Breve Analisi delle Prestazioni Master, prima puntata

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PrampoliniLa questione delle tabelle di conversione delle prestazioni master è più che mai rovente nel nostro mondo. Esisteva la speranza che l’introduzione delle Age-Graded Tables WMA 2010 portasse un notevole avanzamento nella capacità di parametrare le prestazioni ottenute tra le diverse età degli atleti. I primi riscontri invece sollevano nuove perplessità. Per non dire poi delle Tabelle F.I.D.A.L. con i balletti che abbiamo segnalato nei mesi scorsi. Da questa tribuna tentiamo di approfondire il tema ospitando vari contributi dando evidenza al dibattito e al confronto. E’ la volta di Nani PRAMPOLINI.

Vorrei dare un contributo di analisi al tema del calo delle prestazioni dei masters con l’avanzare delle età. Lo spunto per questo articolo è doppio, la pubblicazione delle tabelle WMA 2010, che sono basate sui risultati di questi ultimi 4 anni e sostituiscono le precedenti WMA 2006, e i continui miglioramenti dei record master che ne sono l’origine. L’intenzione è di analizzare il calo delle prestazioni e anche ipotizzare una previsione dei miglioramenti prevedibili per fornire una tabella “proiezioni” verso cui i record master potrebbero tendere nei prossimi 10 anni. L’obiettivo è evidentemente ambizioso, questo studio rappresenta solo una prima bozza, da aggiornare con i prossimi contributi di studio, miei e di chiunque voglia collaborare.

Premessa
Tutti i dati qui utilizzati vanno intesi in senso medio, le eccezioni vanno considerate come tali. Per motivi di semplicità e per evitare confronti con attrezzi che variano con l’età si prendono in considerazioni solo le gare di velocità dei 100, 200 e 400, e i salti in alto e in lungo.

Prima considerazione
Le migliori prestazioni master, assieme all’età dei vincitori delle Olimpiadi e Mondiali per gli atleti assoluti, indicano come età per i migliori risultati quella di 22-33 anni +/- 2 anni. Senza voler entrare nei dettagli, visto la facile reperibilità di questi risultati, si può ipotizzare che il calo delle prestazioni cominci a 33 anni, mediamente. Il calo a 60 anni previsto dalle WMA 2010 per i 100 metri, inteso come maggiorazione del tempo, è del 16% per i 27 anni che intercorrono tra i 33 e i 60. Ipotizzando che il calo sia anno su anno, cioè il peggioramento sia esponenziale, questo significa circa lo 0,64% all’anno. Analisi precedenti, condotte nel 2000 agli europei di Jivaskyla, Finlandia, avevano già evidenziato che per i migliori, a pari allenamento, le prestazioni possono calare anche solo dello 0,5%.

Seconda considerazione
Cosa si intende per pari allenamento in età avanzata? Dico quale è la mia interpretazione: un allenamento che permetta di ottenere il miglior risultato possibile per l’età considerata. Quindi certamente non stessa quantità di allenamenti e ripetute, come qualche giovinmaster crede, ma un allenamento che cambi con l’età, per utilizzare nella maniera più efficiente un corpo in continuo cambiamento. Da questo punto di vista credo che siamo solo all’inizio della storia. La grande domanda infatti è fino a quando riusciremo ad ottenere prestazioni che possiamo ancora considerare atletiche. Ritengo che, parlando qui di risultati di gare di atletica leggera, il gesto debba essere ancora somigliante a quello dell’attività assoluta, sia la corsa sia i salti non dovrebbero far temere per la salute dei partecipanti più anziani. I risultati usati per le tabelle WMA 2010 sono certamente influenzati dalla diminuzione del numero dei partecipanti alle gare. I partecipanti in età avanzata in grado di ottenere risultati di alto livello si sono rivelati quelli che hanno un’attività lavorativa in qualche modo correlata con l’attività sportiva: quindi istruttori, allenatori, professori di educazione fisica. Per le altre attività lavorative si è notato un netto miglioramento al passaggio alla situazione di pensionato, che permette maggior tempo a disposizione e soprattutto maggiori energie da utilizzare nello sport.

