40^ NEW YORK CITY MARATHON: L’EDIZIONE DELLE SORPRESE

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239px-Meb_Keflezighi_2009_London_MarathonVittorie inaspettate nella Grande Mela: a imporsi il padrone di casa Keflezighi e l’etiope Tulu tra le donne. Stupore per il mancato il poker della Radcliffe, tra gli uomini deludono i big favoriti della vigilia. Oltre 40.000 al via per la maratona che dopo 27 anni torna griffata a stelle e strisce.

Non ha deluso le attese, l’edizione numero 40 della maratona più famosa al mondo; emozioni forti provengono da atleti che l’età anagrafica annovera già tra la categoria dei master e che le ultime classifiche avevano dato per outsider, rivelatisi invece protagonisti a discapito dei pronostici logici della vigilia. La maratona è soprattutto esperienza.
Correva l’anno 1992, a Barcellona Giochi Olimpici, quando una poco più che ventenne etiope, Gerartu Tulu si fregiava del titolo Olimpico dei 10.000 metri, per poi ripetersi a Sidney nel 2000, a Londra in maratona, vincendo nel 2001 poi Helsinki 2005 con 2h23:30 di personale giù dal podio di un soffio. Nessun altro risultato di rilievo sino ad oggi, passaggio regolare in 1h14’05’’ alla mezza maratona, senza scossoni fino al 36° km dove con un repentino cambio di ritmo l’etiope si scrolla di dosso le compagne d’avventura tra cui la primatista del mondo, la britannica Paula Radcliffe,  grande delusa, incapace di mantere il ritmo che l’etiope porterà sino a Central Park con 2h28:52 che le vale il trionfo. Il podio è completato dalla russa Petrova (2h29’00’’) classe 1968, e dalla 35 enne francese Daunay (2h29’16’’) che invano hanno cercato di contrastare l’etiope, Etiopia al primo successo rosa a New York.  La Radcliffe è  quarta  in 2h29’27’’ ad oltre 14 minuti da quel suo personale che sa ancora di fantascientifico, ma anche  ben lontana da quella che è la miglior condizione (problemi al ginocchio sinistro). Dopo la maledizione olimpica per lei sconfitta amara tra i grattaceli e parchi della Big Apple che ha dominato per 3 edizioni.

Al maschile è un atleta di origine eritrea, naturalizzato statunitense, a riportare a casa il successo nelle strade newyorkesi; l’ultimo fu nel 1982 Alberto Salazar ben 27 anni fa prima di oggi, dove con la maglia a stelle e striscie, in occasione anche del campionato nazionale di specialità, è il 34  enne Meb Keflezighi a riuscire nell’impresa. Dopo l’argento olimpico ad Atene 2004, proprio dietro l’azzurro Stefano Baldini, il ritorno ad un grande risultato per lui che con 2h09’15’’ segna il primato personale. Secondo e grande deluso l’atteso keniano dominatore di Boston Robert Kipkoech Cheruiyot (2h09’56’’), davanti ad un’altra leggenda, il 37 enne marocchino Jaouad Gharib, due volte campione del mondo della specialità e recente argento a Pechino, oggi terzo in 2h10’25’’.
Gara dalla prima parte regolare (1h05’12’’ alla mezza) con tutti i migliori davanti , decisa al 38°km dove lo statunitense si invola in solitaria lasciando sul posto i vari Kwambai e Bouramdane. La festa americana (4 atleti nei primi otto) prosegue con il 4° posto del giovane Ryan Hall (2h10’36’’). Deludono il sudafricano Hendrick Ramaala e il campione uscente il brasiliano Marilson Gomes dos Santos rei di una prima parte di gara troppo veloce.
Da segnalare anche la presenza del campione Italiano in carica, Migidio Bourifa; il bergamasco è giunto 13° in 2h16’01’’. Una leggenda azzurra del passato, Orlando Pizzolato vincitore di due edizioni negli anni 80, ritorna a 51 anni, per lui ritiro al 25° km dopo un buon passaggio di 1h23 a metà gara. La stima ufficiale dei partecipanti è stata di 43.741 runners.

Risultati Ufficiali: http://www.nycmarathon.org/Results.htm

Foto: il vincitore della prova maschile in azione a Londra 2009.

Fonte foto: Wikimedia.Org

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