DOHA : STREPITOSO MONDIALE DI TAMGHO NEL TRIPLO!

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tamgho2Sensazionale conclusione della tre giorni mondiale di Doha, dove sulla pedana del triplo si è assistito ad una gara dai livelli tecnici altissimi, impreziosita dalla perla del sesto salto del ventunenne francese Tamgho che stabilisce il nuovo record del mondo indoor con 17,90 m.


Partiamo subito con la cronaca di questo nuovo record che arriva all’ultimo tentativo utile per il francese (atleta già pluridecorato a livello junior, ma che aveva deluso lo scorso anno agli euroindoor di Torino) che ruba di mano l’oro al cubano Betanzos che aveva aperto la gara con un ottimo 17,69 m. Il gesto tecnico di Thamgo è stato davvero impressionante, con una velocità di entrata allo stacco molto elevata e un “jump” lunghissimo che lo ha proiettato ad un passo dalla fettuccia dei 18 metri. Al terzo posto l’altro cubano Girat che si deve accontentare del bronzo nonostante il suo buon 17,36m.

Nulla di più del quinto posto ha potuto il nostro Donato (unico finalista italiano) in una gara davvero complicata visto il rendimento degli avversari. L’azzurro piazza al secondo salto la miglior misura di 16,88 m, poi 3 nulli e un 16,49 m.

Non è stata della stessa levatura la gara di lungo femminile, dove si è imposta la già campionessa mondiale a Berlino Brittney Reese con 6,70 m che rappresenta la più bassa misura con cui si siano vinti i mondiali indoor. Seconda la fisicata portoghese Gomes con 6,67 m e bronzo per la brasiliana Costa con 6,63 m.

La giornata di oggi ha riservato diverse sorprese per exploit di alcuni atleti e per controprestazioni di altri. Una di queste ultime è senz’altro quella di Elena Isimbaeva, che fa senz’altro più notizia quando non vince e ancora di più quando fallisce il piazzamento sul podio come a Doha. La russa è solo quarta, preceduta dalla nuova campionessa del mondo Fabiana Murer, brasiliana, che valica 4,80 m come anche la russa Feofanova ma che a causa di un errore di troppo si deve accontentare dell’argento. Terza la polacca Rogowska con 4,70 m

Stupisce l’argento dello spagnolo Sergio Sanchez nei 3000 m con 7’39.55 che vince la concorrenza di keniani ed etiopi. La gara è vinta e dominata dall’americano Bernard Lagat con 7’37.97. Sul podio anche il keniano Alex Mutahi.

Anche nello sprint femminile si può parlare di sorpresa in quanto le favorite della vigilia Carmelita Jeter e LaVerne Jones-Ferrette vengono beffate da una brillante Veronica Campbell che sfreccia in 7.00 (nuovo personale) dimostrando di non essere solo una duecentista pura. Seconda  Jones Ferrette in 7.03 e terza la Jeter.

Nell’alto maschile non ci sono stati problemi per il favoritissimo russo Ivan Ukhov che si è laureato campione del mondo già a 2,33 m, misura invalicabile per i suoi avversari. Successivamente ha saltato al primo tentativo anche i 2,36 m per poi tentare invano i 2,41 m. Argento per l’altro russo Rybakov arrivato a 2,31m e bronzo per l’americano Jonas anch’egli alla stessa misura.

Buoni i riscontri cronometrici negli 800 donne dove la sfida a due è stata fra la britannica Meadows e la russa Savinova; sfida che si è risolta in rimonta a favore della Savinova che precede di 17/100 l’inglese che comunque fa suo il record nazionale. Il cronometro si è fermato sul tempo di 1’58.26 che è il migliore dell’anno.

Bellissima e avvincente anche la finale dei 60 hs maschili che vedeva ai blocchi tutti i big della specialità. All’avvio è schizzato via lo statunitense Trammel che nonostante una bella azione fra le barriere è stato ripreso e beffato sul filo di lana dal cubano Robles, che grazie ad un perfetto ed estremo tuffo sulla linea d’arrivo fa suo il titolo mondiale. I tempi sono ottimi, 7.34 (record dei campionati) contro 7.36 (record nazionale).

Vincono il sudanese Abubaker Kaki negli 800 m con 1’46.23, l’etiope Kalkidan Gezahegne nei 1500 m femminili con 4’08.14. Nelle staffette vincono gli Stati Uniti sia tra le donne con 3’27.34, sia tra gli uomini con 3’03.40. Ottimo il secondo posto dei ragazzi belgi condotti all’argento dai fratelli Borlèe e dagli infortuni che hanno estromesso la Jamaica e le Bahamas.

Nella foto: il francese Tamgho posa davanti al suo record mondiale (foto su gentile concessione di Kirby Lee/ImageofSport)

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