EUROCROSS DUBLINO 2009: ABDICA IL RE BRILLA LA TRADIZIONE GRAN BRETAGNA E SPAGNA IN SALSA D’AFRICA

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YellingEdizione numero 16 in terra d’Irlanda: abdica Lebid, ritorna la Yelling. Per l’Italia una splendida medaglia di bronzo a squadre tra i seniores.

Dublino, scenario suggestivo dell’edizione numero 16 degli Eurocross,  un campionato da commentare con atleti “umani” a darsi battaglia nella terra fangosa, nella tradizione, quella britannica del cross-country, disciplina nata proprio in queste terre, che a livello internazionale da qualche decennio è terreno di conquista esclusivo per gli atleti africani. Alnwick 1994 e da allora la storia si ripete nel mese di dicembre con numeri e storie da raccontare che appartengono al “vecchio continente”.

Il Santry Park, torna a ospitare il grande cross, dopo l’edizione iridata del 2002, grande attesa per le sei prove in programma riservate alle categorie juniores, under 23 e assoluti con atleti a competere individualmente e a squadre ( minimo 4 atleti per i  team); complessivamente numerosi nazioni presenti con qualche defezione importante , in particolare quella delle formazioni seniores della Russia.

La prova femminile seniores, orfana della vincitrice dello scorso anno, la keniana naturalizzata “orange” Hilda Kibet ha visto un gradito ritorno, con la vittoria della britannica Hayley Yelling, già vincitrice nel 2004 a pareggiare nel numero di successi (2) la connazionale più quotata Paula Radcliffe. 53 atlete al via sugli 8018 metri del percorso,  per la Yelling un assolo dal primo all’ultimo metro, una gara d’attacco alla quale hanno provato a fare resistenza le portoghesi e le irlandesi quotate alla vigilia oltre all’ucraina Holovchenko vincitrice nel 2006. Azione prepotente, con molte sbracciate, e una corsa micidiale per le avversarie; 27’49’’ per lei davanti alla brava iberica Rosa Morato, seconda in 27’56’’, terzo gradino del podio per l’olandese Herzog (28’04’’)  a mettere in fila il trio di portoghesi capitanate da Jessica Augusto, a lungo inseguitrice della leader, Monteiro e Felix. Ottava l’ucraina Holovchenko, fuori dalle dieci le padrone di casa con la Britton solo 11^.

In chiave azzurra, Elena Romagnolo perde tre posizioni rispetto a Bruxelles 2008, ma è buona la 13^ piazza seguita da Federica dal Ri 19^ e Fatna Maraoui 27^. Completano la classifica a squadre, Emma Quaglia 44^ apparsa sottotono e una brava Martina Facciani 47^ già brava ad esserci. Le azzurre finisco al quinto posto a squadre ( eguagliato per la quarta volta il miglior piazzamento a squadre) consce della pesante assenza di Silvia Weissteiner che ha dovuto rinunciare alla prova per un problema alla schiena, defezione degli ultimi giorni. Oro per le portoghesi, compatte a portare a casa 25 pt davanti alle britanniche (51) e le spagnole (58). Solo quarte le Irlandesi (82) davanti alle azzurre (103) che hanno messo dietro la Francia (130) sesta.

La gara seniores maschile ha regalato spettacolo e colpi di scena; primo tra tutti l’abbadono dello scettro da parte del “re” l’ucraino Sergey Lebid, unico atleta ad aver preso parte a tutte le edizioni dei campionati e il solo capace di fregiarsi di ben 8 allori; per lui oggi un ritorno alle origini, bronzo come fù alla prima edizione. La gara (65 al via)  è stata caratterizzata da un azione in coppia del britannico ( di origine somale) Mohamed Farah ( già oro nel 2006 in Italia) e dello spagnolo ( di origine etiope) Alemayehu Bezabeh, spagnolo dal luglio del 2008. Scappati via sin da subito hanno tatticamente distrutto Lebid, rimasto nelle retrovie in partenza, (causa anche una caduta che ha visto coinvolto il nostro Meucci) e incapace di agganciare il duo di testa, per lui una gara critica in mezzo a due gruppi con il finale a difendere il podio. Giocano al gatto e al topo i due di testa ( copyright dell’immenso Bragagna) negli ultimi metri allungo decisivo dello spagnolo che copre i poco più di 10 km del percorso in 30’45’’ distaccando il britannico che giunge stremato ( per lui perdita dei sensi e mancata presenza al podio per la premiazione) secondo in 31’02’’. Lebid già citato chiude in 31’17’’ una manciata di secondi davanti gli iberici Sanchez e Lamdassen. Volata finale e posto per un gladiatore azzurro di nome Daniele Meucci. La caduta nelle fasi di bagarre iniziale lo ha visto perdere una scarpa e rimontare rabbiosamente dall’ultima posizione. Gli azzurri hanno dimostrato una compattezza di squadra che ha avuto pochi eguali, 15° Stefano La Rosa, brillante, 18° Andrea Lalli, un po’ evanescente ma al quale và dato atto che ha riunciato ad un oro certo negli under 23 per confrontarsi con i seniores, 20°l’oramai leggendario Gabriele de Nard ( per lui 13^ partecipazione record) 28^ Gianmarco Buttazzo, lodevole; chiude 43^ il giovane Martin de Matteis,spavaldo nelle prime battute di gara. L’Italia conquista uno splendido bronzo (62pt) dietro a britannici (54) e spagnoli (34) vincitori anche della prova a squadre, dopo il primo storico successo individuale. Per gli azzurri soddisfazione nell’aver messo dietro nell’ordine Francia, Portogallo e Irlanda e un’altra medaglia dopo l’oro del 1998 a Ferrara e l’argento in terra tedesca del 2004.

