MARATONA DI ATENE 2009 SOTTO LA PIOGGIA

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Edizione non fortunata meteorologicamente per la maratona di Atene 2009. Vittoria a sorpresa del keniano di Brescia Josephat Kipkurui Ngetich tra gli uomini e della favorita giapponese Akemi Ozaki fra le donne.

La 27^ edizione della maratona di Atene non è stata (a differenza delle aspettative) tra le più fortunate dal punto di vista meteorologico (temperatura di 10°, ma molta pioggia, specialmente nella prima ora di gara), ed è stata caratterizzata come ogni anno dalla partenza nella località che diede il nome alla corsa di maratona e dall’arrivo nello Stadio sede delle prime gare di atletica dell’Olimpiade moderna, quel Panathinaiko dove Stefano Baldini il 29 agosto 2004 tagliò per primo il traguardo delle Olimpiadi di Atene sul far della notte, precedendo di poco il vincitore della Maratona di New York della settimana scorsa, l’eritreo naturalizzato statunitense Mebrahtom Keflezighi.

Ne hanno sofferto i tempi di gara, in particolar modo quelli della prova femminile.

Nella gara maschile fin dall’inizio c’è stato il break del solito drappello di africani, che al 5° km transitavano in 16’07”, già con oltre 1’ di vantaggio sul gruppetto dei migliori maratoneti greci,  il che è tutto quello che si può dire, mentre al 10° km  il vantaggio si aggirava sui 2’20”. Alla mezza maratona si verificava la prima frattura nel gruppetto di testa, con il giapponese Takamizawa, l’etiope Gemeda Tola e i keniani Maluni e Koronei che si staccavano. Resisteva ancora il vincitore dello scorso anno, il keniano Paul Lekuraa, ma al 25° km cederà poi di schianto, perdendo progressivamente terreno fino a concludere la gara in un inglorioso 16° posto col tempo di 2h28’02”, superato anche da 4 atleti di casa.

Al 30° km si era formato un terzetto al comando, con i sorprendenti keniani Josephat Kipkurui Ngetich, classe 1986, della scuderia bresciana di Gianni Ghidini, conosciuto solo per il 3° posto  nella maratona di Brescia dello scorso anno col personale di 2h17’08” ed Edwin Kipchom, classe 1984, e l’etiope Alemayehu Belachew, esperto corridore di 32 anni, mentre poco staccato a 15” il più accreditato keniano Philemon Rotich precedeva a sua volta l’altro favorito Pius Mutuku Muasa di 32”. Al 40° km, il quasi bresciano Kipkurui Ngetich si involava e chiudeva con un personale stramigliorato di 2h13’44”, sul podio finivano tra gli applausi scoscianti del folto pubblico presente anche lo sconosciuto Edwin Kipchom col personale di 2h14’18” ed in rimonta (purtropo per lui tardiva) Mukutu Muasa con 2h14’39”, dopo aver staccato nell’ultimo km l’etiope Belachew, che ha chiuso con 2h14’51”.

Andamento piuttosto analogo per la gara femminile, che si è corsa nella formula cosiddetta “mista”su un livello tecnico ancora più basso. La grande favorita giapponese Akemi Ozaki, autrice nella maratona di Sapporo del mese scorso di un ottimo 2H27’23”, si staccava fin dall’inizio assieme all’etiope Degefa Eshetu ed all’esperta russa Natal’ja Volgina, seguite al 5° km a 10” dalla bielorussa Svetlana Kukhan. Al 10° km il quartetto si ricomponeva e rimaneva tale fino al 35° km, quando era la Volgina a perdere contatto. Al 40° km la Ozaki tentava l’azione che si rivelerà decisiva, e chiuderà poi all’arrivo col tempo di ben 12’ superiore a quello di Sapporo di 2h39’56”, sul podio con lei sono salite la Eshetu con 2h40’32” e la Kukhan con 2h40’54”, seguita a distanza dalla Volgina in 2h41’48”.

Grandi feste in conclusione, e la rivincita per tutti come sempre  sarà a novembre dell’anno prossimo.

Non si segnala purtroppo la presenza di italiani o italiane di valore in gara.

 

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