Novità e numeri sul Golden Gala e il suo futuro

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Riceviamo da Luciano Barra e pubblichiamo questo scritto in relazione al precedente articolo sul Golden Gala. Al suo interno diverse nuove notizie, ovviamente non conosciute, supportate da cifre e interessanti dati di bilancio. Buona lettura.

Caro Cacchiarelli,
ho letto quanto apparso l’altro giorno su Atleticanet relativamente al Golden Gala. Quest’anno si celebrano i 30 anni del Golden Gala ed insieme ad alcuni altri (in primis Sandro Giovannelli, Tito Morale ed Augusto Frasca) ne siamo stati i soci fondatori, ovviamente con Nebiolo come ispiratore. Per questo mi sento autorizzato ad intervenire sull’argomento.

La mia sensazione è che il Golden Gala venga considerato dall’attuale Federazione un impiccio di cui liberarsi. Conferma la ebbi quando volendo affrontare l’argomento ed avendo inviato una memoria al riguardo (2008) , mi fu detto dal Vice Presidente Adriano Rossi “ma tu non sai quanto ci costa!”.
A parte il fatto che da quanto sono a conoscenza (ho fatto parte per 3 anni del Comitato Organizzatore ai tempi di Gianni Gola e per gli anni successivi ho acquisito informazioni certe) il Golden Gala non è mai costato molto alla FIDAL. Forse 50 o 100 mila euro l’anno, ma solo quando venivano battuti dei record del mondo non prevedibili a bilancio. Il Golden Gala ha avuto nelle ultime edizioni un costo medio di 1 milione e quattrocentomila euro e quasi sempre le entrate hanno pareggiato i costi. Per una serie di motivi il 2009 non è stato il miglior anno dal punto di vista economico, eppure la FIDAL riporta nel suo bilancio consuntivo 2009 entrate “cash” per il Golden Gala per 1.280.000 euro, contro uscite per 1.395.000 . Come a dire un disavanzo di 115 mila euro! Ci metterei la firma per i prossimi cinque anni. Va ricordato che Meetings come Zurigo e Bruxelles, che negli anni passati sono stati più volte “battuti” da Roma, hanno budget  3-4 volte più grandi.

A Roma da anni si organizzano a Maggio due manifestazioni abbastanza importanti : Gli Internazionali di Tennis ed il Concorso Ippico Internazionale. Ho avuto la fortuna di assistere a queste manifestazioni sin dagli anni 50, quando potevamo contare su personaggi come Pietrangeli & Sirola e poi Panatta & Bertolucci & Barazzutti per il Tennis ed i Fratelli Piero e Raimondo D’Inzeo & Mancinelli per gli Sport Equestri. In ambedue le discipline gli ultimi 20 anni non sono stati certo esaltanti (tenniste a parte negli ultimi due anni). Eppure queste manifestazioni rappresentano per le due Federazione il momento più importante per la loro attività, dal punto di vista politico, economico, tecnico e promozionale. Ho visto lì Presidenti della Repubblica, Presidenti del Consiglio, Ministri, grandi personaggi dell’industria etc.

Lo stesso dovrebbe essere per il Golden Gala, proprio in un momento di decadenza come questo. Non sono tante le discipline sportive che in un giorno possono garantire oltre 30 mila spettatori ed ascolti con picchi di 3 milioni. Perché anche per la FIDAL, come per il Tennis e gli Sport Equestri, il Golden Gala non può essere il volano per la promozione e la motivazione di tutte le forse atletiche. Ovviamente investendo le opportune risorse e non pensando invece a “quanto ci costa”.

In questa logica va letto l’accordo in fieri – ed annunciato all’ultima Giunta della FIDAL – con la CONI Servizi. Personalmente non sono contrario a questi tipi d’accordi. Lo Sport ha bisogno di strutture professionali che ti aiutano a crescere e migliorare. Tuttavia prima di arrivare alla CONI Servizi, io un accordo l’avrei fatto con la RCS – leggi Rizzoli e Gazzetta dello Sport – così come ha fatto il Rugby. Ci avrei messo dentro i Meetings più importanti Rieti, Torino,Milano, Rovereto ed i Campionati Italiani, l’avrei usato come strumento per rivitalizzare tutta l’atletica a livello Nazionale e sul territorio. Se pensate che, grazie alla RCS, c’erano più spettatori all’Arena per l’allenamento degli “all-blacks” che per il meeting di Milano…….. Ma va anche bene l’accordo con la CONI Servizi purché la FIDAL abbia l’intenzione di investire risorse (economiche e persone). Ma i fatti dicono il contrario perché contro gli 1.395.000 spesi nel 2009, la FIDAL ha previsto nel bilancio preventivo 2010 solo 568 milioni, il 60 % in meno dell’anno precedente! Tutto ciò serve ad indicare la volontà di affossare il Golden Gala, almeno da parte della FIDAL.

La data: certo come avete scritto il 10 Giugno non è una data migliore di quelle degli anni precedenti. Ma il fatto ancora più grave è che nel 2011 e nel 2012 Roma ha già prenotato la data del 24/25 Maggio! Questa data a Roma non è certo delle migliori per il clima per gli altri avvenimenti concomitanti e per il fatto che i Romani escono la sera solo se sono sicuri che fa caldo. Ho indagato mentre ero a Montecarlo, al Gala della IAF, sul motivo di questo anticipo (tra l’altro fra Eugene e New York) e la risposta semplicistica è stata “sono ancora aperte le scuole e quindi possiamo portare gli studenti gratis allo Stadio Olimpico”. Ma io rammento che ai miei tempi c’erano 40 o 50 mila spettatori ad Agosto a Roma (i mondiali di atletica fecero 520.000 spettatori per 5 miliardi di incasso), a Torino per una finale di Coppa Europa, nel famoso primo week-end di agosto quando la FIAT chiude e tutti già il venerdì sera sono in auto fuori delle fabbriche pronti a partire per le ferie, avemmo in due giorni circa 70 mila spettatori. Ed allora ? Ah già allora avevamo gli atleti.

Infine rimane il problema più grande. L’aver sacrificato Gigi D’Onofrio, non su richiesta della IAAF ma dei rivali organizzatori, è moralmente un fatto grave. Ma ancora più grave è il fatto di aver accettato condizioni – nessuno discute sul fatto che Roma doveva entrare nella Diamond League, il cui successo è ancora tutto da vedere – peggiori a quelle precedenti. Il 50 % in meno come contributo base e costi certi ed incerti che annullano completamento il contributo IAAF. Senza parlare del costo degli atleti che vista la nuova formula sarà determinata dai proprietari della Diamond League e non dal Golden Gala stesso, senza parlare delle penali previste (circa 1 milioni di euro) ed il resto. La fuori uscita di D’Onofrio può facilmente essere valutata in un costo annuo di oltre 500 mila euro.

Il fatto grave è che né Presidente né Segretario hanno capito in quale tunnel si sono e si stanno infilando. Non parliamo del Consiglio Federale che naviga nel buio ed accetta come verità qualsiasi cosa gli venga rifilata. Io sarò qui vigile e se una creatura a cui tanto abbiamo dato dovesse essere distrutta sappiamo chi sono i colpevoli e sapremo anche come rivalerci.

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