che si creasse un clima più favorevole, e anche durante gli europei. Va bene lo stesso……..ma mi viene da pensare che forse se si ha la volontà di avere uno scambio culturale, e soprattutto, come dice, il “Piacere” forse bisogna avere anche la volontà di farlo, e non solo dichiaralo facendo la solita parte vittimistica e populistica.

Ed ancora voglio ricordare pubblicamente forse da dove nasce questo accanimento nei confronti del settore, analizzando la storia ed i dati:

Anno 2006= Gianluca Tamberi: 7° della graduatoria Italiana Allievi (700 gr) con 56,08 realizzato a fina stagione Ottobre, primo della graduatoria Puccini con 66 mt che è stato inserito nei progetti di sviluppo 2007 (nel 2009 67 mt con 800 gr più volte infortunato ottimo il rapporto di collaborazione con il suo tecnico Grossi ed attualmente Coslovich).

 

Da graduatorie FIDAL 2007

Giavellotto Gr 700 – ALLIEVI

Prestazione

Vento

Piaz.

Nominativo

Anno

Naz.

Codice

Società

Luogo

Data

68.50

 

1 se- 2

NARDINI Stefano

90

ITA

MI054

U.S. ATL. VEDANO

CESENATICO

06/10

65.60

 

2 se- 2

TAMBERI Gianluca

90

ITA

AN037

ATLETICA FABRIANO – OSIMO

CESENATICO

06/10

 

Nardini Stefano (anche campione italiano battendo proprio Tamberi), è stato inserito Nei progetti di Sviluppo federale 2008 insieme a Sabbio 70 mt Junior.

 

Da Graduatorie FIDAL 2008 Giavellotto Gr 800 – JUNIORES UOMINI

Prestazione

Vento

Piaz.

Nominativo

Anno

Naz.

Codice

Società

Luogo

Data

71.77

 

1 su- 1

SABBIO Emanuele

89

ITA

TE049

ASD BRUNI PUBBL. ATL. VOMANO

TORINO

14/06

67.09

 

1 su- 1

TAMBERI Gianluca

90

ITA

AP005

ASA ASCOLI PICENO

SAN MARINO

18/06

 

Nel 2009 la storia delle convocazione ai raduni è presente nella parte precedente, ricordando che i primi raduni son stati allargati(numeri maggiori per avere più atleti e sono partiti da febbraio come si evidenzia dalle date, per problemi di organizzazione federale e non certo del settore tecnico) nei raduni citati Tamberi è stato sempre invitato E SONO STATI GLI UNICI CENTRALIZZATI FATTI NEL 2009. I nomi invece del progetto talento (ricordo un numero ristrettissimo di atleti 36 in tutto) sono stati emanati dopo il raduno di Pasqua esattamente il 4 maggio 2009. Non è presente il nome di Tamberi perché, così come spiegato telefonicamente, il progetto talento è un rapporto di collaborazione e di fiducia tra il tecnico sociale e la struttura centrale, e non solo avere il nome sulla carta, perché leverebbe spazio, con i pochi mezzi economici presenti, a chi veramente, oltre ad essere un talento, vuole collaborare. Ma tutto ciò nasce proprio da quel 67,09 del 2008 dal 18 giugno esattamente il momento in cui è nato l’attrito “insanabile”. Infatti la misura conseguita era anche il minimo per i campionati del mondo Juniores, ma ottenuta in ritardo rispetto la data fissata come dead line dalla FIDAL. Interpellato dagli interessati ho cercato di spiegare che vi sono delle regole valide per tutti a cui tutti noi ci si deve attenere (quale motivo avrei potuto avere nel non mandare un giovane a fare una esperienza internazionale?), e comunque essendoci altri due casi analoghi al Tamberi la Giunta della FIDAL si è riunita per decidere se iscriverli nonostante il ritardo nel conseguimento del minimo, è stato deciso per il NO per tutti e tre. Da allora il Caino è stato il settore! In particolare Di Molfetta reo di non aver mandato Tamberi ai mondiali, e da allora, forse, nemico a vita! Mi viene il dubbio conoscendo le amicizie che legano il sig Tamberi ad alcuni presidenti di società ed anche consiglieri federali, che la cosa non sia stata venduta in modo diverso, spero proprio di no! Chi adesso contesta il fatto che nei progetti anni 2007- 2008 Tamberi non fosse presente è spiegato anche dai numeri ristrettissimi dei convocati, che ci ha indotto ad operare sempre in ristrettezza economica, e comunque pur riconoscendone la valenza dell’atleta, sia nel 2007 (graduatoria 2006 per l’accesso) che nel 2008 (graduatoria 2007 per accesso) vi erano altri validi atleti, superiori come prestazione che si sarebbero visti penalizzati dalla loro esclusione a vantaggio di altri. Certo con più mezzi a disposizione non staremmo qui a parlarne!

