INTERVISTA AL CONSIGLIERE FEDERALE FRANCESCO DE FEO

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de_feoGli incarichi derivati dall’Assemblea Elettiva della F.I.D.A.L. di fine 2008 hanno portato una compresenza nella delega per il Settore Master tra il membro di giunta Pier Luigi MIGLIORINI (a cui era già stata affidata questa delega nel quadriennio precedente) ed il consigliere Francesco DE FEO, che nel frattempo è divenuto anche membro esecutivo (tesoriere) della World Masters Athletics. A quest’ultimo è stata demandata in particolare l’attività master italiana su pista. Dopo poco più di un anno abbiamo voluto intervistare DE FEO per conoscere meglio il suo pensiero, gli obiettivi che si pone ed i progetti che intende portare avanti di qui al 2012. Vogliamo ricordare che ci rivolgiamo ad un dirigente di vertice che mantiene allo stesso tempo lo status di atleta master. E’ un martellista MM50 di buon valore. Come dire: è direttamente destinatario dell’operato federale e quindi oggettivamente più sensibile ai problemi del settore.

 


Consigliere DE FEO, innanzitutto come vede quantitativamente il Settore Master in Italia nei prossimi anni?
Per quanto attiene il mero dato statistico penso che tendenzialmente il numero dei tesserati masters resterà invariato. L’auspicio è che possa incrementare e comunque non credo in un decremento di adesioni. Basti pensare ai numeri degli ultimi tre anni degli atleti/e tesserati master: nel 2007 erano 63.528, nel 2008 erano 63.569, nel 2009 sono stati 69578. Queste cifre d’altro canto esprimono un dato chiaro, ovvero un interesse generale e diffuso della pratica dell’atletica. Un interesse che per la stragrande maggioranza significa voglia di correre. E’ questo un poco il volano di tutto il sistema. La corsa rappresenta un chiaro sintomo di crescita sociale e culturale.


Non teme però la perdita di slancio dopo le grandi manifestazioni internazionali degli ultimi anni organizzate in Italia?
Potrebbe accadere una perdita d’interesse degli atleti masters verso forme di attività organizzate. Ma dai primi dati del 2010 sembrerebbe che questa preoccupazione possa essere scongiurata. E’ vero l’organizzazione di eventi internazionali ha creato moltissimo interesse e partecipazione. Il vero valore aggiunto è stato l’aver coinvolto nuovi appassionati e vecchi amici dell’atletica, oltre a qualche campione del passato, che sicuramente ha arricchito l’importante storia del movimento master italiano. Non di secondo piano è stato il lavoro svolto per organizzare gli eventi internazionali quale i Campionati Europei Indoor di Ancora, che ha di fatto stravolto l’impianto organizzativo master in termini di tecnologia. Non a caso il Presidente dell’Associazione Europea Master ha proposto lo stesso impianto organizzativo di Ancona ai prossimi Campionati Europei outdoor. L’Italia atletica contribuisce alla crescita tecnico-organizzativa di un settore in continua evoluzione. Penso sia un orgoglio per tutti noi appassionati.


Nel Settore Master da molti anni covano forti malumori verso la Federazione che, sintetizzo, “non fa abbastanza per i master”. Tant’è che a volte si alzano voci che auspicano la nascita di una federazione master autonoma. Qual è il suo pensiero in merito?
L’attività master è nata in Italia tantissimi anni fa grazie a Cesare Becalli. Una storia conosciuta da tutti coloro che vivono il nostro ambiente da tempo. Cesare Becalli resta
il personaggio dell’atletica master mondiale a cui la Federazione ed ognuno di noi deve riconoscenza e gratitudine. E’ stato il precursore di un grande fenomeno che inizialmente era stato gestito come associazione autonoma. Con il tempo, anche a seguito di una regolamentazione della IAAF, l’attività è stata cooptata nelle attività federali. Questo ha determinato una presa d’atto che s’è modificata nel tempo e che oggi vede il settore con riferimenti gestionali precisi, sia per le attività nazionali che internazionali.

Per quanto riguarda “il fare abbastanza” va visto sotto aspetti diversi a seconda di qual è l’obiettivo che si vuole perseguire. Il fare abbastanza passa, secondo me, innanzitutto da una maggiore coesione e non da una divisione. Dividere gli interessi (mi riferisco a quelli sportivi master, ovviamente) potrebbe determinare un impoverimento in un sistema già povero di confronto. Il confronto è lo strumento essenziale se non necessario per apportare modifiche anche sostanziali. Però il confronto delle idee non può prescindere da un altro aspetto importante, ovvero il passaggio del dibattito attraverso gli organi periferici; quindi il coinvolgimento dei comitati regionali, che invece talvolta sono assenti da alcune problematiche master, in particolar modo di quelle che si sviluppano in pista.