Terza considerazione
Le prestazioni nei 200 e 400 sono secondo le tabelle WMA 2010 sono leggermente peggiori di quelle dei 100. Invece del fattore 0.8414, quindi peggioramento del 18,85%, per i 200 e 400 i valori sono rispettivamente 20,02% e 22,64%. Credo che questi valori non siano tanto conseguenza di una maggior difficoltà intrinseca dei 200 e 400, quanto di un campione più ridotto di risultati: sono gare più impegnative, e quindi meno atleti partecipano. Tutte le considerazioni che qui si fanno per le gare maschili si adattano ugualmente alle gare femminili. C’è da evidenziare che i risultati femminili sembrano peggiorare maggiormente: penso si tratti solo della minor quantità di ragazze che gareggiano, i dati, ad esempio, di Merlene Ottey, infatti ci mostrano un calo ridotto con l’età.

Quarta considerazione
Il fattore per il salto in alto a 60 anni è 1,3025, per il lungo 1,4078. Come si nota questi valori sono nettamente peggiori, rispetto alle corse veloci. Questi fattori si applicano però a due grandezze diverse. Per le corse parliamo di tempo (secondi), che hanno una proporzione inversa rispetto alla velocità, mentre per i salti di lunghezza (metri), che invece hanno una proporzione diretta con la velocità. Ricordiamo che la velocità è distanza/tempo. Al diminuire della velocità il tempo aumenta in maniera iperbolica (ramo di iperbole), mentre la distanza diminuisce in maniera lineare. Per piccoli scostamenti questo diverso comportamento non è facile da notare, ma per grandi variazioni è certamente da tenere in considerazione.

Se prendiamo un atleta come Carl Lewis, che primeggiava sia sui 100 sia nel lungo, sarebbe interessante capire se in effetti c’è questo calo negli anni nel lungo diverso rispetto ai 100. Anche se non abbiamo ancora queste verifiche, cerchiamo di analizzare le possibili cause. Cosa differenzia il lungo dai 100, a parte la velocità di corsa? Viene immediato rispondere con la forza esplosiva dello stacco, quello che in termini scientifici viene chiamato impulso, cioè forza applicata per un tempo brevissimo, orientativamente attorno ai 100 millisecondi. L’analisi precedentemente citata mostra che la frequenza dei passi rimane sostanzialmente inalterata con l’avanzare dell’età mentre è l’ampiezza del passo che diminuisce. A prima vista la funzionalità nervosa sembra non risentire dell’età, mentre la forza decresce. Quindi la diminuzione ulteriore dei risultati sembrerebbe poter dipendere da questo parametro.

Ma per il salto in alto? Mi sarei aspettato un peggioramento ancora maggiore, visto che la velocità è inferiore e la necessità di forza esplosiva ancora maggiore. Forse mi sbaglio. Per quanto riguarda il salto in alto mi permetto di far notare quanto segue. Uno dei miei primi allenatori mi diceva, se non si salta la propria altezza è salto in basso. Non sono così drastico. Considerando che il baricentro per un uomo medio è circa al 56% dell’altezza, possiamo dire che se non si salta almeno l’altezza del proprio baricentro è veramente salto in basso. Se si provasse a riparametrare le prestazioni dei migliori saltatori in alto, usando l’altezza rispetto al baricentro, invece del valore assoluto probabilmente troveremmo valori di peggioramento maggiori, probabilmente in linea con quelli del salto in lungo. Certamente pesa in questa analisi statistica il minor numero di partecipanti alle gare di salti. Questa diminuzione secondo me è dovuta a svariati fattori. Specialità più traumatiche, almeno con l’avanzare dell’età, maggior difficoltà tecnica intrinseca, e ancora, pochi specialisti che continuano, soprattutto per il confronto con i risultati ottenuti da giovani, che appare spesso insostenibile.

Per il salto in alto, se vediamo il peggioramento di Zacharias, eccellente esempio di master in età avanzata, 2,22 da giovane, 1,80 a 60 anni, il fattore di peggioramento è 1,23, invece del 1,30 delle tabelle WMA 2010. Per il salto in lungo ho trovato solo un esempio abbastanza significativo di confronto per atleti di elevato livello internazionale: Vladimir Popov, atleta e allenatore russo, 7,69 nel 56 a 24 anni, 5,22 nel 2004 a 72 anni, fattore WMA 2010 1,65, fattore Popov 1,47, mostra che i margini di miglioramento sono elevati anche per il lungo. Resta comunque evidente che il lungo sembra essere la specialità che più risente del calo con l’aumentare dell’età.