Il campionato europeo regala dall’edizione del 2006 del Campaccio anche le prove riservate agli under 23, oltre alle classiche prove per gli Juniores.

Under 23 maschili (8018 mt per 81 atleti al via) con doppietta francese ( anche qui due atleti di origine africane con Algeria e Marocco) rispettivamente  primo Nourredine Smail (25’11’’) davanti a Hassan Chadi (25’17’’); terzo il belga Bekele ( il cognome è tutto un programma) in 25’30’’. Francia oro a squadre  (31) davanti a britannici (45) e belgi (59).

Gli azzurri: un po’ in ombra, dopo l’oro di Lalli dello scorso anno, un ritorno nell’anonimato; il migliore è Alessandro Turroni, 34° seguito da Antonio Garavello 50°. Completano la classifica a squadre, dove gli azzurri sono decimi,  Casagrande 62°, Sterni 67°, Nasti 73°.

Under 23 femminili ( 6039 mt per 61 atlete al via); classifica che parla britannico, ben 5 nelle prime 11 ma per il successo è la turca Sultan Haydar a vincere in volata sulla russa Sergeyeva, segue il trio britannico capitanato da Jessica Sparke al bronzo. Classifica a squadre alle britanniche (22) di un soffio sulle compatte russe (25) e quattro nelle dieci; staccatissima la Francia al bronzo (85) a paripunti con le tedesche ma con miglior piazzamento della quarta atleta.

Le azzurre: di meglio non si poteva fare, discreto ottavo posto a squadre con Valentina Costanza la migliore al 24° posto, seguono Giovanna Epis 39^ , Samiri 49^ e Vasari 51^-.

Juniores maschili (6039 mt per 89 atleti al via); autoritaria vittoria del belga D’Hoedt (18’46’’) a regolare in volata i britannici Goolab e Wilkinson (18’47’’ per entrambi) quarto il norvegese Moen. A squadre la Gran Bretagna si conferma pigliatutto a livello giovanile (24pt) davanti a Francia (58) e Norvegia (77).

Gli azzurri: vedi under 23, il più combattivo è un bravo Francois Marzetta 24° davanti a Uccellari 34° Campagna 39°, Fontana 40°, Chevrier, azzurrino iridato di corsa in montagna 52° e Santoro 56° per un complessivo 8° posto sulle 15 nazioni al via.

Juniores femminili ( 4039 metri per 76 atlete al via);  vittoria per la graziosa norvegese Karoline Bjerkeli Grovdal, che vince con non poca fatica in 14’10’’ davanti alla russa Fazlitdinova (14’12’’) staccata al bronzo la britannica Avery 14’27’’. Bronzo che ad alcune centinaia di metri pareva alla portata dell’azzurrina Federica Bevilacqua, nota lieta al giovanile della nazionale azzurra, beffata in volata per il 4° postodalla tedesca Henner (14’33’’ per entrambe e 5° posto per la triestina classe 91). Le azzurre finiscono quinte a squadre grazie anche all’apporto di Lucia Colì 28^, Marica Rubino 32^ e Veronica Inglese 35^ ( con aspettative alla vigilia); completano Renso 44^ e Bottini 47^. A squadre la festa anglosassone è rovinata dalla Russia (47pt all’oro) davanti 4 lunghezze e terza la Germania a 73.

Prossimo appuntamento internazionale con il cross a Marzo, in terra polacca, con i campionati mondiali IAAF, dove gli atleti europei affronteranno ben altri avversari, che di “umano” atleticamente parlando hanno ben poco.

I risultati completi sul sito della Federazione Europea EEA:

http://www.sportresult.com/sports/la/framework/eaa2.asp

Nella foto la britannica Yelling, vinctrice della prova femminile.

 

 

Fonte foto: www.ukcau.org

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