Progetto scuola?

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Riceviamo da Riccardo Calcini, tecnico tra gli altri di Frullani una sua comunicazione relativa ad un progetto da lui presentato in Toscana che è risultato essere bocciato per una serie di motiviazioni che lo stesso tecnico ci illustra. Ecco il suo contributo.

Salve a tutti sono Riccardo Calcini, il tecnico che allena da 10 anni Frullani william, da 8 Doveri Francesca (migliori specialisti delle prove multiple italiani, Francesca ottima specialista degli ostacoli e s. lungo), da 4 anni Claudio Stecchi (promessa del salto con l’asta giovanile con record italiano allievi s. asta), da tre anni Casean Luigi (promessa delle prove multiple), inoltre ho allenato per tre anni Ganna Melnichenko ( 5° mondiali a Berlino 2009, 10 ° olimpiadi di Pechino 2008)), per tre anni Gasparro Cristian ( record italiano di prove multiple indoor 2002 e caposaldo della nazionale di decathlon fino al 2007), per due anni Viti Marzio ( anche lui facente parte fino al 2007 della nazionale di decathlon, 11° europei Monaco 2002, e una schiera oramai lunga di atleti che hanno detto la loro negli ultimi 10 anni di atletica, e voglio sottoporre all’attenzione collettiva un’altra di quelle situazioni paradossali che ancora una volta mi trovo a vivere in questo mondo sportivo. Il documento che segue da me sottoposto all’attenzione della F.i.d.a.l. toscana è stato presentato e discusso dal consiglio regionale che ha bocciato quasi all’unanimità, tranne il voto del sig. Bindi, motivando in maniera ufficiale che l’età di alcuni atleti non rientrava in quella prevista dal regolamento interno dell’impianto e che gli stessi appartenevano ad altra federazione (quella di ginnastica artistica).

A questo punto lascio a ciascuno di voi libera interpretazione dei fatti, che potrete leggere con dettaglio andando avanti con la lettura di questo articolo. Io continuo ad amare l’atletica nonostante tutto e mi domando se veramente è possibile bocciare l’iniziativa privata con finalità rivolte alla collettività, la progettazione di iniziative importanti come questa che avrebbero coinvolto tecnici e personaggi come Renzo Avogaro, Gianni Stecchi, Vitaly Petrov, Vincenzo Canali, Thierry Vigneron, e magari indotto altri come Fabio Pilori, responsabile tecnico nazionale del salto con l’asta , a collaborare.

E’ veramente sportivo e politicamente utile, frenare un progetto del genere?

Cosa si deve fare per crescere e migliorare?

L’insegnamento che ne ricevo è che per FARE SI DEVE NON FARE!

Per la cronaca nel 2008 con Gianni Stecchi padre di Claudio, sull’onda dei suoi risultati, ho pensato che il metodo che avevamo adottato poteva essere esportato a tutti gli atleti che avevo sotto la mia influenza, ed aprire a tutti gli interessati una pratica oramai in disuso nell’atletica, quella della ginnastica artistica! Infatti l’allenamento di Claudio stecchi fin dal suo esordio a 14 anni era così suddiviso: quando faceva 2 allenamenti settimanali uno era dedicato all’attrezzistica e corpo libero ed uno ai fondamentali dell’atletica leggera corsa, salti e lanci e al salto con l’asta; quando gli allenamenti sono diventati 4 il 50% di questi era sempre dedicato all’attrezzistica e corpo libero e così si è fatto il record italiano di salto con l’asta allievi 5.11! Da questa esperienza io e Gianni abbiamo ideato “ l’associazione scuola di salto con l’asta e decathlon Silvano Meconi “ e con 16 atleti che mi hanno seguito, mettendo la mano nel portafoglio di ciascuno, abbiamo fatto un budget di 7000 euro +3000 euro concessi dal comune per intercessione dell’assessore allo sport e ci siamo comprati tutte le attrezzature che ci consentissero un ottimale allenamento, inoltre abbiamo pagato un insegnante di ginnastica attrezzistica per tre sedute, di due ore di allenamento settimanali, per nove mesi a 20 euro l’ora.

