I RITIRI POST-MONDIALI/7.YULIYA NOSOVA-PECHONKINA

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Yuliya_PechonkinaLa serie degli atleti che hanno abbandonato le competizioni nei mesi scorsi continua con la russa Yuliya Nosova-Pechonkina, specialista dei 400metri ostacoli e primatista mondiale dal 2003. L’atleta russa rese nota la sua decisione proprio alla vigilia dei Mondiali che si sono svolti l’anno scorso a Berlino stante le precarie condizioni di salute degli ultimi mesi, visto che ad un infortunio muscolare alla coscia si erano aggiunti problemi allergici ed una sinusite cronica.

Yuliya Nosova nasce a Krasnoyarsk il 21 aprile 1978 ed ottiene il suo primo risultato di un certo rilievo ai Campionati Europei juniores del 1997, disputati a Lubiana, dove giunge sesta. L’anno seguente agli Europei assoluti di Budapest viene eliminata in batteria mentre nella stessa stagione porta il personale a 56″13. Inaspettato per tutti il suo salto di qualità la stagione successiva quando corre in 53″98 a Mosca,migliorandosi di oltre due secondi senza peraltro venire selezionata per i Mondiali di Siviglia.

La prima esperienza alle Olimpiadi, che nel 2000 approdano a Sydney, si chiude con l’eliminazione in semifinale. Nel 2001 arriva la prima medaglia importante che l’atleta ottiene ai Mondiali di Edmonton. In terra canadese vince l’argento,correndo in 54″27, alle spalle dell’imprendibile marocchina Nezha Bidouane, trionfatrice in 53″34. L’anno seguente inizia bene per l’ostacolista che a giugno a Tula sigla con 53″10 il nuovo personale che la pone fra le favorite per gli Europei, che alcune settimane verranno disputati a Monaco di Baviera. Un infortunio però le preclude tale possibilità ma, a fine stagione si prende una bella rivincita aggiudicandosi a Madrid la Coppa del Mondo. In Spagna si impone in 53″74 superando la statunitense Glover, l’australiana Pittmann e soprattutto la neo-campionessa d’Europa, la rumena Tirlea.

Nell’agosto del 2003, a Tula, la Pechonkina scrive una delle pagine più importanti della sua carriera migliorando l’annoso primato mondiale della statunitense Kim Batten, correndo la distanza in 52″34, tempo tutt’ora imbattuto. Peraltro ai Mondiali di Parigi che si svolgono solamente una ventina di giorni dopo, non va oltre la medaglia di bronzo con un 53″71 nella gara vinta dalla Pittman che certamente non la soddisfa a pieno. La medaglia d’argento con la staffetta del miglio che la vede come seconda frazionista è sola una parziale consolazione.
La seconda partecipazione olimpica ad Atene2004 è deludente assai: dopo una semifinale autoritaria, si imballa in finale e chiude ottava, nella gara dominata dalla discussa atleta greca Fanì Halkia.

Dopo tante occasioni mancate anche per la Pechonkina arriva la “gara perfetta”, nell’occasione che conta: nel 2005, ad Helsinki, si aggiudica il titolo mondiale con un’eccellente prestazione cronometrica cogliendo con 52″90 il miglior tempo stagionale al mondo. Con l’oro nella staffetta del miglio suggella la miglior stagione della sua carriera.

L’anno seguente rivince la Coppa del Mondo,disputata ad Atene. L’ultima grande impresa internazionale della russa avviene ai Mondiali di Osaka2007 dove, dopo un’entusiasmante gara, cede di pochissimo la vittoria alla Pittman-Rawlinson che si aggiudica il titolo con il tempo di 53″31, battendo la Pechonkina di soli 19 centesimi.

Un infortunio la ferma per l’intera stagione olimpica che vede i Giochi fare tappa a Pechino. I successivi tentativi di rientro non soddisfano appieno l’atleta che, resasi conto di non poter più competere ad alti livelli, chiude a 31 anni una carriera importante con l’unico rimpianto forse di non essere mai riuscita a salire sul podio Olimpico.

Sposata per alcuni anni (fino al 2006) con il suo connazionale Yevgeniy Pechonkin,specialista dei 110hs, Yuliya ha fatto valere i suoi studi di economia (ha conseguito la specializzazione in relazioni economiche internazionali) iniziando a lavorare in banca, poche settimane dopo aver appeso le fatidiche scarpe al chiodo.

 

Fonte: Iaaf.org – fonte foto su licenza Creative Commons 2.5

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *