DA DOVE RIPARTIRE – ultima parte

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Pubblichiamo come interventi finali le repliche di Marco Tamberi e di Nicola Savino responsabile regionale pugliese del settore lanci relative all’articolo iniziale inviatoci da Tamberi alcuni giorni or sono. Da qui, soddisfatto il contraddittorio, le eventuali articolazioni, interventi e pareri, si sposteranno sul forum di Atleticanet, luogo preposto a questo genere di interventi. Buona lettura.

la replica di Marco Tamberi

Ho impiegato un giorno a decidere se rispondere al sig. Di Molfetta visto che questo sito, che apprezzo moltissimo, non è nato per dirimere questioni personali. Ma siccome sono stato accusato pubblicamente con una serie di menzogne, credo che sia giusto e corretto replicare almeno in parte (non posso e non voglio scrivere un altro poema) . Aggiungo che non risponderò ad altre provocazioni per rispetto del sito che mi ospita e dei suoi lettori.

Infine alcune risposte dovute:

Di Molfetta fa notare come io non abbia alcun titolo per allenare mio figlio sottolineando che, nel campo di Foggia dove lui allena, gli atleti possano entrare solo se accompagnati da tecnici o da insegnanti di educazione fisica. FALSO: quello che Di Molfetta non sa è che io sono professore di educazione fisica, ISEF di Urbino, e lo sono dal 1983.

Sulla Ingberg mi accusa di aver scritto che è presente nelle liste all-time FALSO:. Non ho mai scritto una cosa del genere, ho detto che negli ultimi 15 anni è stata nelle liste top- ten (forse top 20 mi correggo, quest’anno a quasi 36 anni è ancora presente )… dimenticando di dire che ha vinto 2 medaglie di bronzo ai campionati mondiali ed altre 2 ai campionati europei.insomma: un’atleta di caratura internazionale senza tema di smentita.

Sulla presenza degli italiani nelle liste all-time FALSO: io ho sempre parlato e mi sono sempre riferito al lancio del giavellotto maschile, visto che alleno quella disciplina e che le mie considerazioni erano fatte su esperienze personali . Mentre nel testo, per dimostrare quanto siamo forti nel giavellotto maschile, è stato citato addirittura Andrei che lanciava il peso e per di più negli anni ottanta!!!

Sulla lista di nomi delle persone che ha allenato FALSO: non si possono dire verità per metà, altrimenti equivale a mentire: se si citano atleti si devono elencare anche tutti quelli che, a detta degli stessi, sono stati allenati con pessimi risultati (è evidente che non posso fare io i nomi, se vorranno potranno intervenire con un loro contributo). Inoltre sarebbe stato giusto sottolineare che la maggior parte degli atleti di livello citati hanno iniziato ad allenarsi con lui già belli maturi e formati grazie alla sua carica di allenatore federale. Insomma, con la crema dei lanciatori italiani fra le mani quello che Di Molfetta riesce ad esprimere è sotto gli occhi di tutti . A rafforzare quanto detto produco uno schemino dove sono evidenziate la miglior misura italiana e mondiale degli ultimi quattro anni:

 

ANNO – ITA – MONDO

2009 – 74.48 – 91.58

2008 – 78.10 – 90.57

2007 – 77.94 – 91.59

2006 – 79.70 – 91.53

Lanciamo in media 13.77 metri in meno rispetto al tetto del mondo.. se poi andiamo a fare la media dei primi cinque la cosa diventa molto molto più grave. In ultimo, ma non da meno, faccio di nuovo notare che i miei riferimenti erano tutti rivolti al lancio del giavellotto maschile, mentre la totalità degli atleti citati con posizione degna di nota in campo internazionale sono donne ( o lanciatori di peso..): chi allena il giavellotto sa perfettamente che donne e uomini si allenano e lanciano in maniera profondamente differente.

sulla possibile convocazione ai mondiali di mio figlio FALSO: racconta solo quello che gli fa comodo!!Fu lui, in una telefonata fatta da me due giorni prima del meeting di San Marino, a dirmi: “fallo gareggiare, se farà il minimo poi ci penso io”. Salvo poi rimangiarsi tutto e trattare mio figlio a pesci in faccia solo perché chiedeva di ottenere quanto promesso: provate ad immaginare lo sconforto di un ragazzo di 18 anni nel trovarsi in una situazione del genere!!!

Sulla presenza ai raduni a cui siamo stati invitati FALSO: il sig. Di Molfetta si dimentica di dire che non ha mai rivolto la parola a mio figlio per 3 anni e non lo ha mai nemmeno salutato. Non vedo come improvvisamente Gianluca dovesse aver voglia di partecipare agli incontri da lui indicati. Ancor di più: tutti i raduni citati si riferiscono all’anno 2009, quando cioè i rapporti tra me, Gianluca ed il responsabile di settore erano del tutto deteriorati … Fortunatamente ho inviato mail ad un alto dirigente della FIDAL lamentando il totale disinteresse del responsabile di settore nei confronti di mio figlio (documentazione che ovviamente ancora conservo) molto prima dell’episodio dei mondiali che Di Molfetta adduce come motivo del mio dissentire … La verità è che non si è mai occupato di Gianluca fino a quando non ha partecipato ai campionati europei ed ha fatto il record italiano junior giungendo 4°: da lì in poi è stato un fiorire di telefonate a me, continui messaggini al cellulare di mio figlio … manco fosse la sua ragazza!!!

