DOHA 2010, L’ATLETICA ITALIANA NON VA PEGGIO

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Doha_2010__copyA Doha l’atletica italiana è andata meglio arrestando il trend negativo delle ultime manifestazioni. Se con Berlino 2009 avevamo dovuto registrare un arretramento dalle 3 medaglie di Osaka 2007 alle 0 medaglie del mondiale tedesco, oggi possiamo tranquillamente affermare che il nostro movimento ha tenuto alla grande confermando a Doha le zero medaglie di Berlino. E, sempre per rimanere nel paradosso aggiungo anche che fino a quando non entrerà in vigore la regola che le medaglie si potranno perdere, oltre che vincere, saremo sicuri di non poter fare peggio.

Che analisi si può fare? Sinceramente non credo sia giusto addossare colpe agli atleti. Se un atleta va male può essere colpa sua ma se tutti o quasi gli atleti tornano a casa con prestazioni opache, allora il problema sta più a monte, non ci vuole un genio per capirlo. Manco a dirlo abbiamo incassato l’ennesimo minimo storico assoluto di punti per la nostra rappresentativa azzurra.

Un altro spunto di riflessione ce lo offre il numero della nostra la rappresentativa: otto, diconsi otto atleti. Del numero dei non atleti presenti a Doha ad accompagnare a vario titolo non abbiamo dettagli (chi sa, ci informi). Ad ogni modo chi fa l’atletica al campo sportivo sa benissimo cosa significa essere o avere un atleta col minimo e non poter indossare la maglia azzurra… Non credo servano commenti.

Ma oramai nessuno si scandalizza più. Arese è tranquillo, i suoi consiglieri federali pure. La base, conscia di non contare niente fino al prossimo voto, sonnecchia. La Gazzetta dello Sport al contrario esce con un pezzo a firma di Ruggero Palombo (che ringraziamo per averci citato come sito di riferimento) in cui si pongono quesiti e si cercano risposte con un qualche senso. Ma Arese è tranquillo, non ha bisogno di rispondere a nessuno e infatti non lo fa.

Alfio.GiomiPoi, in un momento di (apparente) apatia generale esce la notizia che non ti aspetti: nei salotti dell’atletica che conta, corre voce che Alfio Giomi, già vicepresidente Fidal con Gola, si candida a fare il prossimo presidente della Fidal. Puntualmente Palumbo nel suo pezzo, riporta i rumors di questa e di altre candidature meno accreditate.

Voci fondate? Chissà? Noi per sicurezza abbiamo alzato la cornetta del telefono e lo abbiamo chiesto al diretto interessato. Ecco le risposte di Alfio Giomi alle nostre domande.

 

[Atleticanet.it] – Corre voce di una sua candidatura a Presidente della Fidal, cosa può dirci in proposito?

[AlfioGiomi] – E’ vero. Ho deciso di uscire  dal riserbo che da tempo mantenevo poichè non si può rimanere indifferenti di fronte a tanto disastro.

 

[Atleticanet.it] – Da un’analisi fatta all’indomani della debacle di Berlino 2009 (l’articolo si intitolava Facciamo parlare i fatti), la sua gestione da politico del settore tecnico risultò essere la migliore, crede vi siano strategie replicabili nell’atletica di oggi?

[AlfioGiomi] – Sono assolutamente convinto di questo anche perchè lo stato dell’Atletica Italiana non è così brutto come i risultati in occasione degli eventi internazionali fanno apparire. Ci sono problemi complessi che per essere affrontati e risolti hanno bisogno di tempo e lavoro, altri che è possibile affrontare e risolvere immediatamente. Ad esempio non è accettabile che la stragrande maggioranza dei nostri atleti arrivi agli appuntamenti che contano in mediocri condizioni di forma. Ma attenzione… non è solo un problema tecnico. E’ invece necessaria una strategia politica che consenta a Società, tecnici ed atleti di avere precisi punti di riferimento, non di essere abbandonati a loro stessi come purtroppo avviene oggi.

 

[Atleticanet.it] – Cosa dobbiamo aspettarci da una candidatura così prematura rispetto alla scadenza elettorale?

[Alfio Giomi] – La mia candidatura nasce dalla necessità di riprendere a discutere di atletica, dalla necessità di ricominciare ad analizzare in profondità il perchè di tanti insuccessi. Purtroppo per molteplici cause, non tutte riconducibili alla Presidenza Arese, questo non avviene più. La mia candidatura vuol essere un sasso nello stagno, in questo senso la considero comunque un successo.

 

[Atleticanet.it] – Se questa candidatura andrà avanti, sono molte le domande che i nostri lettori avranno da fare, se la sente di tenere una linea aperta con Atleticanet per offrirci maggiori dettagli sui vari temi e problematiche del nostro ambiente?

[Alfio Giomi] – Ringrazio Atleticanet.it che mi da questa opportunità e sono fin da oggi a disposizione.


icon Estratto Gazzetta dello Sport del 20.03.2010 (111.58 kB)

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