Adesso voglio lanciare uno slogan che renderà meglio la nostra idea: La forza deve essere funzionale al gesto e riprendere il ducumento con cui spiegavo nel 2008 all’assessore allo sport del comune di Firenze Eugenio Giani i motivi del nostro associazionismo: l’associazione ha come fine la divulgazione di un nuovo metodo di allenamento che intende ritrovare l’importanza del controllo del corpo e quindi una migliore efficacia dei gesti tecnici, soppiantando l’eccessivo uso della forza massimale e tutte le sue diversificazioni con i bilancieri. Questa teoria nasce dalla percezione che le metodiche di allenamento ortodosse provengono dall’esperienza dell’europa dell’est anni 70’ / 80’ viziata dall’uso del doping. In Italia abbiamo utilizzato quelle metodiche, e secondo noi, abbiamo perso la capacità di insegnare la conoscenza del corpo e degli schemi motori più importanti per l’atletica. Inoltre crediamo che si sia creato un vizio di forma nella concezione generale del significato “specializzazione precoce” ; allenare un giovane atleta alla giusta tecnica in tutte le specialità dell’atletica non significa specializzare precocemente, ma stimolare la multi-lateralità, così da garantirgli un patrimonio di nozioni motorie solido ed eterogeneo; tutto questo consentirà di realizzare nel futuro una gestualità tecnica complessa ed efficace.

La specializzazione precoce in età giovanile avviene quando si stimola una sola qualità motoria a scapito di tutte le altre. L’insegnamento in età adolescenziale risulta molto spesso frammentario e sconclusionato; passiamo, così, alle categorie juniores ed assolute continuando ad insegnare la tecnica, e introducendo una progressiva quantità di esercitazioni di forza massimale con tutte le sue varie differenziazioni. Poiché l’atleta maturo non ha più le stesse capacità di apprendimento preadolescenzial, l’apprendimento tecnico risulterà lento e poco redditizio; inizia così l’esasperato allenamento della forza, che in qualche maniera dovrà sopperire alle deficienze tecniche dei nostri atleti. Mi domando come possano riuscire nella ginnastica artistica, ad allenare alla giusta tecnica, giovani atleti di 10 anni? La considerazione che emerge confrontando il mondo dell’atletica leggera e della ginnastica artistica, prendendo la distanza da discutibili metodi di allenamento non rispettosi della anatomia, fisiologia, psicologia dei giovani atleti, è: nella ginnastica si lavora con la forza a carico naturale, con esercizi che prevedano angoli aperti quindi movimenti angolari ampi, controllo delle linee di forza in posizioni molteplici, su piani diversi; tutto ciò richiede un grande controllo motorio, una forza specifica intra ed inter-muscolare molto più efficace e funzionale della forza massimale che invece esalta l’espressione di forza con angoli chiusi, la lentezza dei movimenti, e molto spesso introduce esercizi che si sviluppano su piani ed assi contrapposti rispetto al gesto di gara!!!!!!!!.

La forza deve essere soprattutto funzionale all’efficacia del gesto tecnico, e deve relazionarsi all’incremento degli obiettivi. NOI pensiamo che per fare dei buoni risultati in atletica ci voglia meno forza di quanto si supponga!!! Noi siamo convinti che ci voglia un controllo motorio esasperato e molto meno forza massimale. L’esperienza della ginnastica ci deve fare riflettere che forse nel mondo dell’atletica abbiamo perso la capacità di trasmettere le sensazioni tecniche nelle categorie giovanile, perché continuiamo ad insegnare, molto spesso, la tecnica ad atleti maturi di oltre 20 anni. Nella ginnastica, al contrario, riescono in età per noi impensabili, ad allenare gestualità molto più complesse di quelle dell’atletica. Allora mi sono chiesto perché non cambiamo radicalmente l’approccio al nostro sport? Perché non rivalutiamo l’importanza di muoversi bene di eseguire alla perfezione i gesti atletici in età pre –adolescenziale 10/11/12 anni, cosi’ da ritrovarsi nel futuro un bagaglio di nozioni motorie elaborato e prontamente utilizzabile, il tutto sempre nel rispetto rigoroso delle tappe evolutive dei ragazzi. Perché non insegniamo prima la tecnica e poi solo se necessario alleniamo una forza che sia sempre funzionale alla prestazione da raggiungere? Che non modifichi il rapporto peso- potenza, la flessibilità ed elasticità dell’atleta, l’ipertrofia con aumento delle tensioni muscolo-tendinee e conseguente incremento degli attriti interni, da cui dispersione di energia, riduzione dei movimenti angolari e riduzione della loro velocità di esecuzione, e per ultimo, sensibile aumento della possibilità di infortuni dovuta alla forte trazione inserzionale data da una muscolatura ipertonica, costantemente in tensione anche nei momenti di riposo?

