campionati mondiali studenteschi di corsa campestre

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Riceviamo e pubblichiamo da parte di Claudio Caracristi, insegnante ISEF e tecnico Fidal in forza al CRUS Pedersano una comunicazione riguardante la partecipazione di un suo atleta ai campionati mondiali studenteschi di corsa campestre. Per la precisione si tratta di una lettera aperta di Caracristi inviata al presidente della Fidal, Franco Arese.

Egregio signor Presidente.
Mi chiamo Claudio Caracristi e sono un tecnico FIDAL tesserato con la società sportiva CRUS Pedersano del Comitato di Trento. Seguo l’atletica leggera da più di vent’anni pur provenendo da tutt’altro settore sportivo (da giovane ho praticato la lotta greco-romana per una quindicina d’anni). Sono anche un insegnante di educazione fisica che lavora nella scuola media da più di trent’anni e che, nel limite del possibile, cerca di garantire quel collegamento tra mondo dello sport e mondo della scuola della cui mancanza molto spesso ci si lamenta.

Mi rivolgo a Lei per manifestare la mia profonda amarezza e delusione in merito ad una vicenda che ha visto coinvolto un mio atleta (e non solo lui, ovviamente) e nei confronti della quale mi ritrovo non solo disorientato, ma decisamente irritato, per non dire di peggio.
Cerco di riassumere brevemente i fatti.

Io alleno l’atleta Luca Mazzola (categoria allievi) che durante la passata stagione, tra gli altri risultati, è arrivato al terzo posto individuale e al primo posto di squadra nei Campionati sportivi studenteschi di corsa campestre. Grazie a questo risultato si è guadagnato il diritto a partecipare ai Campionati Mondiali studenteschi in programma durante questa settimana nella Repubblica Ceca. Subito dopo i Campionati Italiani di corsa campestre di quest’anno, disputati a Formello e durante i quali Luca si è piazzato al quarto posto, è arrivata da parte della FIDAL la sua convocazione per i Campionati Mondiali studenteschi di cui ho già accennato. In questo modo Luca aveva la possibilità di partecipare ai suddetti Campionati sia come studente dell’Istituto “Pozzo” di Trento, che come rappresentante della selezione italiana. Dopo essere stato sollecitato dal rappresentante della FIDAL sig. Andreozzi a prendere una decisione in merito e in perfetto accordo con la sua scuola e anche su mio consiglio, Luca decideva di partecipare ai Campionati come rappresentante della “Nazionale” lasciando il suo posto nella rappresentativa scolastica ad un compagno di Istituto.

Gli accordi per la partenza della rappresentativa italiana prevedevano il ritrovo a Bergamo nella serata di domenica 18 aprile per poi partire con volo aereo nella mattinata di lunedì alla volta di Bratislava. Nel pomeriggio di sabato 17 aprile una telefonata del sig. Silvano Danzi avvisava i rappresentanti trentini della rappresentativa italiana (Luca Mazzola, Irene Baldessari e Neka Crippa) che, a causa della chiusura degli spazi aerei conseguente al problema dell’eruzione vulcanica islandese, non ci si doveva recare a Bergamo, ma rimanere in attesa di nuove disposizioni.

Le risparmio il resoconto delle telefonate effettuate nella giornata di domenica per cercare di capire quale sarebbe stato l’esito della vicenda, come Le risparmio il resoconto sulla tensione dei ragazzi che non sapevano se sarebbero partiti oppure no. Mi soffermo invece sul fatto che questa mattina (lunedì 19 aprile) venivo avvertito che la rappresentativa italiana avrebbe rinunciato alla partecipazione ai Campionati mondiali studenteschi in quanto non era possibile effettuare la trasferta in Repubblica Ceca. La nota curiosa è che nel frattempo la rappresentativa scolastica di Trento, che avrebbe dovuto volare assieme alla rappresentativa FIDAL (e per quello che mi risulta anche quella femminile, di cui non conosco la provenienza), partiva alla volta della Repubblica Ceca con pullman reperito sabato sera o domenica dal responsabile scolastico della trasferta. A mia precisa domanda il responsabile FIDAL sig. Andreozzi mi rispondeva che nella giornata di domenica non era riuscito a contattare nessun funzionario FIDAL in grado di autorizzare l’accordo con l’Istituzione scolastica per predisporre una trasferta comune in pullman.

A questo punto mi permetta di porle due domande:
Le sembra possibile che l’istituzione scolastica sia riuscita, in brevissimo tempo, a trovare una soluzione alternativa che ha consentito di salvare la partecipazione degli studenti interessati ai Campionati, mentre la FIDAL no?
Le sembra possibile che non si sia potuta trovare una soluzione comune che consentisse la trasferta ad entrambe le rappresentative?

Ed inoltre, cosa che personalmente mi preme maggiormente:
dopo aver salutato i suoi compagni che partivano in pullman, stamattina Luca, con le lacrime agli occhi, mi ha chiesto: perchè loro possono partire e noi no? ti sembra giusto? è in questo modo che la federazione agisce per promuovere lo sport giovanile e valorizzare i suoi atleti?

Io so che Luca non avrà molte altre occasioni per vivere un’esperienza come quella che si era guadagnato sul campo e quindi per questo, non trovandola dentro di me, Le chiedo cortesemente di dare Lei una risposta alla più che legittima domanda del mio ragazzo.
Ed infine mi permetta di rivolgerLe un’ulteriore domanda: cosa devo rispondere a quel tecnico/educatore che amareggiato, deluso e decisamente irritato in questo momento ha preso in mano il suo tesserino di tecnico ed è fortemente tentato di metterlo in una busta e spedirvelo accompagnato da un semplice messaggio “mi spiace, ma non mi riconosco più in questo modo di agire!”

Sperando in un Suo cortese riscontro

Claudio Caracristi
caludiocaracristi@gmail.com

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