A BYDGOSZCS IL KENYA LA FA DA PADRONE

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Joseph_EbuyaKenya, Kenya e ancora Kenya. Parlare di dominio sarebbe alquanto riduttivo dopo una dimostrazione di forza del genere. La nazione africana ha completamente annientato tutte le altre squadre presenti oggi ai 38° Campionati del Mondo di Cross, andati in scena a Bydogoszcz (Polonia). I numeri in se, per quanto impressionanti, sono comunque riduttivi. 4 medaglie d’oro, 3 d’argento 2 di bronzo a livello individuale, senza contare 3 quarti posti e svariati altri piazzamenti nei primi 10 posti di tutte e 4 le competizioni giornaliere.

 

En plein anche nel medagliere a squadre, con 4 affermazioni che portano così a 13 il computo delle medaglie raccolte. In mezzo a questo strapotere in pochi sono riusciti anche solo a rendere più incerto il risultato finale. Tra questi pochi non c’erano purtroppo italiani, anche se un piccolo risveglio degli azzurri c’è stato, specialmente tra le donne.

 

Ma andiamo con ordine. La giornata comincia subito nel migliore dei modi per i keniani.  Partenza della gara juniores femminile e subito il solito gruppetto delle africane in testa ad imporre il ritmo. La prima ragazza bianca che si nota è la russa Fazlitdinova, che rimane attorno alla 15° posizione, seguita a breve distanza dalla nostra Federica Bevilacqua, che a fine gara sarà 21°, miglior risultato di sempre per una juniores italiana ai mondiali. Tutte le migliori sono nel gruppo di testa, ma la grande favorita non sembra essFederica_Bevilacqua_by_Parlanteere in giornata. L’etiope Genzebe Dibaba è la campionessa uscente e punta al terzo successo consecutivo, che rappresenterebbe un record tra le junior. Fino a metà del secondo giro il sogno potrebbe ancora  avverarsi, ma quando il quintetto delle giovani keniane cambia ritmo, per la Dibaba si fa notte fonda. Perde posizioni su posizioni e alla fine sarà 11°. La gara se la aggiudica con grande autorevolezza Mercy Cherono in 18’47”, seguita da Purity Cherotich Rionoripo a 7” e da Esther Chemtai a 8”. Nella classifica a squadre, anche grazie al quarto posto di Faith Chepngetich Kipyegon, il Kenya vince con 10 punti, seguita dall’Etiopia con 30 e dall’Uganda con 81.

Stesso epilogo fra gli juniores uomini. Ad aggiudicarsi la gara è Caleb Mwangangi Ndiku in 22’07”, con Clement Kiprono Langat a 2” e Japhet Kipyegon Korir a 5” a completare il podio. La gara viene subito condotta su ritmi notevoli, tanto che il primo atleta non di colore a transitare al primo giro è il norvegese Sondre Nordstad Moen, 24°e che al termine della gara sarà il primo europeo giunto al traguardo (31°) a 1’34” dal vincitore. Nella classifica a squadre stesso podio di quella femminile: primi i keniani con 10 punti, secondi gli etiopi con 32 e terzi gli ugandesi con 56.

In questa gara la nazionale italiana schiera la formazione al completo, conquistando il 15° posto. Per quanto il piazzamento non sembri decisamente dei migliori, si può quantomeno essere felici di aver battuto nella classifica finale la Spagna, qui giunta inaspettatamente 16°, ma che si è spesso è rivelata nettamente più forte della nostra rappresentativa.

Questi i piazzamenti degli azzurri: Michele Fontana 55°, Francois Marzetta, 79°, Davide Uccellari 85°, Giuseppe Gerratana 90° e Paolo Ruatti 108°.

Tra le senior donne abbiamo finalmente il primo podio non completamente keniano. A rompere il sortilegio che sembrava aleggiare sul campo gara polacco ci pensa l’etiope Meselech Melkamu, che riesce ad agguantare un buon terzo posto, tentando di resistere fino all’ultimo al ritmo imposto dalla seconda classificata, Linet Masai. Si può dire che la Masai sia una delle grandi sconfitte di giornata. Campionessa mondiale dei 10.000 metri a Berlino e rispettivamente 2° e 3° nei mondiali di cross di Amman 2009 e Edimburgo 2007, non riesce nella scalata all’ultimo gradino del podio che ancora le manca. Nonostante imponga un’andatura difficile da seguire dalle avversarie per gli ultimi due giri, la connazionale Emily Chebet le resta incollata, riuscendo a superarla in una volata finale davvero incerta, che si decide solo a pochissimi metri dal traguardo. Che la Chebet abbia la “coscienza sporca” per aver fatto tirare la compagna tutta la gara e averla superata solo sul finale appare molto chiaro, tanto che le due nemmeno si rivolgono uno sguardo a gara terminata.
Anche in questa competizione il Kenya si aggiudica la classifica a squadre, sempre seguita da Etiopia e Stati Uniti, che ritornano sul podio dei campionati del mondo dopo molto tempo.

L’unica italiana presente a questa gara, Elena Romagnolo, giunge 24° e terza delle europee. Davvero niente male se si considera che ai campionati europei di campestre svoltisi a Dublino non era entrata nemmeno nelle dieci.

Arriviamo ora alla gara maschile. A vincere è Jospeh Ebuya, di certo non uno dei favoriti alla vigilia. Con un ultimo giro in progressione costante annulla la tenace resistenza  dell’eritreo Teklemariam Medhin, che alla vittoria ci aveva certamente più che creduto dopo l’attacco a due giri dalla fine, con il quale aveva guadagnato alcuni metri su tutti i rivali. Purtroppo aveva fatto male i conti e il giovane keniano gli si è riportato sotto e dopo una breve fase di studio è ripartito al contrattacco. L’Ugandese Moses Ndiema Kipsiro riesce a conquistare un bellissimo terzo posto al photofinish, superando un disattento Leonard Patrick Komon. Moses sfrutta infatti una disattenzione di Komon, che probabilmente credeva oramai di avere definitivamente staccato il rivale. Disattenzione che gli è costata il podio individuale, ma non ha impedito la vittoria a squadre della sua nazione. Tanto per cambiare infatti, il Kenya ha guadagnato l’oro, seguita questa volta da Eritrea e Uganda.

47° il primo dei due italiani, il campione nazionale Kaddour Slimani, e 91° il secondo, Bernard Dematteis. Per Slimani si è trattato della prima presenza con la maglia della nazionale italiana, dato che da poco ha ottenuto la cittadinanza grazie al matrimonio. L’esordio è stato buono, forse condizionato da una partenza troppo veloce che lo ha rallentato nella seconda parte di gara.

La prossima edizione dei Campionati del Mondo di Corsa Campestre si svolgerà a Punta Umbría in Andalusia, e sarà l’ultima a svolgersi a cadenza annuale. Dal 2011 infatti la manifestazione diverrà un evento biennale, come peraltro i mondiali in pista, sia all’aperto che al coperto.

 

fonte foto: “rudibond” e Alessandro Parlante (foto di Federica Bevilacqua)

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