CONSIDERAZIONI SUL SALTO IN ALTO MASTER AD ANCONA

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PrampoliniAi Campionati Italiani Indoor di Ancona del 19-20-21 febbraio abbiamo cominciato a sperimentare le nuove tabelle adottate dalla F.I.D.A.L., che abbiamo appreso di straforo sono quelle derivate dalle Age-Graded Tables W.M.A. 2010. Mi sono esercitato a esaminare i nuovi punteggi e le misure comparative per averne un’impressione di congruità applicandole al salto in alto, anche perché sono evidentemente coinvolto nella specialità. Ho provato a tabellare i risultati dei campionati italiani master indoor ad Ancona prendendo in considerazione solo i risultati valutati oltre a 800 punti, più i vincitori di categoria, più i risultati che in pentathlon erano migliori che nelle gare individuali.

 

Questa la tabella:

Categoria

Nome

Anno

Risultato

Punti

Concorrenti

Posizione

AGC

nascita

per anno di nascita

M35

Tonello

1973

190

803

3

2.04

M40

Parenti

1968

181

766

3

9*

2.04

M45

Pistono

1965

181

838

8

2.10

M50

Manfredini

1959

184

937

6

2.28

M50

Mastrolorenzi

1960

175

867

2.14

M50

Indra

1957

169

817

2.14

M50

Indra

1957

166

731

Pentathlon

2.10

M55

Parolin

1954

148

708

5

12°

1.94

M55

Marconi

1955

157

731

Pentathlon

11*

2.03

M60

Prampolini

1950

148

788

5

2.11

M60

Prampolini

1950

154

803

Pentathlon

2.03

M65

Boranga

1942

151

887

Pentathlon

2.29

M65

Giavara

1942

136

759

4

10°

2.10

M70

Fasoli

1937

127

759

5

10°

2.07

Prima sorpresa: i punteggi in pentathlon usano una tabella di conversione diversa, più schiacciata verso il basso di quella delle gare individuali. 1.36 M60 viene pagato 679 nella gara individuale e 602 in pentathlon. Forse Werter Corbelli ci può spiegare il perché. I punteggi dovrebbero essere tutti con le nuove tabelle WMA 2010. L’ultima colonna l’ho valorizzata con l’AGC, cioè con la misura compensata per età, fattori 2006, con l’anno effettivo di nascita, non con la categoria, giusto per un confronto ulteriore.

Prima considerazione: pochi atleti, di due tipi. Specialisti del salto in alto che continuano o riprovano, come Tonello, Segatel, Pistono, Manfredini e Mastrolorenzi, o non specialisti, come Boranga, Molinaris e Prampolini, che riescono a ottenere risultati per qualche caratteristica peculiare, forza, elasticità o agilità. Comunque in media 4,8 atleti per 8 categoria, nessuno oltre i 70 anni. Il salto in alto sembra essere la specialità che più risente del calo con l’età. Certamente gli specialisti del salto in alto sono comunque pochi anche nelle gare nazionali e regionali, ma qui il dato è netto.

La seconda considerazione è che il salto in alto può riuscire bene solo a chi ha una buona tecnica. Il ventrale potrebbe essere il migliore, quando la velocità e la forza calano, ma richiede una tecnica elevatissima. Chi ha cercato di velocizzare il ventrale, come Yaschenko, ha ottenuto risultati straordinari, ma non ha avuto seguaci. Il fosbury sembra complessivamente più facile, i ragazzini e anche gli anziani lo apprendono con facilità, ma senza velocità perde gran parte della sua efficienza. Da notare che quando l’equilibrio cala, i risultati calano moltissimo. Lo stesso Segatel, per anni autore di prestazioni eccezionali, per un problema non grave, ha avuto un calo del 10% almeno. Drovandi fino a 55 anni è stato fortissimo, ha abbandonato le gare come il calo è diventato per lui insopportabile. I lanci, per esempio, con la diminuzione del peso degli attrezzi, permettono risultati ancora interessanti con l’aumentare degli anni.

Quale il futuro di questa specialità master? Certamente la presenza di grandi specialisti che continuino in età avanzata, nonostante il calo. Zacharias con 1.80 a 60 anni ha aperto la strada. La nostra speranza è di vedere campioni da oltre 2.30 saltare anche dopo gli anta, e mostrare nuove meraviglie.

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