DOHA: BENE DONATO E SALVAGNO, BRIVIDO ISINBAYEVA

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DonatoDopo la mattinata sottotono, arriva un parziale riscatto per la nazionale italiana ai mondiali indoor in corso di svolgimento a Doha.

Le buone notizie arrivano subito, con Fabrizio Donato che centra la qualificazione alla finale del salto triplo con un 16.82 che non basta per la qualificazione automatica ma è ampiamente sufficiente per il ripescaggio, dato che viene superata solo da altri quattro atleti.

Il finanziere, arrivato qui con buone aspettative motivate dal fatto di detenere la miglior prestazione mondiale annuale, ha come sempre faticato a trovare la rincorsa ed è sembrato avere ampi margini di miglioramento in vista di domenica. La finale sarà su sei salti, esattamente come agli indoor di Torino, quindi per lui ci sarà tempo di trovare il ritmo. Eliminato invece Daniele Greco, apparso in giornata no e diciannovesimo (ed ultimo) con 15.39. Primo si è classificato il cubano Betanzos con 17.11, in una qualificazione di livello abbastanza modesto.

Passa il turno anche Maria Aurora Salvagno, anche se non si può certo parlare di impresa data la poca scrematura provocata dal primo turno dei 60 metri. Quarto posto per lei in batteria con un 7.41 ancora decisamente lontano dai suoi migliori tempi stagionali, con la sua azione che è parsa poco convincente e sicuramente perfettibile in semifinale. Delle due favorite della vigilia, meglio LaVerne Jones-Ferrette, che vince la sua batteria in 7.14, rispetto a Carmelita Jeter, che fatica fino ai 40 metri prima di uscire e chiudere in 7.30.

Molto sfortunata Elena Scarpellini, che sfiora l’accesso alla finale del salto con l’asta ma si deve accontentare, così come Gibilisco nella prova maschile, del nono posto. Per lei 4.35, ed amarezza acuita dal fatto che la tedesca Gadschiew passa in finale con la stessa misura: fatale alla bergamasca un errore alla prima prova ai 4.20. Resta la parziale soddisfazione per un risultato inaspettato alla vigilia, anche se l’atleta nel dopogara esprime ai giornalisti tutta la sua frustrazione per l’occasione fallita. Grossi brividi per Elena Isinbayeva. La zarina infatti fallisce i primi due tentativi a 4.60, per poi ritrovare la concentrazione quando i fantasmi di Berlino sembrano tornare a materializzarsi e superare la misura al terzo salto.

Anonimo l’ultimo azzurro in gara, Christian Obrist, che prova a fare corsa di testa salvo poi crollare nel finale e chiudere nettamente ultimo nella sua batteria dei 1500.

La gara più attesa della giornata a livello internazionale erano però senz’altro i 60 ostacoli. Più che per la difficoltà, infatti saranno solo otto gli eliminati dopo cinque batterie, per la presenza di Trammell, Oliver, Robles e soprattutto Liu Xiang, ancora alle prese con la lotta per tornare ad alti livelli. I due statunitensi sono apparsi senz’altro più convincenti, andando a vincere la rispettiva batteria con 7.60, mentre il cinese si è un po’ nascosto chiudendo terzo in 7.76. Robles invece ha pensato bene di evitare problemi, dopo la squalifica per falsa partenza di due anni fa, e si è alzato dai blocchi con estrema lentezza vincendo comunque la sua batteria in 7.74.

Poco da segnalare nel resto della giornata, se non l’eliminazione di Saladino nelle qualificazioni del salto in lungo. Il panamense non partiva comunque con i favori del pronostico avendo sofferto una serie di infortuni durante l’inverno, e si deve accontentare di un 7.80 che non è sufficiente a passare in finale. Bene invece Bershawn Jackson, che passa in finale dei 400 piani con 46.13, miglior tempo delle semifinali. “Batman” sembra l’uomo giusto per riportare agli Stati Uniti un titolo che manca loro dal 2003, ma dovrà vincere la concorrenza dell’irlandese Gillick, oggi secondo a soli due centesimi. Certo non una buona notizia per Licciardello in vista di Barcellona.

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