CONSIGLIO FEDERALE, AVANTI TUTTA

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Il consiglio federale di venerdì scorso era atteso per diverse decisioni, una delle quali più volte evidenziata dal nostro sito, riguardante la tassa di 1 euro approvata nel consiglio precedente. Il risultato della lunga giornata politica è stato per larga parte positivo. Ecco qualche dettaglio.

Partiamo subito affrontando la famosa tassa di un euro relativo alle corse su strada. Più volte avevamo paventato la possibilità di un ripensamento tramite un voto a dir poco sconveniente. Sono contento di essere stato largamente smentito. Oddio, non che le tensioni e le contrapposizioni non ci fossero, tuttavia la soluzione adottata, frutto di un’intensa mediazione delle diverse posizioni, è più che soddisfacente. In sostanza, la tassa di un euro stabilita per le corse su strada rimane, la novità è che viene lasciata facoltà ai comitati regionali, limitatamente alle gare non nazionali, di decidere se applicare il balzello o meno. Come dire, una giusta regola alla quale è stata applicata un’eccezione più che sensata.

Ma facciamo un passo indietro, solo per capire il clima della riunione. Uno dei partecipanti, raccontando quanto era successo durante il consiglio mi ha detto: “è stato un bel consiglio dove si è parlato tanto di atletica e si è anche fatto tanto!”. Che dire? Potrà sembrare una constatazione banale, ma non lo è. Gli organismi politici spesso si avvitano intorno a questioni tutt’altro che concrete ed operative; sentir parlare di un consiglio federale in questi termini è più che positivo e mi da fiducia per il futuro di questa dirigenza.

Diversi sono stati gli argomenti trattati e non voglio tediarvi con una cronaca che andrebbe a replicare il report più che dettagliato fatto sul sito Fidal. Mi preme però soffermarmi su un paio di punti interessanti che di fatto potrebbero essere considerati come la nota stonata di un’altrimenti ben eseguita sinfonia.

Il primo aspetto è ancora definibile come “work in progress” ma lo voglio citare ugualmente perché riguarda il fulcro di tutta l’attività federale. Parlo del settore tecnico dove continuano movimenti, subentri, rientri e ri-ri-entri che in tutta sincerità continuano a lasciarmi perplesso sull’efficacia finale dell’attività tecnica federale nella gestione degli atleti di alta qualificazione. Poi, sempre riferito all’ambito tecnico c’è anche il discorso del nuovo progetto “Londra 2012” dedicato ai giovani che, come dice anche il progetto, ha come punto di arrivo le Olimpiadi prossime. Anche qui non mi sbilancio per ovvia mancanza di elementi di valutazione, avanzo solo qualche dubbio relativamente all’attività progettuale. Mi spiego meglio: ho come l’impressione che ci sia un gusto particolare nel fare progetti ma che questi poi, nel tempo, tendano a non avere seguito o, quantomeno a non avere gli effetti previsti. E’ un po’ come se col passare del tempo e col complicarsi delle cose, in Fidal si preferisca ri-progettare dall’inizio invece che addentrarsi a livelli più elevati e complessi di progetti già esistenti ma diventati troppo difficili da gestire. Una sorta di “riparto dal basso perchè non sono capace di muovermi in alto”.

Il secondo aspetto negativo (secondo me) emerso in questo consiglio è una mozione approvata all’unanimità dei consiglieri. La mozione (consultabile sul sito Fidal) è una sorta di conferma di fiducia al presidente Arese in cui si legge che “Il consiglio federale, all’unanimità, esprime totale fiducia al Presidente federale Franco Arese, rinnovandogli pieno sostegno per l’ottenimento di tutti i traguardi fissati.” La cosa è anomala e non poco. In primo luogo, sia orizzontalmente (altre federazioni sportive) che verticalmente (la Fidal nel passato) non ho conoscenza dell’esistenza di documenti simili; in più: “perché c’è la necessità di formalizzare nero su bianco una cosa che nessuno ha messo in dubbio?”. Che sia un tentativo di creare una sorta di peso psicologico da fare gravare sui consiglieri che magari di tanto in tanto potrebbero dissentire su alcune materie? No, non è così perché sempre nella stessa mozione si parla di comeil confronto e le dialettiche, negli organi federali, sulle scelte per l’atletica italiana siano il sale della democrazia nella ricerca della migliore sintesi per il nostro movimento.
Che sia un messaggio per il Coni, di non preoccuparsi per Arese perché ha tutto sotto controllo? Ma perchè, il Coni è per caso preoccupato? O Arese è preoccupato per come il Coni lo giudica? Tutte domande generate da un documento che al contrario voleva produrre esclusivamente certezze (unanimamente sottoscritte)….scherzi della comunicazione!

La terza affermazione della mozione, sinceramente non la so commentare in quanto si legge che il consiglio Stigmatizza forme di attacco lesive della dignità personale di cui dirigenti eletti e funzionari della federazione sono stati oggetto da parte di singoli, da cui il Consiglio Federale tutto e l’atletica leggera italiana sono ben lontani per stile.Che volete che vi dica? Nel contraddittorio politico è fisiologica la presenza di idee diverse portate avanti anche con toni forti ma va anche detto che la legge ne delimita i confini per cui parlare di attacchi lesivi della dignità personale lo trovo sinceramente un po’ esagerato se non miratamente strumentale.

Ma torniamo al sereno e alle cose buone fatte in questo consiglio. Il 2010 è denso di impegni e il lavoro per i nostri dirigenti nazionali sarà tanto. A loro un in bocca al lupo per il futuro ed i migliori auguri di buon inizio di anno da Atleticanet e da tutta l’atletica italiana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *