I RITIRI POST-MONDIALI/5.STACY DRAGILA

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347px-Stacy_dragilaIl salto con l’asta femminile, con il ritiro della statunitense Stacy Dragila perde la prima vera dominatrice di una specialità relativamente recente che ha visto come antesignane le cinesi, la ceca Daniela Bartova e l’australiana Emma George.


Nata ad Auburn/California il 25.03.1971, le sue origini si tingono d’azzurro,visto che il nonno materno è emigrato dall’Italia nel 1921 per cercare fortuna negli Stati Uniti. Da lui è nata Irma, la madre di Stacy, mentre il padre, macellaio, è di origini danesi. Stacy ha successivamente sposato Brent Dragila, ex-lottatore di origini romene. Cresciuta in una fattoria, da giovane si divertiva con il fratello nei rodei; in seguito ha fatto la cameriera per potersi pagare gli studi all’università, dove ha iniziato a praticare attività sportiva. Inizia con la pallavolo, poi la scoperta dell’atletica con le gare ad ostacoli. Nel 1990 alla Yuba College (Idaho) viene indirizzata verso le prove multiple. La svolta decisiva avviene due anni dopo quando, trasferitasi alla Idaho State University, conosce l’ex-astista Dave Nielsen che le insegna i rudimenti della specialità diventando il suo allenatore.

Dopo inizi non facili, la prima svolta nell’inverno del 1995, quando ottenendo la misura di 3.05mt. (10 piedi), diventa per alcune settimane primatista statunitense. Raffinando la sua tecnica, unita ad una notevole tempra agonistica, inizia ad ottenere risultati di assoluto prestigio. Nel 1997 ai Mondiali Indoor di Parigi arriva il primo successo ottenendo, con la misura di 4.40mt., anche il primato mondiale al coperto. Problemi ad un piede, che la costringono ad un intervento chirurgico, la frenano l’anno successivo. Ancora convalescente non va oltre l’ottava piazza ai Mondiali Indoor di Maebashi 1999 ma dalla stagione all’aperto prende decisamente “il comando delle operazioni”.
Ai Campionati Mondiali di Siviglia1999, dove l’asta femminile fa il suo esordio, vince la medaglia d’oro, eguagliando al contempo il primato mondiale della George saltando 4.60mt., prevalendo di 5cm. sull’ucraina Anzhela Balakhonova. La stagione 2000 è trionfale; nelle gare indoor stabilisce due primati mondiali preludio di quelli all’aperto che saranno ben tre. Inizia con l’eguagliare 4.60mt. poi, a Phoenix ottiene 4.62mt. per finire a Sacramento con 4.63mt. Corona la stagione conquistando il primo titolo di olimpionica dell’asta,vincendo a Sydney con 4.60mt., precedendo la russa naturalizzata australiana Tatyana Grigorieva (4.55mt.) e l’islandese Vala Flosadottir (4.50mt.).

Dopo un inatteso quarto posto ai Mondiali Indoor di Lisbona 2001, si riscatta alla grande nella stagione all’aperto. Infatti sono ben 4 i primati mondiali stabiliti, facendo progredire il limite da 4.65mt. a 4.81mt. Ai Mondiali canadesi di Edmonton si conferma la migliore vincendo l’oro con 4.75mt. stessa misura della seconda classificata, la russa Svetlana Feofanova, al termine di una delle gare più spettacolari della rassegna iridata. La russa si prende la rivincita due anni dopo vincendo l’oro ai mondiali parigini mentre la Dragila scivola fuori dal podio arrivando quarta.

Nel frattempo “qualcosa sta cambiando”: a Parigi con 4.65mt.,vince il bronzo la russa Yelena Isinbayeva che dalla stagione successiva inizierà un dominio pressochè assoluto,arrivando fra le altre cose ad infrangere il muro dei 5.00mt. Viceversa per la Dragila inizia un rapido declino,anche per svariati problemi fisici, testimoniato dall’uscita di scena nelle qualificazioni ai Giochi Olimpici di Atene 2004 ed ai Mondiali di Helsinki 2005. Il commiato ai recenti Mondiali di Berlino2009,quando ormai trentottenne esce di scena in qualificazione con tre nulli alla misura di 4.40mt.

Lascia le scene internazionali con un primato personale di 4.83mt. conseguito nel 2004 ad Ostrava, suo ultimo record del mondo. Seppur rammaricata per una conclusione non consona alla sua carriera, la Dragila si è detta orgogliosa di quanto fatto, soprattutto per avere fatto da traino a molte giovani invogliandole a praticare questa specialità, con le sue vittorie. Si può affermare che a differenza dei suoi primati, ormai consegnati alle statistiche, la sua eredità non sarà facile da cancellare vista la popolarità raggiunta nel mondo e soprattutto negli Stati Uniti. A testimonianza di quanto detto ricordiamo, concludendo questo breve profilo, che la strada che conduce all’Idaho State University’s Holt Arena, nella cittadina di Pocatello, dove la Dragila vive dal giorno del suo matrimonio, si chiama Stacy Dragila Way.

fonte: iaaf.org – fonte foto: Silvjose at en.wikipedia

 

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