Appunti di viaggio di Alessandro Tifi

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Di ritorno dalla partecipazione ai mondiali indoor master di kamloops in Canada . Lunga e difficile e’ stata la fase “organizzativa” per partecipare a quest’evento , e non pochi erano i dubbi : vale la pena arrivare quasi dall’altra parte del globo per una manifestazione sportiva master ? rischiare di arrivare in un’amena localita’ semi-sperduta a meno 10 gradi ? trovare un’impianto non all’altezza dell’evento ?

Sara’ la testardaggine , sara’ la voglia di ripetere precedenti esperienze , sara’ la presenza di una compagna encomiabile e tant’e’ che siamo partiti. Tre scali aerei e siamo a Vancouver e nonostante i 39 e rotti di febbre,  ci caliamo in questa bellissima e vivibilissima citta’ , in pieno clima giochi olimpici invernali . un giorno e mezzo a disposizione e giriamo il piu’ possibile prima di riprendere il quarto aereo che, con poco piu’ di 30’ minuti di volo ci porta a destinazione.

Appena arrivati abbiamo la sensazione che tutti i nostri dubbi avranno una felice soluzione ; ad attenderci un clima quasi primaverile e dei pesaggi veramente incantevoli, che saranno anche oggetto di alcune nostre escursioni (troppe poche purtroppo !). Che dire poi dell’accoglienza ? La numerosa presenza di italiani insediatosi in loco  ci fa sentire come a casa , si susseguono gli inviti a cena ed una di queste e’ organizzata proprio “in onore” del  ristretto manipolo di italiani venuto in British Columbia.

Passeggiare per le strade larghe e con poco traffico , di questa moderna e pulita cittadina , dove ognuno camminando ci rivolge un saluto cordiale (sempre con il thermos di caffe’ nero bollente in mano) , ci fa scordare i nostri luoghi pieni di confusione ed i nostri “vicini di casa” stressati e sfuggenti .

Quasi ci si dimentica che siamo qui per gareggiare !

Eccellenti le attrezzature sportive di ogni tipo presenti , purtroppo non all’altezza della situazione l’impianto per l’atletica . la cortesia e la disponibilita’ di tutti i giudici , gli addetti ed i volontari presenti che si prodigano nelle sei giornate di gara , fanno comunque passare parzialmente in secondo piano l’ormai nota pista piatta , il posizionamento della pedana dei salti in estensione con la sabbia a ridosso della parete del capannone, l’assenza di un sistema di risultati in tempo reale (scordiamoci pure l’eccezionale schermo gigante di ancona) , la pedana dell’alto rivolta alla pista , nonostante il cerchio dell’anello fosse libero, con il conseguente incrocio tra i saltatori (che avevano tra l’altro poco spazio per la rincorsa)  e gli atleti impegnati nelle gare in corsia, l’assenza di un cronometraggio collegato allo starter (in alcune gare il cronometro “a vista” segnava tempi di 3 secondi diversi dalla realta’) , il rettilineo per i 60 , stranamente non al centro della pista , ma sul suo rettilineo finale , con “spazio di frenata” dopo l’arrivo di soli 15-20 metri. Infelice poi lo spazio dedicato alle premiazioni collocato in un locale ad un chilometro dal campo gara nei primi giorni , poi spostato tra i computer e le rivendite di souvenir in un uno stabile attiguo alla pista , per essere collocato al centro della pista solo per le premizioni delle staffette a conclusione della manifestazione. Affascinante infine il percorso destinato alla corsa campestre ed alla 10 km di marcia , situato in parco bellissimo con un panorama da cartolina.

Come sempre emozionante e ricco lo scambio di conoscenze ed amicizie con atleti di ogni parte del mondo,  che si incrementano di volta in volta, superando anche l’ostacolo della nostra scarsa conoscenza delle lingue (quant’e’ brutta l’ignoranza!).

Dalle mie gare risultati non esaltanti , ma contento di aver fatto , non senza brividi, da alfiere alla vittoria dei miei amici/compagni di squadra , nella categoria mm45 , vincitori sia dei 400 , che degli 800 . Per la prima volta poi ho avuto l’onore di correre una staffetta con i colori della mia nazione (per colori intendo in tutti i sensi , in quanto ci siamo pitturati di azzurro la capigliatura….) , arrivando ad un bronzo negli mm40 , con una staffetta composta da tre mm45 ed un mm40.

Nella speranza che gli organi deputati scelgano per eventi di tale portata – e’ pur sempre un mondiale master -(ma ci sono tante , poche o nessuna candidatura?) , siti piu’ consoni , ce ne torniamo a casa con un rinnovato bagaglio di emozioni esperienze e  ricordi .

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