Conclusioni e ipotesi proiezioni
Riprendendo l’obiettivo iniziale di ipotizzare quali potrebbero essere i record master per categorie nei prossimi anni, mi sono posto il problema di come determinare i seguenti due parametri:

Valore iniziale = record del mondo attuale ? Fattore di peggioramento?

E’ evidente che pensare di stabilire come parametro iniziale il record del mondo attuale, e ipotizzare il peggioramento estremamente ridotto porterebbe a stabilire degli obiettivi difficilmente raggiungibili. Ho quindi privilegiati in questa ipotesi di usare come valore iniziale una misura approssimativamente pari al decimo risultato mondiale, e ipotizzare un peggioramento molto ridotto. In questo modo spero di aver definito quale risultato uno dei primi dieci atleti del modo da assoluto potrebbe raggiungere avanzando con l’età con un impegno complessivamente analogo a quello che aveva da giovane. In ogni caso ho visto che questo meccanismo approssima bene la curva del peggioramento delle prestazioni fino a 70 anni circa, poi sembra esserci un decadimento maggiore.

Ho due ipotesi da fare, la prima è che influisce sicuramente il minor numero di partecipanti, dovuto anche alla durata media attuale della vita, dato che il numero di superstiti in grado di gareggiare è sempre più ridotto e dopo gli 80 anni crolla rapidamente. Il secondo è che veramente il degrado non è approssimabile con una funzione di primo grado e questo significa che dovremmo trovare una funzione diversa, e anche le tabelle Master ne dovrebbero tenere conto.

Comunque per cominciare a darci degli obiettivi ho preparato delle tabelle con peggioramento funzione di primo grado esponenziale, del tipo di interesse composto, per i tempi, e inversi per le misure. Ulteriori analisi e risultati ci potrebbero permettere di evolvere queste ipotesi.

Qui di seguito le tabelle risultanti per i 100 metri piani, alto e lungo maschili, con l’evidenza dei parametri utilizzati. Come si può notare ho adottato dei parametri di peggioramento di 0,5%, 0,8% e 0,9% rispettivamente per 100, alto e lungo, per i motivi sopraesposti. In seguito conto di preparare le tabelle femminili, e quelle ambosessi per i 200 e 400.

Gara
Metri 100 piani
Uomini
Parametri
Base = 9”80
Fattore di calo annuo
0,5%
Età
Proiezione
Primato attuale
Scarto
Assoluti
9”80
9”58
35
9”898
10”00
0”11
40
10”148
10”29
0”14
45
10”404
10”72
0”32
50
10”667
10”95
0”28
55
10”993
11”44
0”45
60
11”213
11”77
0”56
65
11”496
12”13
0”63
70
11”786
12”77
0”98
75
12”084
13”54
1”46
80
12”327
14”42
2”10
85
12”702
16”16
3”46
90
13”022
17”53
4”51
95
13”351
21”44
8”19
100
13”688
30”86
17”18

 

Gara
Salto in alto
Uomini
Parametri
Base = 2,40
Fattore di calo annuo
0,8%
Età
Proiezione
Primato attuale
Scarto
Assoluti
2,40
2,45
35
2,362
2,31
5
40
2,266
2,15
11
45
2,170
2,04
13
50
2,074
2,00
7
55
1,978
1,85
13
60
1,882
1,80
8
65
1,786
1,66
12
70
1,690
1,59
10
75
1,594
1,44
15
80
1,498
1,34
15
85
1,402
1,22
18
90
1,306
1,15
15
95
1,210
0,98
21
100
1,114

 

Gara
Salto in lungo
Uomini
Parametri
Base = 8,70
Fattore di calo annuo
0,9%
Età
Proiezione
Primato attuale
Scarto
Assoluti
8,70
8,95
35
8,543
8,50
4
40
8,152
7,68
47
45
7,760
7,27
49
50
7,369
6,84
43
55
6,977
6,35
62
60
6,586
6,07
51
65
6,194
5,47
72
70
5,803
5,22
58
75
5,411
4,83
58
80
5,020
4,19
83
85
4,628
3,77
86
90
4,237
3,26
98
95
3,845
2,15
1,75
100
3,454

 

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