Roma etiope, nel segno di Abebe Bikila

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GenaUn doppio successo etiope caratterizza la Maratona di Roma a cinquant’anni dall’impresa olimpica del leggendario Bikila. Sinaj Gena e Firehiwot Dado sono gli artefici di due vittorie dense di significati. Buone le prove di Bourifa e Meucci. Un’edizione da ricordare.

 Chissà come avrà esultato lassù il grande Abebe Bikila, seguendo gli ultimi metri verso il trionfo del connazionale Gena, anch’egli a piedi nudi nell’ultimo tratto in onore del suo illustre predecessore.

Una volata emozionante, accompagnata dagli incitamenti dei tanti supporters etiopi presenti lungo il rettilineo conclusivo, a sventolare le bandiere con i colori della propria terra, a rievocare negli ultimi passi scalzi del loro Sinaj Gena, atleta di oggi, una grande leggenda di ieri, Abebe Bikila.

Sulla linea di arrivo c’è un uomo riservato e distinto, che per un momento si scompone e va ad abbracciare l’esausto vincitore: è il figlio di Bikila, Yetnayet, giunto a Roma proprio per onorare il cinquantenario dell’impresa sportiva più bella che il papà regalò al mondo, ed ora circondato da vessilli etiopi e connazionali festanti.

Bourifa2h08’39 è il crono che incorona Gena, venticinque anni, a sorpresa sul gradino più alto di una maratona che rimane sempre impegnativa e difficile da gestire. Provate a chiedere al favorito della vigilia, il keniano Benson Barus, in testa alla corsa fino al 35° chilometro, poi tradito dalla fatica di un percorso che non regala nulla. Eppure fino a quel momento la gara non aveva subito grossi scossoni, ritmo regolare attorno ai 3’ a chilometro, con un gruppo di testa formato da una decina di atleti. Poi a distanza l’altro gruppetto con gli italiani Migidio Bourifa e Daniele Meucci, quest’ultimo impegnato nel debutto sulla distanza. Alla fine non è andata male per i due portacolori azzurri. Bourifa ha chiuso al settimo posto in un buon 2h12.34, crono che alimenta le speranze per una potenziale convocazione in maratona agli Europei di Barcellona. Meucci dal canto suo ha concluso il suo esordio in 2h13.49, tempo che fa ben sperare per il futuro, quando il toscano dell’Esercito deciderà di puntare solo sulla maratona. Per ora infatti l’obiettivo stagionale di Meucci rimangono i 5.000 e 10.000 in pista agli Europei, con i 42 chilometri che rappresentano a suo dire solo un diversivo per continuare a migliorarsi sulle distanze più brevi. Staremo a vedere, di sicuro il ragazzo ha confermato le attese ed il responso conclusivo appare in linea con quanto di buono visto anche sulla mezza maratona.

Tornando alla gara, il punto di svolta si è rivelato dunque il 35° chilometro, con i soli Barus e Gena al comando, ed il keniano più sofferente rispetto all’etiope. Appena cinque chilometri in più e già il distacco tra i due si era fatto di 17 secondi, a quel punto Gena ha capito di avere la vittoria in pugno. Buono comunque anche il tempo di Barus, 2h09’00, e degli altri due a seguire, il keniano Machichim e l’etiope Fikadu, entrambi sotto il muro delle 2 ore e 10 minuti.

dado1Se l’Etiopia si è fatta grande con la vittoria maschile, è addirittura impazzita con il tris di una gara femminile spettacolare e molto tirata. Merito soprattutto delle minuscole etiopi Firehiwot Dado, Haile Kebebush e Mare Dibaba, brave ad imporre il ritmo dal trentesimo in avanti, quando ha cominciato a staccarsi l’ucraina Tetyana Filonyuk, fino a quel momento in testa con le altre.

L’epilogo si è poi risolto in volata, con Dado brava a trovare le energie per precedere le altre due e chiudere in un notevole 2h25’28. Per la vincitrice dello scorso anno, pressata dalle inseguitrici, salta lo show di togliersi le scarpe come il suo collega, ma poco importa, è il secondo successo consecutivo sotto il cielo della Capitale ed il miglior modo per festeggiare Bikila, il suo idolo di  gioventù ed eroe per tanti etiopi. A seguire Kebebush in 2h25.31 e la giovanissima Dibaba, appena 20enne e con un gran futuro davanti, a chiudere il suo debutto in maratona in 2h25.38.

Una maratona che ancora una volta ha incantato romani e turisti per la bellezza di un percorso unico al mondo e per un’organizzazione che riesce a tenere il passo con numeri sempre più grandi. Quasi centomila partecipanti tra stracittadina e maratona, ben quindicimila maratoneti e tante iniziative collaterali all’evento distribuite per tutta la città. Sul tracciato di gara era anche impegnato un campione come Alex Zanardi, primo nella gara handbike in un superlativo 1h15’53 e con un solo obiettivo, le Olimpiadi di Londra 2012.

Per quanto riguarda Roma invece il sogno è uno solo, il ritorno nel 2020 di quell’evento che fece storia. La strada percorsa oggi dalla Maratona di Roma è quella giusta, ce ne è ancora tanta da percorrere… in bocca al lupo Città Eterna!  

LE CLASSIFICHE

Foto: Simone Proietti per Atleticanet

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