CORSI E RICORSI STORICI…….. E DI FAMIGLIA

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Stecchi_JrSei febbraio 1985, 8 febbraio 2010….in mezzo venticinque anni di vita, con le evoluzioni che questa comporta e fra esse anche la nascita e la crescita di un figlio e la fortuna che questi ricalchi, in tema di sport, le orme paterne! Quel 6 febbraio del lontano 1985 la città di Firenze, per una serie di circostanze fortuite legate ad un progetto “sbagliato” si dotò di un impianto polivalente al coperto, subito chiamato “palazzo dello sport”, rinunciando ad avere una grande piscina con tanto di trampolino olimpionico.

La mattina c’era stata una manifestazione studentesca giovanile e le migliaia di giovanissimi convogliati dalle insegnanti sulle capienti tribune dell’impianto, poterono ascoltare (mi sia consentito l’eufemismo) le parole di circostanza di Primo Nebiolo, presidente della Fidal, ma soprattutto applaudire la biondissima madrina dell’evento: nientemeno che la campionessa olimpionica dei 1500 di Los Angeles ’84, la biondissima e riccioluta Gabriella Dorio.

La sera, a completare la festa della giornata inaugurale, si svolse un meeting internazionale di buon livello, organizzato dalla Fidal Toscana di concerto con quella nazionale. I fiorentini in quegli anni avevano in casa un atleta, classe 1958, che era maturato lentamente ma di lì a poco sarebbe esploso con la conquista di due titoli italiani (1986 e 1987), con l’inalzamento a m. 5.60 del primato italiano (1987) e con la partecipazione ai mondiali di Roma ’87 che gli consentì di portare a 13 le presenze in maglia azzurra. Quell’atleta si chiamava Gianni Stecchi e praticava il salto con l’asta indossando la maglia della gloriosa Assi Giglio Rosso, denominazione modificata poi in quella di Assi Banca Toscana per esigenze di sponsorizzazione. Naturale quindi e scontato che il programma della manifestazione includesse la gara di salto con l’asta!

Gianni Stecchi nel 1984 aveva chiuso la stagione con la misura di m. 5.30 (Roma, 11.7), la stessa che aveva ottenuto l’anno prima in giugno a Bologna, e nella graduatoria annuale era preceduto da Mauro Barella (FF.OO.) che svettava con m. 5.50, mentre alla sua stessa misura di m. 5.30 era collocato Viktor Drechsel (P.P. Pierrel),da Corrado Alagona (FF.OO.) e da Marco Andreini (FF.GG.). Nella graduatoria “all time” figurava al sesto posto. La prima gara del 1985 (6 gennaio) lo aveva visto saltare m. 5.10 in un meeting ad Ancona, ed era stato superato da Barella con m. 5.30.

Il 18 e 19 di gennaio si disputarono a Parigi, al Palazzo Omnisport di Bercy, i primi campionati del mondo al coperto che non erano stati ancora ben definiti tanto è vero che si chiamarono 1° Giochi Mondiali Indoor. L’Italia non schierò alcun astista. La vittoria andò a Sergey Bubka con m. 5.75 che batté l’idolo di casa Vigneron (5.70) e il fratello Vasily (5.60). Barella e Stecchi furono schierati a difesa dei colori azzurri il 3 febbraio a Torino nel triangolare ITA-URSS-ESP. Barella fu terzo con m. 5.35, mentre Gianni si classificò al 5° posto con m. 5.20.

Ed eccoci giunti alla gara fiorentina del 6 febbraio. Un meeting internazionale per la “vernice” del nuovo Palasport al Campo di Marte. Cinque gli atleti in gara. Due bulgari di discreta levatura: Atanas Tarev, con un personale di m. 5.72, e Ivo Yanchev, accreditato di m. 5.65, a contrastare i quali gli italiani schierarono Stecchi, Andreini e Chiappino. I due bulgari saltarono entrambi 5.40 e la vittoria andò a Yanchev, mentre il migliore dei nostri fu proprio Gianni Stecchi che superò i m. 5.30.

La carriera di Gianni, come abbiamo visto proseguì fino al 1988, anno in cui una microfrattura gli impedì di gustare la giusta emozione olimpica. Ma noi ci fermiano qui perché la macchina del tempo, anziché riportarci indietro, ci proietta questa volta in avanti di ben 25 anni, negli anni 2000, in un altro secolo!

Siamo ancora nella ex piscina fiorentina (ex non è l’aggettivo giusto in quanto piscina non lo è mai stata). L’impianto è consunto. Pista e pedane hanno perso i loro colori. I piedi degli atleti ricavano dei suoi cupi e sordi nelle loro rincorse. Sono passati 25 anni, cinque in più di quanti ne occorsero ai moschettieri francesi per ritrovarsi dopo la chiamata del Cardinale Mazzarino, siamo infatti all’8 di febbraio, ma Gianni Stecchi è ancora la, asciutto e abbronzato come ai tempi migliori. E’ però in tenuta borghese, si agita sotto i ritti dell’asta, sistema i sacconi, controlla la distanza dei ritti, aiuta i giudici in servizio, il tutto garbatamente senza disturbarli nei loro giudizi.