L’ultima parte della comunicazione del Sig. Tamberi è ricca di frasi belle e profonde come :

  • “Ma siccome penso che ognuno debba guardare prima ai propri errori e poi a quelli degli altri……”

  • “trovo comunque abnormi gli atteggiamenti rancorosi fin qui espressi solo ed unicamente nei confronti della classe dirigente…………”

  • I risultati sportivi sono innanzitutto figli della cultura specifica che un paese riesce ad esprimere ….

  • Se il non funzionamento della macchina “atletica italiana” fosse tutta imputabile alla dirigenza, non dovremmo essere in grado di ottenere risultati apprezzabili in nessuna disciplina. Ma non si spiegherebbe poi come nella marcia, che comunque fa parte dell’atletica leggera….Forse si potrebbe cominciare da lì a capire perché le cose funzionano … e bene!!!

Le Commento sinteticamente:

  • La numero 1 : bellissima se applicata da tutti…

  • La numero 2: Abnormi.. rancorosi nei confronti dei dirigenti???? Il sig Tamberi ricordi sempre che sono i dirigenti a dettare la strategia politica federale, a far si che, sulle progettualità proposte dal settore tecnico (e ne abbiamo presentate molte sarà mia cura pubblicarle con date circostanziate perche si sappiano le nostre progettualità, mai prese neanche in considerazione, o casomai dopo anni introdotte come novità partorite da altri, vedi l’ultima idea di affiancare al settore un gruppo di giovani tecnici!!! Se qualcuno avesse letto prima….) vi sia, ove possibile, la volontà di trovare un piano di finanziamenti, ma pare che la colpa è sempre e solo del settore tecnico? E in questo argomento, il rapporto dirigenti settore tecnico, mi fermo qui, rammaricandomi soltanto che troppo spesso (ed uno dei fallimenti del nostro settore tecnico..) ci si rivolge all’amico consigliere che risolve il problema scavalcando alcune volte il settore tecnico, creando solo scontenti nella base che continua a prendersela con il responsabile di turno. Ma poi non è lo stesso che il 2 dicembre 2008 ha scritto su Acido Lattico; ………………..Me li ricordo bene gli anni ottanta dell’atletica italiana: li ho vissuti dal di dentro, ho conosciuto i Nebbiolo e i Nebbiolini, un esercito di piccoli e grandi imbroglioni selezionati ad hoc. Non credo che sia cambiato poi molto: le facce, purtroppo, si assomigliato ancora tutte: magari con qualche ruga in più…………………

  • La 3 :fantastica….. verissimo ed attuale

  • La 4 : si evince (ma forse interpreto male) che se vi sono i risultati sono merito della dirigenza, credo in questo caso che provengano anche dalla cultura tecnica della marcia in Italia, che pur con eventuali contrapposizioni o scuole di pensiero hanno creato risultati da Cuneo a Milano ecc …, Nel nostro caso” lanci” possiamo trovare solo alcune contrapposizioni sterili per fortuna o a nostro malgrado fatte dal solito che pensa, in tal modo, di ergersi a difensore della categoria (a cui non so se appartiene?) Ma forse sbaglio andrò a verificare..) gettando scredito su altri,! Non vedo tante Scuole di pensiero nel giavellotto italiano! Come ci diceva sempre il nostro amico Arbeit : non si può dire che un tecnico sia bravo se allena un solo atleta Forte, può essere fortuna, genetica o altro, si può parlare di scuola quando vi è una continuità di risultati, con atleti diversi e temporalmente distribuiti, anche se con i fisiologici alti e bassi. Ne abbiamo visti purtroppo di atleti che da giovani hanno fatto grandi risultati, ricordando che quando si è giovani i risultati,i se predisposti geneticamente, si fanno anche andando in campagna a raccogliere le olive….è dopo che bisogna saper allenare bene, e spesso , dando pienamente ragione al Tamberi, ci si chiude a riccio. Quasi tutti quelli che sono caduti in questo che credo sia un errore, guarda caso avevano sempre questa vena esterofila, in Italia siamo sempre incapaci, ma dal primo paesino oltre il confine sono tutti bravissimi! In un altro contributo se su Atleticanet dice che i problemi sono

