Ricette di un medico per l’atletica italiana

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo di Vittorio Savino, già consigliere federale Fidal e oggi vicepresidente del comitato regionale campano inerente lo statuto federale e le candidature.

Ricette di un medico per l’atletica italiana – Variazione dello Statuto Federale – Le candidature

Il titolo che ho dato a questo mio intervento è chiaramente provocatorio, ma credo, fortemente, che bisogna quanto meno essere un tantino distaccati se non si vuole incorrere nell’errore, spesso fatale, di fare proposte politicizzate e di parte. La mia lunga presenza nella FIDAL, sono ormai 41 anni, mi permette, almeno me lo auguro, di poter dire la mia, scevro da casacche ed illusioni di parte, ma convinto che una buona terapia non possa che fare bene allo stato di salute della nostra Atletica.
Comincio dallo Statuto cui dedicherò un poco di tempo, ma credo che le “sacre carte” sulla quali si fonda la nostra federazione debbano necessariamente essere modificate, se si vuole concretamente pensare ad un futuro, vero.

Statuto Federale – Le candidature
– Tra le cose certamente meno democratiche del nostro Statuto Federale, vi è la quantità di voti richiesti a chi deve candidarsi a Consigliere Federale e Presidente della Federazione.
Nell’ultima Assemblea di Torino 2008, i voti delle Società ammontavano a 100.194, il risultato è stato quello di avere un solo candidato alla Presidenza e quasi tanti candidati al consiglio per quante erano le poltrone disponibili.
Orbene, chi si è candidato allora e chi lo volesse fare nell’immediato, doveva e dovrebbe avere una lista di sottoscrizione, da parte delle società affiliate, che racimola non meno del 10% e non più del 30% dei voti disponibili (art.34 dello Statuto Federale).
In pratica per candidarsi “bastano” sottoscrizioni per un tantino in più di 10.000 voti e un tantino meno di 31.000 voti.
Considerate che una sola regione in Italia, la Lombardia, nell’ultima Assemblea elettiva, poteva vantare 17.593 voti e quindi la capacità, da sola, se coesa, di proporre candidature di propri dirigenti. Nessuna regione riusciva a superare gli 8mila voti (tranne Lazio 8088 e Veneto 8988), comunque non sufficienti per presentare candidature. Naturalmente si pensa sempre ad una unità granitica della regione e quindi ad un pacchetto unico di voti, ma non sempre è così nel nostro mondo.
Alcune domande ci sorgono però spontanee :
a)  Perché chiedere questi livelli altissimi di sottoscrizione di candidature ? molto meno è richiesto per candidarsi in ben altri consessi, siano esse federazioni sportive, che istituzioni dello Stato (Comuni, Province, Regioni etc.). Forse per evitare troppe candidature ? e a chi farebbero paura ? e perché farebbero paura ?
b)  Sono tutte autentiche le sottoscrizioni fatte in questo modo ? e chi lo certifica in modo ineluttabile ?
c)  Il livello medio di voti per regione (100.194 diviso tra le 21 regioni e province autonome) vede un quorum regionale di 4.771 voti, perché quindi non adeguare il quorum di sottoscrizioni, almeno a questa barriera ?
d)  Ed infine perché non permettere a tutti i tesserati di candidarsi, salvaguardando, giustamente, alcune prerogativa, anzianità di tesseramento di un tot di anni, aver ricoperto altre cariche federali, anche periferiche etc. etc.?
Di certo già abbattere questa barriera potrebbe avere un grande senso di democrazia ed apertura, potrebbe, altresì permettere a soggetti giovani di farsi avanti, soggetti che altrimenti non potrebbero fare, perché sfido chiunque a mettere insieme più di diecimila voti da neofita di questo nostro mondo, senza avere agganci a piovra e senza dovere spendere soldi per contattare e recepire sottoscrizioni. Ma forse si ha paura anche dei giovani ?
Cercai da allora consigliere federale, di oppormi, inutilmente, a questa norma statutaria, oggi credo sia giunto il momento di ribellarsi con forza a questa imposizione “strategica”, ma non certamente aperta e progessista.
La mia prima ricetta si chiude qui, continuerò, con caparbia e libertà assoluta di pensiero, quindi non preoccupatevi, sono solo i consigli di un medico, che se voi lo volete, con l’atletica ci potrebbero anche azzeccarci poco.
Vittorio Savino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *