Schwazer accende gli Italiani indoor

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L’altoatesino ha fatto suoi i 5 km di marcia con autorità, segnalandosi per grinta e voglia di tornare il numero uno al mondo. E’ la notizia migliore di una giornata che ha riproposto la Cusma e un ottimo Scapini nei 1500. Poi ancora buona Lamera nell’alto e Milani nei 400.

Sono partiti i Campionati Italiani al coperto, nuovamente tornati ad Ancona dopo la parentesi piemontese dello scorso anno. La prima novità è l’orario di gare tutto mattutino o quasi, con ultime gare attorno alle 15,30. Forse è uno dei motivi principali della poca gente in tribuna, ancor meno degli anni passati, anche perché hanno pesato le numerose assenze di nomi di prestigio del nostro movimento atletico, impegnati a preparare al meglio la stagione estiva che culminerà negli Europei di Barcellona.

Per tanti campioni che sono mancati, uno si è invece presentato in gran spolvero, Alex Schwazer, su un palcoscenico insolito, quello delle gare in pista indoor. Schwazer ha voluto infatti esordire sui 5 chilometri di marcia, ossia un decimo della sua distanza preferita su strada, per ricavare indicazioni sul suo stato di forma rigenerato nelle alte quote dell’Isola di Tenerife, alle Canarie. Alla fine ne è venuto fuori un buon test per il campione olimpico in carica della 50 km. Il carabiniere è parso autoritario, subito in testa sin dai primi giri. A seguirlo ci ha provato solo Jean Jacques Nkoulokidi, portacolori delle Fiamme Gialle, che però mai è riuscito a impensierire il numero uno della marcia italiana. Schwazer ha concluso in 18:46.49 centrando il primato mondiale stagionale sulla distanza e sorridendo al pensiero di aggiungere in bacheca un titolo italiano indoor tutto particolare. Ma ciò che è piaciuto di più è stato l’approccio alla gara, la determinazione e la voglia di andar forte. Il 2010 parte sotto un buon auspicio, forza Alex!

Un’altra buona notizia è arrivata dalla pedana dell’alto, grazie alle rincorse grintose e le spinte reattive di Raffaella Lamera. La ragazza dell’Esercito sta entrando nella sua maturità atletica e allora ecco che le misure cominciano a vedersi. Prima 1,88 con qualche rischio di troppo, superato solo alla terza prova, poi lo sforzo decisivo, quello necessario per librarsi oltre 1,90, nuovo personale al coperto. Nulla può la pur brava Elena Vallortigara, otto anni più giovane e ancora junior, capace comunque di volare oltre 1,86 e dimostrando con due tentativi a 1,90 che la misura era alla portata.

Tutto facile per Mario Scapini nei 1500 uomini, grazie ad una condizione superlativa che gli permette di attendere dietro per quasi tutta la gara, prima di lanciare la volata negli ultimi 200 metri. 27 secondi e spiccioli sono sufficienti al mezzofondista della Pro Patria per prendere il largo da Stefano La Rosa (Carabinieri), diretto inseguitore, e per chiudere in 3:45.38 con il suo primo titolo assoluto indoor in tasca. Ora l’attesa sarà per il suo impegno negli 800 metri, ultima tappa prima della kermesse iridata di Doha in Qatar.

Nei 1500 femminili si è rivista Elisa Cusma, al rientro in gara dopo il lungo stage in Sudafrica. Gara controllata, leggero cedimento nel mezzo poi ultimi 300 metri in volata che non lasciano scampo a nessuna delle inseguitrici. La mezzofondista dell’Esercito è apparsa provata al traguardo, ovvio che sia così, la condizione crescerà con le gare. La compagna di squadra Valentina Costanza è seconda, davanti a Zanatta e Tschuschenthaler, ritiro invece per Chiara Nichetti.