Sulla lealtà: sono compiaciuto del fatto che finalmente anche il sig. Di Molfetta dimostri di averne compreso esattamente il significato. Peccato che l’abbia capito solo … a parole!!!


la replica di Nicola Savino

Buongiorno, sono un lettore di atleticanet già da alcuni anni e in passato membro attivo sul forum con il nomignolo walky. Nei giorni scorsi ho letto l’articolo del signor Tamberi, la conseguente e sacrosanta risposta di Domenico Di Molfetta fino a poco tempo fa responsabile nazionale del settore lanci della FIDAL.

Ho ritenuto giusto scrivere qualcosa in risposta all’attacco del Signor Tamberi, un attacco rivolto in prima persona al Prof. Di Molfetta, ma in cui viene coinvolto l’intero settore lanci italiano reo di creare ormai da anni atleti che lanciano un po’ più in là della punta dei loro piedi. Bene forse il signor Tamberi che si dedica ai lanci da tre anni dovrebbe fare un bagno di umiltà e chiedere scusa a chi nell’ultimo decennio, e in alcuni casi anche da più tempo si dedica ad allenare i lanci con passione e grandi sacrifici. Dovrebbe chiedere scusa a chi allenandosi e sudando tutti i santi giorni lancia poco aldilà della punta dei propri piedi, parlo di atleti come Nicola Vizzoni argento olimpico a Sidney 2000, Claudia Coslovich, Zhara Bani, Elisabetta Marin, Chiara Rosa, Assunta Legnante, Cristiana Checchi, Clarissa Claretti, Ester Balassini e Diego Fortuna, che hanno raggiunto la finale in una delle tre maggiori competizioni internazionali di atletica leggera. Ma tralasciando questo particolare volevo soffermarmi su quella che negli ultimi anni è stata la mia esperienza formativa nel settore lanci. Ho iniziato a dedicarmi ai lanci nel 2001, in conseguenza del fatto che nella mia piccola società avevo individuato alcuni ragazzi portati per quelle specialità.

Nel 2003 in uno dei tanti convegni a cui ho sempre partecipato ho avuto la possibilità di conoscere Domenico Di Molfetta, che stranamente essendo pugliese anch’io non conoscevo affatto.

Dopo una breve chiacchierata ci siamo dati appuntamento qualche giorno dopo a Foggia per svolgere allenamento in campo di didattica e tecnica del lancio del giavellotto. Da quel giorno quando Mimmo era presente a Foggia perché non impegnato in raduno, ci siamo periodicamente visti per svolgere allenamento insieme, un allenamento mirato al miglioramento dell’atleta mi diceva spesso ma, soprattutto mirato alla crescita del tecnico. Voglio aggiungere che il Prof. Di Molfetta mi ha sempre fornito molto materiale sulla didattica dei lanci e non solo sul lancio del giavellotto In alcuni casi ovviamente a mie spese ho partecipato per qualche giorno ai raduni della nazionale italiana lanci, vivendo un esperienza importante per la mia formazione di tecnico.

Ho frequentato l’ultimo corso specialisti effettuato dalla FIDAL, ovviamente nel settore lanci.

Ho avuto la fortuna di vivere un esperienza molto importante assieme ai miei compagni di corso Maria Marello, Walter Superina, Sergio Previtali, Nicola Piga, Marco Mura, Francesca Bruscoli ed Emanuele Serafin. Abbiamo trovato un gruppo di tecnici formatori prodighi di consigli, al primo giorno di lezione per specialità a Formia ci è stato fornito tutto il materiale necessario, lezioni in powerpoint, materiale in pdf, programmazione agonistica di alcuni atleti topo italiani, siti internet da cui attingere e tanto altro. Alla seconda lezione è stata decisa la tesi che avremmo sviluppato. Agli esami abbiamo fatto tutti quanti bella figura, è stata un esperienza per me molto importante dove sono cresciuto enormemente come tecnico. Da alcuni anni collaboro con il mio comitato regionale attraverso vari incarichi, dal 2004 in poi in Puglia c’è sempre stato un forum di aggiornamento per tecnici del settore lanci e tra i relatori posso menzionare oltre a Domenico Di Molfetta anche Nicola Silvaggi, Renzo Roverato, Francesco Angius, Giorgio Guarnelli e non solo tecnici ma anche medici o atleti come Claudia Coslovich e Nicola Vizzoni hanno dato il loro contributo a questi forum. Mai in nessun caso dal settore tecnico nazionale è arrivata una risposta negativa, e tutto è sempre stato fatto nel miglior modo possibile, se a Bari il signor Tamberi avesse partecipato al Convegno sui lanci organizzato dal C.R. FIDAL Pugliese in collaborazione con il settore tecnico nazionale e la Facoltà di Medicina dell’università di Bari avrebbe potuto constatarlo e magari avrebbe potuto anche partecipare alla chiacchierata finale che è stata fatta allo scopo di poterci confrontare per crescere tutti quanti assieme. Se il signor Tamberi avesse preso parte al forum avrebbe potuto confrontarsi con tecnici del valore di Nicola Silvaggi, Silvano Simeon, Francesco Angius, Renzo Roverato, Pino Pignata, e tanti altri ancora, evito di menzionare Domenico Di Molfetta perché è ovvio e palese che nei confronti di quest’ultimo non vuole nessun confronto. Vi ho raccontato una parte della mia esperienza da allenatore nel settore lanci perché mi sembrava giusto rispondere al signor Tamberi a cui voglio chiedere come mai io in questo settore ho trovato e conosciuto tecnici molto disponibili e prodighi di consigli e lui no? Guardandomi attentamente allo specchio non credo di essere più bello e simpatico!! forse molto più predisposto ad ascoltare ed imparare, forse non ho la presunzione di capire più di tutti!! Se lei cerca il confronto per crescere come mai non frequenta i raduni e le attività federali che vengono svolte??

