Boston, maratona col botto: 2:05:52 per Cheruiyot, Genovese quinta

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E’ la maratona più antica dell’era moderna, è alla sua 114esima edizione e non ha deluso le aspettative. Robert Kiprono Cheruiyot ha coperto i fatidici 42km e 195mt nell’ottimo tempo di 2:05:52 abbattendo il precedente record della gara che apparteneva al suo quasi omonimo Robert Kiprono Cheruiyot. Grande soddisfazione anche per i colori azzurri con Bruna Genovese che è giunta quinta nella gara femminile col miglior tempo italiano dell’anno. Per lei 2:29:12.

Parliamo prima di Bruna Genovese (di Mauro Ferraro). A Boston la invitano tutti gli anni, perché sanno che lei non li deluderà. Il suo quinto posto, in 2h29’12″, è un risultato che vale moltissimo. Era dal 2007 che la Genovese non correva tanto veloce, e Boston, dove pure nel 2006 la trevigiana ha realizzato il primato personale (2h25’28″). La Genovese ha fatto corsa regolare, rimanendo nel gruppo di testa per quasi 20 km. Poi, quando il ritmo è cresciuto sotto la spinta delle etiopi Erkesso, Tune e Yal, si è lasciata leggermente sfilare. E’ transitata a metà gara in 1h15’07″, in linea con quanto ipotizzato alla vigilia con il tecnico Bettiol, che l’attendeva all’arrivo. Al 30° km era in settima posizione al fianco della keniana Kosgei e dell’etiope Girma, il treno giusto per recuperare chi, davanti, aveva osato troppo. E infatti, nell’ultimo quarto di gara, Bruna, insieme alle due africane, ha raggiunto prima la Yal e poi la russa Grigoryeva, in evidente difficoltà.

“Se qualcuno alla vigilia mi avesse pronosticato un quinto posto, gli avrei dato del matto – ha detto una raggiante Genovese dopo la gara -. E anche la prestazione cronometrica mi soddisfa pienamente. All’inizio ho controllato la situazione e nel finale mi sono ritrovata ancora in condizioni di relativa freschezza: ho corso la seconda parte di gara più velocemente della prima, anche se a Boston le salite sono tutte nel finale”. Il suo 2h29’12″ è anche, di gran lunga, la miglior prestazione italiana dell’anno. Ora Bruna si concederà un periodo di pausa dalla maratona: il 29 maggio si sposerà. Boston le ha fatto un bellissimo regalo di nozze.

E torniamo quindi a Robert Kiprono Cheruiyot, ha corso in maniera perfetta andando a gestire la gara come pochi saprebbero fare. Per lui, la prima mezza è stata coperta in 1:03:24 mentre la seconda parte è andata via più veloce: 1:02:28. Ottima tattica e perfetta comprensione dei pericoli e delle opportunità che forniva un percorso molto ondulato e con precise caratteristiche. Partenza a 10 gradi di temperatura da Hopkinton con l’assenza dei pacemakers oramai banditi da questa maratona e la guida dell’americano Ryan Hall. Un Cheruiyot cauto nella prima parte di gara lascia poi il posto ad un grande atleta dall’incedere irresistibile. Ci prova solo Deriba Merga che paga poi il suo sforzo cedendo sul finale anche la seconda piazza che va invece all’etiope Tekeste Kebede in 2:07:23.

Per questo giovane atleta di 21, allenato dal grande William Kiplagat si prevede un grande futuro; annotiamo il suo nome e teniamolo d’occhio per il proseguio della stagione.

 

fonte: Mauro Ferraro e Iaaf.org

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