Dopo tutte queste esperienze che vi ho esposto, doverose per avere un quadro chiaro, nell’estate del 2009 sono stato contattato da un insegnante di ginnastica artistica Sergio Rossi che mi chiedeva la possibilità di allenarsi con il suo gruppo di allenamento, non più di 20 persone, con le nostre attrezzature nell’impianto indoor Luigi Ridolfi di Firenze dove ha sede la nostra scuola, inoltre avrebbe portato un castello per gli anelli (costo 5000 euro+cavallo con maniglie 1500 euro+parallele asimmetriche 2000 euro+pedane elastiche n. 2+ tappeti per ricadute vari ecc. il tutto per un valore di circa 10000 euro) che avevamo concordato con il comune e la F.I.D.A.L. Toscana di montare nel suddetto impianto. Quindi per riassumere fra il materiale della scuola di salto con l’asta e decathlon e quello dell’insegnante Sergio Rossi avevamo messo insieme un valore approssimativo di 18000 euro!!! Tutto da soli. Queste attrezzature hanno ed avrebbero avuto una dislocazione studiata e concordata da comune di Firenze, fidal reg., scuola s.asta.

Dopo tutta questa storia vi faccio leggere il progetto che ho presentato alla fidal Toscana e soprattutto al suo presidente Sergio martinelli.

Progetto ginnastica artistica e salto con l’asta :

La nostra scuola si è avvicinata al mondo della ginnastica artistica per conoscere con maggiore dettaglio la propedeutica e lo studio di vari movimenti acrobatici utili allo sviluppo della tecnica di salto con l’asta. Questo ha consentito l’avvicinamento di due mondi estremamente complementari, ognuno carico di esperienze e conoscenze importanti. Gli atleti della ginnastica hanno delle capacità condizionali e coordinative sviluppatissime e molto spesso mi sono chiesto se questi individui adeguatamente allenati al salto con l’asta, fino dalle loro prime categorie, cosa potrebbero realizzare ( vedi Elena Isimbayeva campionessa mondiale di salto con l’asta ); sicuramente le capacità tecniche verrebbero esaltate in maniera esponenziale e quindi anche i risultati. La scuola di s. asta avrebbe l’opportunità di legarsi ad un allenatore di attrezzistica, con il suo giovane gruppo di atleti agonisti dagli 8 anni fino ai 15 anni, disposto a provare questa esperienza e sperimentare l’abbinamento delle due discipline. Credo che questo sarebbe un interessante precedente per reclutare nel mondo dell’atletica, atleti con un ampio e affinato bagaglio di nozioni motorie. La vita agonistica degli atleti della ginnastica è molto ridotta e l’abbandono allo loro sport avviene molto precocemente rispetto all’atletica, CHE POTREBBE DIVENTARE UNA ALTERNATIVA PER NON SMETTERE LA PRATICA SPORTIVA. Questi futuri atleti potrebbero essere a disposizione di tutte le società che ne facessero richiesta, trovandosi saltatori e saltatrici già formati tecnicamente e nelle capacità condizionali.

L’organizzazione dell’allenamento prevederebbe la formazione di gruppi massimo di 10 persone della stessa età, una prima fascia dagli 8 anni fino ai 12 e una seconda fascia dai 12 ai 15 anni. Questi giovani atleti svilupperanno prima l’allenamento della ginnastica artistica e poi l’approccio al salto con l’asta. Con il passare del tempo inseriremo sempre più elementi dell’asta per creare gli schemi motori più adatti ai tipici movimenti dell’atletica leggera. L’allenatore di ginnastica ed ogni atleta saranno iscritti alla scuola di salto con l’asta e decathlon e all’ente di promozione sportiva U.I.S.P. .Ogni responsabilità delle nostre attività, negli orari concordati con la F.I.D.A.L., saranno della scuola di salto con l’asta e del suo presidente Gianni Stecchi, ogni atleta associato sarà coperto da assicurazione infortunistica con lliod Adriatico.

FACCIO NOTARE CHE QUESTO ALLENATORE DI GINNASTICA ARTISTICA HA FORNITO PARTE DELLA SUA ATTREZZATURA, VEDI PALCO PER ANELLI POSTO ALLA DESTRA DEL SACCONE DI SALTO CON L’ASTA, PARALLELE ASIMMETRICHE, PARALLELE, CAVALLO CON MANIGLIE E VARI TRAMPOLINI ELASTICI E TAPPETI; questo materiale oltre a quello già presente della scuola di salto con l’asta, che rimane a disposizione di tutti, ha reso la palestra dell’impianto indoor Luigi Ridolfi un gioiello per l’atletica leggera del territorio ed italiana, tanto che lo stesso Vitaly Petrov (allenatore di Bubka, ex di Gibilisco, Isimbayeva) è rimasto colpito delle nostre attrezzature tanto da ipotizzare un raduno I.A.A.F. di salto con l’asta.

Grazie dell’attenzione, credo che questa possa essere una importante opportunità per il mondo dell’atletica, ciao.

Riccardo Calcini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *