Kebede e Shobukhova Re e Regina di Londra

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Tsegaye_KebedeLo scorso anno Tsegaye Kebede era stato beffato sul finale, dopo un duro testa a testa, da Sammy Wainjiru; quest’anno ha deciso che questa storia non avrebbe più dovuto ripetersi e ha tagliato in completa solitudine il traguardo della 29° Virgin London Marathon. Gli ultimi 10 chilometri corsi in solitudine non gli hanno impedito di far registrare un tempo che definire di tutto rispetto è più che riduttivo.

Le 2h05’19” impiegate dall’atleta etiope per completare il tracciato londinese solo un paio d’anni fa sarebbero state a pochi secondi dall’allora record del mondo di Paul Tergat e ad oggi rappresentano la decima prestazione mondiale della storia. Secondo e terzo, staccati rispettivamente di 1’04” e 1’36 , sono arrivati il  kenyano Emmanuel Mutai e il marocchino Jaouad Gharib. Il vincitore dello scorso anno, il già citato Wainjiru, è finito nelle retrovie dopo essersi staccato al chilometro 25. A sua discolpa va detto che quest’inverno ha perso circa un mese di preparazione a causa di problemi alla schiena e non si poteva certo pretendere che fosse al meglio della condizione possibile. Settimo il neo primatista del mondo della mezza maratona Zersenay Tadese, che ha concluso i 42,195 chilometri in 2h12’03”.

Kebede ha corso la seconda metà gara molto più velocemente della prima. Le lepri lo hanno portato alla mezza maratona in 63’06”, questo significa che nella seconda parte del percorso l’etiope ha fatto segnare 62’12”, guadagnando quasi un minuto rispetto alla metà precedente.

La gara femminile è stata invece completo appannaggio delle russe che hanno realizzato una doppietta. Prima la detentrice del record europeo dei 5000 Liliya Shobukhova in 2h21’59” e seconda Inga Abitova staccata di 23” . Terza l’etiope Asselefech Mergia che ha fatto segnare il tempo di 2h22’38”. La Shobukhova ha sfruttato pienamente le sue doti da mezzofondista veloce staccando la connazionale Abitova negli ultimi 2 chilometri, ripetendo la stessa tattica che in autunno le aveva già consentito di vincere la maratona di Chicago. La seconda classificata della scorsa edizione della London Marathon e idolo di casa Mara Yamauchi non è riuscita nel doppiare il podio dello scorso anno e a fine gara si è piazzata decima (2h26’16”) Se a frenare Wainjiru era stato un infortunio, in questo caso il nemico della Yamauchi è stato il vulcano Eyjafjallajökul, che ha reso un’odissea durata sei giorni il viaggio da Albuquerque, città del New Mexico in cui risiede e si allena l’atleta britannica.

Lepre d’eccellenza in questa gara è stata la campionessa europea di corsa campestre che corre per la Cover di Verbania Aniko Kalovics, che ha dato un passo deciso alla gara fin da subito, facendo transitare le atlete di testa alla mezza in 1h10’56”.

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