  • non farsi prevaricare nella gestione dell’atleta e mantenere inalterato il rapporto di fiducia che si e’ creato in anni di allenamenti;

  • avere a disposizione il maggior numero di informazioni provenienti da specialisti che possano essere da lui studiate e giudicate senza alcuna interferenza esterna.

Ma di cosa parla? Prevaricare? Senza alcuna interferenza? A parte non capisco da quale sua esperienza personale con il settore possano scaturire affermazioni del genere, Mai nel nostro e sicuramente neanche negli altri, conoscendo i responsabili degli altri settori. .


Ed ancora cito;

……E’ solo una mistificazione della realtà definire “risultato scientifico” ciò che di scientifico ha ben poco: coinvolgere uno scienziato, per quanto bravo possa essere, non significa avere una risposta scientifica. La ricerca e’ sempre figlia di una intera comunità che si contrappone, si confronta e che studia utilizzando strade, tecnologie e intuizioni diverse per dimostrare/ottenere risultati apprezzabili e attendibili…….

Ma magari avessimo finanziamenti per la ricerca, cosa è andato a fare in Finlandia, quando hanno parlato i biomeccanici di valore mondiale o gli ortopedici di chiara fama, non sono scienziati al servizio del miglioramento della performance? Immaginiamo l’utilità della ricerca nella personalizzazione dell’allenamento, capire le variazioni intrinseche indotte dall’allenamento ne è una delle frontiere per capire intimamente la persona atleta, Del resto visto che prima ha citato la marcia italiana, è proprio la continua ricerca che ha consentito il miglioramento della performance con uno staff tutto italiano di “scienziati”. Risparmio qualsiasi commento sia sull’esempio della fusione a freddo sia sull’empirismo perché la a mio parere l’ aberrante proposta che cito :

……Ci rimane quindi il metodo empirico che, per essere veramente efficace, dovrà poter contare sul maggior numero di informazioni possibili provenienti dall’esperienza specifica di allenatori, atleti ed ex atleti che negli anni abbiano sviluppato una sensibilità specifica ad una determinata disciplina … cioè l’ esatto contrario di quello che e’ stato fatto finora………….

Diciamo che 100 allenatori di periferia 10 ex atleti e 2/3 atleti di alto livello si dicano disponibili a dedicare un po’ di tempo a questo progetto: l’allenatore del giovane talento non dovrà più subire passivamente quanto detto dal responsabile di settore ma otterrà dal gruppo informazioni di carattere generale, le valuterà e sarà lui e solo lui a decidere cosa c’e’ di buono da prendere……

Sicuramente merita una risposta ad hoc non per la proposta, ma per le solite frasi ad effetto che ripeto non so da quale esperienza tiri fuori visto che in questo contributo da me scritto si evince il rapporto che vi è stato.