Poi guarda verso il terminale della pedana dove un giovane atleta, primo anno di junior, si appresta ad entrare in gara a m. 4.80 nella terza giornata della manifestazione denominata “Toscana Indoor”. Quell’atleta si chiama Claudio Michel, indossa la maglia dell’Assi Giglio Rosso (questa volta senza più lo sponsor) è nato a Bagno a Ripoli, alle porte di Firenze, il 23 novembre 1991, e di cognome fa Stecchi!

Ha già saltato 5 metri e 11 centimetri all’aperto a Pessac il 25 giugno del 2008, mentre al coperto vanta un 5 metri e tre centimetri ottenuto a Cercy-la-Tour il 7 febbraio 2009. Il ragazzo si avvia lungo la pedana lancia in resta (è proprio il caso di dirlo), è veloce, sicuro. Imbuca e flette l’attrezzo che si piega e poi rilancia l’atleta verso l’alto. La spinta è giusta, ma nel superamento dell’asticella il fianco dell’atleta la sfiora e questa cade giù strozzando in gola a Gianni l’urlo di gioia.

I due parlottano, Claudio annuisce e si riporta all’inizio della pedana. E’ rimasto solo in gara, Matteo Piazza e William Frullani si sono fermati a m. 4.40, e quindi è di nuovo il suo turno. La rincorsa è identica a quella del primo tentativo. L’asta, tenuta alta per tutta la rincorsa, si piega negli ultimi metri e va a bloccarsi nella cassetta posta sotto i ritti. L’atleta sale..sale…e questa volta lo svincolo sull’asticella è perfetto, pulito, acrobatico.

Si va ai 5.00 metri; venti centimetri di progresso, una enormità. Si vede che il ragazzo è sicuro di se. La difficoltà del primo tentativo a 4.80 è scomparsa. I 5 metri sono valicati con una facilità disarmante al primo tentativo. Gianni è fuori di se dalla gioia. Claudio, meno esuberante, si riveste e pensa alla misura successiva. Claudio sa che a 5.20 c’è il primato toscano junior indoor di Gianni Iapichino (23.2.88) e di Andrea Giannini (4.2.95), ma andare avanti di 20 centimetri in 20 centimetri è sicuramente rischioso per cui sceglie in via cautelare la misura di 5.15, che supera alla prima prova con una sicurezza disarmante!

Adesso si che il primato toscano al coperto è alla sua portata! Gianni saggiamente non assilla di consigli il suo ragazzo che mantiene una calma veramente olimpica. La misura è attentamente controllata. Ci siamo. Parte il ragazzo ma evidentemente qualcosa non ha funzionato e l’asticella piomba giù in basso: salto nullo! Si riprova dopo pochi attimi, giusto il tempo di ritrovare la necessaria concentrazione.

Questa volta la rincorsa e la parte tecnica del salto è perfetta come i tentativi precedenti e il nome di Claudio Stecchi va a sistemarsi nelle caselle dei primati fino a pochi istanti fa occupati da Iapichino e Giannini. Qualcun altro si sarebbe accontentato ma non certo gli Stecchi. Un’occhiata alla tabella dei primati ed ecco che nel mirino dei due “killer” appare la sagoma del siciliano Giuseppe Gibilisco, la cui unica colpa è quella di aver saltato, da junior, m. 5.30 a Genova il 7 febbraio 1998 e di essere quindi il primatista italiano di categoria in carica.

Questa volta l’asticella sale solamente di sei centimetri: da 5.25 a 5.31, giusto quanto basta per cancellare dall’albo dei primati un altro nome risonante dopo quelli di Gianni Iapichino e Andrea Giannini. La fatica comincia a farsi sentire e così pure la tensione della gara, nonostante che Claudio continui a mantenere un atteggiamento quasi distaccato e a scaricare sugli altri (padre in testa) l’emozione del momento. Il primo tentativo a 5.31 non va. Carlo Carotenuto, lo speaker animatore delle serate fiorentine al Nelson Mandela Forum, ricorda che ci sono ancora due tentativi prima di arrendersi.

E Claudio sembra raccogliere l’incitamento dello speaker. Imbuca per la sesta volta da quando la gara è iniziata e si fa portare verso l’alto dall’asta caricata come una molla. Il salto è perfetto, ma un fianco dell’atleta sfiora l’asticella che prima traballa ma non si arresta e infine scivola dal supporto andando a cadere sui sacconi insieme all’atleta per il disappunto di babbo Gianni e dei tecnici Riccardo Calcini e Renzo Avogaro che in un modo o nell’altro partecipano alla formazione tecnica del ragazzo.

Manca ancora una prova…grida Carotenuto. Claudio ce la puoi fare! E infatti al terzo tentativo il volo del ragazzo dell’Assi Giglio Rosso è tecnicamente ineccepibile e l’asticella valicata senza incertezze. Il primato italiano juniores cambia detentore. E se nel futuro di Gibilisco ci fu un titolo mondiale, ci auguriamo che anche il nuovo detentore di quel record possa aspirare ad un ugual trattamento, se non migliore! Di padre in figlio quindi. E la favola continua, senza far intravedere un finale che comunque vadano le cose non potrà essere che a lieto fine!

 

Foto di Carlo Carotenuto

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