Un’altra Chiara, Bazzoni, ha centrato una mezza impresa nelle batterie mattutine di 400 metri, chiudendo in un notevole 53.90, sfiorando l’entrata nel club delle dieci azzurre più veloci di sempre sulla distanza. Dietro di lei la compagna dell’Esercito, Marta Milani, poi Spacca e Varisco, tutte sotto il muro dei 55 secondi. In finale ancora la Bazzoni ha preso il comando a metà gara, una leadership che è venuta meno poco dopo quando proprio Marta Milani è venuta fuori con un’azione più incisiva e potente. Un finale di forza per staccare tutte ed imporsi in 53.54, è lei la migliore d’Italia al coperto. Bazzoni è seconda, insidiata molto da vicino dalla rientrante Maria Erica Spacca (Forestale), terza in 54.07.

Nei 400 uomini si era già capito dalle batterie che la lotta sarebbe stata tra i poliziotti Fontana e Juarez. I due ragazzi targati Fiamme Oro hanno confermato le previsioni in finale, con un duello portato avanti sino agli ultimi metri. Alla fine è stato Domenico Fontana a far sua la gara, resistendo all’attacco di Juarez, con un pregevole 47.70 contro 48.12. A completare il podio la promessa Marco Perrone con 48.69.

I 60 ostacoli uomini hanno riproposto ancora il duello Tedesco-Nalocca, lo stesso degli Italiani promesse. In quell’occasione fu Tedesco a trionfare per una manciata di centesimi sul portacolori dei Carabinieri, che stavolta si è tolto la soddisfazione di far suo il titolo italiano assoluto. 7.96 per Nalocca, bravo a non sbagliare nulla con passaggi fluidi sugli ostacoli, tutto il contrario di Stefano Tedesco, fermato da un errore a metà gara che ne compromette il proseguio. Secondo si piazza allora un bravo e redivivo Giorgio Berdini per l’Aereonautica militare davanti ad Andrea Alterio, veterano delle Fiamme Gialle, che giunge terzo pur se con lo stesso tempo.

Tra le donne la pimpante Marzia Caravelli ha dominato sin dalle batterie con 8.35, rifilando 11 centesimi a Elisa Bettini delle Fiamme Azzurre, diretta inseguitrice. In finale l’ostacolista del Cus Cagliari fa ancora meglio. Grazie ad un’azione di recupero dopo una partenza poco felice, la Caravelli rimonta e stacca tutte fermando i cronometri in 8.26, ritoccando di un centesimo il  personale. A seguire Elisa Bettini (Fiamme Azzurre) e Francesca Doveri (Esercito), ma è la Caravelli a godere di una vittoria che corona un inizio d’anno scoppiettante.

In assenza di Andrew Howe, ancora alle prese con il recupero dall’operazione al tendine d’Achille, Stefano Tremigliozzi si è aggiudicato l’azzuffata nel lungo per soli due centimetri su Emanuele Formichetti e Michele Boni. Tremigliozzi si è imposto con 7,65, tallonato sino all’ultimo dai due avversari.
Niente di sensazionale dalla pedana del lungo donne, con Serena Amato dell’Esercito a far suo lo scudetto in 6.03, senza trovare la minima opposizione da parte di Valeria Canella, da tempo nel giro azzurro, fermatasi al quinto posto con un anonimo 5.95.  Nell’asta maschile netta affermazione per Giorgio Piantella con 5,40.

Buona prova nella 3 km di marcia anche per Sibilla Di Vincenzo, dominatrice in 12:42.55, su Eleonora Giorgi e Agnese Ragonesi, con la junior Antonella Palmisano quarta e ancora a ridosso del primato di categoria.

La giovane Julaika Nicoletti infine, promessa della Fondiaria Sai, si è imposta nel peso con 16,35, oltre due metri meglio di tutte le altre, facendo suo il primo titolo di giornata in una gara per la prima volta dopo diversi anni orfana delle due big, Chiara Rosa e Assunta Legnante.

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