Auguro veramente di cuore, perché sono un amante della specialità, in primo luogo che Tamberi diventi un grande atleta di questa specialità, perché ha veramente le caratteristiche per poter emergere, e di trovare nel nostro territorio sempre più tecnici che come me ed altri allenino, e rispettando la concettualità precedentemente esposta, che ci siano tante Scuole di pensiero e operative ( e ricordo che ci sono già delle splendide realtà che dovrebbero essere potenziate in questo caso decentrando, penso a Bonvecchio, Coslovich, Scaglione, Pignata, Cannalonga ed altri..) , che possano essere di stimolo per tutti, significherebbe avere tanti giavellottisti, casomai non tutti Iper campioni, ma che lancino il giavellotto! Giacché in Italia si può vincere di tutto di più gettando l’attrezzo poco oltre la punta dei piedi” (e non ha offeso il settore ma tutti quelli che si fanno giornalmente in 8 per allenare): attrezziamoci per promuovere la specialità, non parlando unicamente ma allenando, non uno ma tanti, anche scarsi che, come me da misero giavellottista da 67 m, mi sono appassionato al tal punto di farne uno degli obiettivi primari della mia vita. Non so in questo momento se avrò collaborazioni con la FIDAL dal prossimo anno agonistico, e alla luce di ciò mi posso permette di dire che la mia disponibilità è ancora piena con tutti quei tecnici che sono stati al mio fianco con i loro atleti in questi anni e di cui ho una enorme stima : partendo dall’indimenticabile Carlo Lievore, Giuseppe Pignata, Marco Andreatta, Aldo Desiderio, Maria Marello, Sergio Bovecchio, Roberto Carli, Elia Cannalonga, Adriano Sappa, Armando de Vincentis, Giuseppe Pignata, Massimo Pistoni , Emanuele Serafin e tecnici che si stanno formando in modo egregio e che provengono proprio dalle nostre esperienze come Claudia Coslovich, Elisabetta Marin. Nicola Savino, Vincenzo Pagano. Sicuramente ne dimentico tanti altri e li ringrazio non per quello che io ho dato a loro (poco) ma per quello che loro hanno a me dato. Solitamente quelli che lavorano e non hanno il tempo e forse giustamente neanche la voglia di dire la loro, o rispondere a mezzo stampa alle notizie che screditano il lavoro fatto, li invito però a perder cinque minuti e risponder a queste persone che, pur essendo una minoranza, cercano di fare notizia e populismo! Chiudo ancora con un sentito ringraziamento che viene dal cuore e che mi ha fatto riflettere molto sulla necessità di non eclissarmi completamente, ma al contrario rimanere e continuare sulla strada intrapresa moltissimi anni fa: Allenare. Ringrazio Gli atleti Bani, Pignata Fent, Bertolini, Bettin, Romano, Capodanno che appena saputo della mia attuale indisponibilità ad effettuare viaggi ( causa gestione dell’ufficio dell’USP….ed avendo solo 30 giorni di ferie come i comuni mortali) si sono spontaneamente offerti, in collaborazione con i loro tecnici, per venire ad allenarsi qui a Foggia in forma residenziale o periodica, indipendentemente dal mio ruolo con la FIDAL! Questa è la più grande Vittoria morale e professionale della mia vita! A proposito sempre per evitare le speculazioni e chiacchiere che girano messe in giro dai soliti ignoti, ribadisco pubblicamente che la FIDAL non ha epurato nessuno tantomeno me, è stata una necessità le dimissioni da Capo Settore perché impossibile da conciliare con il nuovo incarico (io sono un professionista, e per fare il Capo settore bene bisogna essere fuori di casa almeno 200/230 giorni l’anno così come ho fatto, non si può fare per telefono), Altresì ringrazio il settore tecnico che mi è stato sempre molto vicino, consolidando ancor di più i rapporti legati alla stima e l’amicizia. che vanno al di là della funzione lavorativa. Uguagliati, Andreozzi e Silvaggi oltre a tutti i colleghi e del settore lanci e di tutte le altre specialità Zamperin, Ghidini, Danzi, Di Mulo e tutti i collaboratori , il nostro contatto rimane costante e giornaliero.

Chiudo con la certezza che proveremo, con atleti e tecnici, a tirare ancora il giavellotto appena più in la dei nostri piedi, ma con la consapevolezza di stare bene insieme!

 

PS. Mi scuso con il lettore perché il “contradditorio” può essere noioso ma indispensabile per far chiarezza o perlomeno non sentire solo una campana, e per tutti quelli che penseranno che questa nota inviata a atleticanet è pomposa e troppo auto celebrativa hanno ragione! Ma non avendolo mai fatto mi fa stare un po’ meglio con me stesso….. Grazie

 

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