EPPUR SI MUOVE

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Il titolo forse è esagerato ma vale la pena sottolineare alcune novità uscite dall’ultimo consiglio federale. Non faremo un commento dei vari punti e di quello che è stato deciso, non è il nostro compito e magari saremmo anche lacunosi. Però un aspetto lo vogliamo evidenziare perché crediamo sia davvero importante.

L’aspetto che ci piace mettere in rilievo è quello di un consiglio fatto di consiglieri che in sede di voto iniziano a dimostrare senso critico, cognizione di causa e volontà di analisi. Dai consigli precotti in cui magari uno diceva si fa questo e tutti votavano a favore, si è passati a situazioni del tipo che chi propone spiega cosa sta proponendo e chi vota, vota secondo il proprio sentire e la personale valutazione sul fatto. Insomma, tanto per capirci, la solita bambinesca frase “ma tu da che parte stai?” ha lasciato il posto ad un confronto sereno sui fatti e sulle modalità di applicazione di questa o quell’altra decisione.

Il consiglio di venerdì scorso ha così evidenziato una pluralità di pensiero e di analisi che, siamo certi, darà vita a situazioni migliori e costruttive. Addirittura in una, due occasioni la linea di Arese e del suo vice Rossi (che si è anche un po’ arrabbiato) è stata battuta in fase di voto e questo è appunto il segnale che qualcosa sta cambiando, il consiglio inizia a prendere la giusta forma. Volge al termine la contrapposizione amico-nemico (di chi poi?) a favore del semplice e sano confronto tra idee e punti di vista. Per essere chiari: non ci interessa chi vince un voto o chi lo perde, quello che ci piace di questa situazione è la sensazione di una vera democraticità, di un dialogo slegato dagli ordini di scuderia che può generare solo effetti positivi e decisioni serie per il nostro ambiente.

Ovviamente di strada ce n’è ancora molta da fare. In consiglio ci sono stati momenti abbastanza caldi e per certi versi anomali. Sembra che un consigliere abbia rimesso le deleghe al presidente (chi? perché?), c’è chi avrebbe contestato una delibera passata perché ottenuta senza aver avuto visione di tutti gli elementi di cui il presidente era a conoscenza (parliamo del settore tecnico)…insomma di roba su cui migliorare ce n’è molta, ma la strada è senz’altro quella giusta.

Se qualcuno si sta chiedendo perché sta accadendo tutto questo, perché il consiglio si sta comportando diversamente…beh la risposta c’è; anzi ce ne sono diverse ma vale la pena parlarne in un secondo tempo. Ad oggi ci preme soprattutto dire bravi a coloro che in consiglio si stanno comportando come veri “consiglieri” ovvero persone con capacità e cultura tali da poter consigliare per il meglio e rendere la nostra Atletica sempre più incisiva e visibile. A loro tutta la nostra stima e l’attenzione per il futuro.

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