Per giudicare il lavoro di una persona forse prima dovrei sapere cosa fa davvero. Volevo soffermarmi su un punto che ho trovato molto interessante il paragone con il settore marcia, un settore che dovrebbe essere preso d’esempio dove c’è confronto tra varie scuole di pensiero, ogni anno a Saluzzo c’è una convention dei tecnici italiani che si dedicano alla specialità dove partecipano anche tecnici e atleti stranieri. Proprio parlando di marcia nei Campionati Europei dove suo figlio ha partecipato c’è stata una ragazza pugliese che ha vinto la medaglia d’argento, il suo tecnico si chiama Tommaso Gentile, a Mottola sta creando una realtà importante con tanti piccoli atleti che si stanno mettendo in mostra a livello nazionale, partecipa ai raduni provinciali, regionali e nazionali con grande entusiasmo, è presente a tutte le attività federali, ha frequentato il corso da istruttore del settore giovanile ( il primo livello ), ha superato recentemente il corso da allenatore ( secondo livello ) seguendo l’iter formativo previsto dalla nostra federazione, è una persona semplice, pronto a sentire i consigli di chiunque. Lei allena suo figlio da tre anni spero che la sua attività di allenatore non si limiti a solo a quello perché se vuole crescere dovrebbe frequentare i corsi della nostra federazione, dovrebbe frequentare i raduni e gli aggiornamenti, spero che lei stia vedendo un po’ più in là della punta del suo naso, stia creando un gruppo di piccoli giavellottisti che un domani possano dare il loro contributo alla specialità.

Mi auguro per il bene del giavellotto italiano che lei sia in grado di seguire al meglio suo figlio viste le notevoli potenzialità del ragazzo, spero che lei possa crescere come tecnico nel migliore dei modi, ma per farlo dovrebbe iniziare ad essere predisposto al confronto e non criticare mediante un sito internet il responsabile nazionale di turno! Mi fa sorridere il fatto che abbia snobbato un forum come quello di Bari dove si parlava di forza, tecnica, aspetti medici, doping e alimentazione, dove avrebbe potuto confrontarsi con i migliori tecnici italiani della specialità, mentre si è recato in Finlandia per sentire qualcosa di simile. Ha fatto benissimo ad andarci per carità, lo avessi saputo lo avrei fatto anche io! Certo la tre giorni finlandese è sicuramente meglio di una serata barese dal punto di vista formativo ma magari avrebbe potuto ascoltare cose interessanti anche a Bari. Magari potrebbe partecipare ad uno dei nostri forum raccontandoci la sua esperienza finlandese. Io credo che se vogliamo migliorare l’attuale situazione dell’atletica italiana dovremmo evitare le polemiche, dovremmo essere tutti quanti pronti al dialogo, dovremmo essere tutti più propositivi. La cosa migliore che avrebbe potuto fare visto che lei tiene tanto a cuore le sorti del giavellotto italiano era di parlarci della sua esperienza in Finlandia non di usare la sua presenza in quel convegno come scusa per un’attacco personale a qualcuno. Un consiglio non sottovaluti la formazione che la nostra federazione fornisce ai proprio tecnici, io ho avuto esperienze nel mondo della pallavolo come preparatore atletico e le assicuro che il tesserino FIDAL è molto gettonato, la maggior parte dei preparatori atletici blasonati in tutti gli sport di squadra hanno partecipato e superato il corso di 2 livello della FIDAL, in alcuni casi hanno superato anche quello di terzo livello. Concludo dicendo che si dovrebbe ripartire anche dall’umiltà, troppa gente pensa di essere il più bravo allenatore di tutti al primo risultato o per il semplice motivo che ha per le mani il talento di turno. Forse invece si dovrebbe essere tutti un po’ più umili, ci si dovrebbe rimboccare le maniche e lavorare sodo, e forse sarebbe meglio se lo facessimo tutti insieme invece di fare le solite guerre dei poveri!!!

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