Capire dove e come non si fa abbastanza passa attraverso l’analisi complessiva delle attività master. Però lo dobbiamo fare prendendo in esame la diversità tra attività su pista, la marcia e le attività su strada. Quest’ultima è da tempo al centro dell’attenzione Federale; una realtà difficile che evidenzia talvolta aspetti ed interessi che poco hanno a che vedere con i nostri problemi.


Le critiche della base e delle società master sono concentrate in particolare su due aspetti: 1) le manifestazioni di campionato italiano con date, sedi e apparti organizzativi giudicati troppo spesso inadeguati; 2) l’assistenza carente o a volte proprio assente della F.I.D.A.L. verso gli atleti italiani che partecipano ai campionati internazionali. Per Lei cosa occorre fare in più rispetto al passato?
La prima parte della domanda mi permette un chiarimento che è strettamente legato al regolamento per le assegnazioni delle manifestazioni sportive. Forse i non addetti ai lavori non conoscono come vengono assegnate le sedi delle manifestazioni, che non dipendono da aspetti discrezionali, tutt’altro. Chi ha voglia di farsi carico dell’onere organizzativo, se affiliato alla nostra Federazione, non deve fare altro che compilare, sottoscrivere ed inviare un modello reperibile sul sito federale. Chiaro è che la commissione che s’interessa e predispone il brogliaccio da presentare al Consiglio Federale lavora sulle richieste pervenute; e se per una manifestazione ne arriva una sola allora la scelta è obbligata.

La risposta non vuole essere una sorta di giustificazione o motivo di elusione alla domanda, ma credo si comprenda bene che pur se in Italia ci sono delle zone geografiche più comode per tutti, oltre che tecnicamente idonee, non si può prescindere che bisogna sviluppare e promuovere l’attività su tutto il territorio Nazionale.

Sul secondo aspetto preferisco astenermi per non generare incomprensioni, in quanto non ne sono stato finora coinvolto e responsabilizzato direttamente; e allo stesso tempo appartengo alla struttura federale.


Quest’anno avremo due novità sperimentali nell’ambito del calendario master italiano: il Grand Prix Indoor di Società e il Grand Prix del Pentathlon Lanci. Ce ne parla?
Il Grand Prix Indoor di società è una proposta condivisa nell’ultima riunione con i referenti regionali master. L’intendimento è quello di creare maggiore entusiasmo, coinvolgimento ed aggregazione all’interno di ogni società che potrebbe determinare un maggior numero di atleti presenti e praticanti l’attività indoor. Chiaro è che la formula sperimentale sarà oggetto di aggiornamento, tenuto conto di eventuali suggerimenti che dovessero essere sottoposti o dovessero essere ritenuti necessari per migliorare l’evento. Lo spirito è sempre quello di cercare di far bene nell’interesse generale del movimento.

Per quanto riguarda il Grand Prix del Pentathlon Lanci, l’auspicio è di creare maggiore interesse per le discipline dei lanci. Sono previste 8 tappe prima della finale che coinciderà con il Campionato Italiano del Pentatlon Lanci; finale assegnata a Macerata, dove l’organizzazione è una garanzia. Si spera di stimolare gli amici organizzatori ed i presidenti dei comitati regionali ad interessarsi di attività master su pista che, inutile nascondere, talvolta trova poco spazio nei calendari regionali spesso intasati da una gran mole di attività.


E per il 2011 quale innovazione ci dobbiamo aspettare dalla Federazione a cui sta pensando di mettere mano?
Mi auguro nessuna. Mi spiego meglio, non vorrei essere frainteso. La Federazione non deve essere vista come un elemento al di sopra del nostro del movimento stesso. Senza fare inutile demagogia, la Federazione dall’alto non dovrebbe imporre nulla. Dobbiamo essere in grado di mettere in moto un meccanismo che sia in grado di formulare proposte serie e condivisibile ed che devono incontrare e soddisfare l’interesse generale del movimento. Il confronto non può prescindere da una prima fase di dialogo su base regionale ed eventuali documenti definitivi diventare oggetto di un ulteriore confronto semmai all’interno di un organismo del tipo
consulta nazionale master.


Un’ultima domanda. Il 29-30 gennaio a Formia s’è tenuto il “Seminario degli Stati Generali dell’Atletica”. Crede che l’atletica master finirà trattata nel documento finale in una nota di poche righe?
Mi auguro che ci siano più di poche righe dedicate all’atletica master nel documento finale. Molto sarà dipeso dal tipo e dalla qualità degli interventi che ci sono stati. Da come sono stati discussi i temi riguardanti l’organizzazione centrale e quella periferica dell’attività masters, la regolamentazione delle corse su strada, eccetera. Purtroppo noto spesso nelle riunioni federali che chi rappresenta i master nel territorio non sempre sia portatore di idee.

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