L’atletica Italiana verso Barcellona 2010

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La stagione agonistica è ormai cominciata e in quel poco che si legge sulla stampa, e dal molto che invece appare sul sito della FIDAL, si parla solo dei prossimi Campionati Europei di Barcellona 2010, quasi che fossero il toccasana per l’atletica Italiana. Ora abbiamo anche appreso che Franco Arese si vuole ricandidare dopo il 2012 – informazione data alla Giunta della Fidal mercoledì 19 – e quindi pare giusto aspettarsi dalla performance della nostra squadra degli sfracelli, altrimenti sarebbe difficile giustificare una ricandidatura, dove tra l’altro c’è bisogno di un minimo del 55% di suffragi.

La sufficienza minima per fare bene a Barcellona significa vincere perlomeno più di 2 medaglie d’oro, quelle vinte a Goteborg nel 2006. Senza dimenticare che per medaglie d’oro l’edizione svedese va collocata al 10. posto nelle performances azzurre di tutti i Campionati, ma al 18. (su 19 edizioni) per medaglie ed ancora al 10. per finalisti.

La tabella allegata sintetizza queste graduatorie. Sempre per rimanere alle statistiche ho voluto sfatare un’altra leggenda metropolitana: quella in base alla quale la diaspora dell’URSS , dei Paesi Slavi e l’unificazione della Germania abbia reso, dal 1994 in poi, più difficile vincere medaglie perché l’Europa è passata da 34 a 50 Paesi. Un falso bello e buono. Quando esisteva l’URSS, la Jugoslavia e la Germania Democratica quei Paesi vincevano dalle 15 alle 20 medaglie in più di oggi. E la statistica allegata lo dimostra.

Ovviamente il nostro successo a Barcellona non è certo fatto dai numeri del passato ma dai fatti di oggi. Personalmente sono abbastanza perplesso sui programmi della FIDAL e sulla programmazione tecnica. Sul primo aspetto basta leggere l’allegato (di 6 pagine) da me inviato al CONI (Presidente e Segretario Generale) alcuni mesi or sono sul Programma presentato dalla FIDAL e sul fatto che “il Presidente della FIDAL aveva capito e stava lavorando bene” refrain usato da Gianni Petrucci in più occasioni.

Per quanto riguarda la programmazione tecnica, conseguenza di un programma vuoto e che non lascia alcun potere alla struttura tecnica, sono ancora più perplesso. Dobbiamo come sempre sperare nella Marcia anche se siamo partiti molto male con la rinuncia in partenza della Rigaudo (causa puerperio) e l’infortunio di Rubino. Il giovane Alex può fare di tutto e per fortuna che un’insolazione lo ha fermato la settimana scorsa in Messico perché altrimenti in 4 mesi avrebbe fatto 2 volte la 50 km , 1 volta la 35 km, 2 volte la 20 km , 1 volta la 10 km ed 1 volta la 5 km Indoor. Il tempo ci dirà se questa programmazione è quella giusta. A Cuneo dicono “speruma”.

Non è che gli altri, pochi,  di cui abbiamo sentito parlare ad oggi ci abbiano convinto che la programmazione tecnica è quella giusta. Abbiamo visto Collio debuttare, dopo sette mesi senza gare, contro Powell  (!) e quindi ecco l’infortunio, speriamo recuperabile. Cerrutti, il numero due della velocità, non va ai raduni e rinuncia alla 4×100 che a Barcellona potrebbe facilmente salire sul podio. Da sottolineare ambedue gli atleti sono militari e ciò dimostra una mancanza di rapporti con le società militari stesse, ora molte contente degli attacchi ricevuti da un Consigliere Federale. Su Andrew dobbiamo solo sperare che il suo recupero prosegua senza intoppi.

Speriamo  che il prosieguo della stagione ci dia  segnali migliori. Non ci piace fare gli uccelli del malaugurio. Per ora attendiamo il Golden Gala anche se, come dice Giacomo Crosa, non ha senso spendere 2 milioni di Euro (hai capito D’Onofrio il 60% in più di quanto avevi tu a disposizione!) senza un atleta Italiano da palcoscenico. E questo lo dice del Golden Gala è socio fondatore.

icon L’Italia ai Campionati Europei (38.37 kB)
icon Progetto Fidal per la preparazione olimpica 2012 (83.05 kB)


Luciano Barra – lbarra@attglobal.net

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