OSTRAVA: LA PIOGGIA NON FERMA ASAFA

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Due grandi campioni e due record mondiali da abbattere, sebbene su distanze poco consuete come i 300 metri e le 100 yards, questo il tema dominante del “Golden Spike” di Ostrava dove i protagonisti annunciati sono Usain Bolt e Asafa Powell. Nonostante le condizioni climatiche non certo ottimali Asafa Powell impressiona fin dalla batteria di qualificazione dei 100 piani, non tanto per aver immediatamente centrato l’obiettivo al passaggio delle 100 yards, quanto per la facilità con cui completa il rettilineo tagliando il traguardo in 9″88, incurante della pista bagnata dalla pioggia.
La sua corsa è sostenuta da una brezza nella norma (+1,2 m/s) con gli ultimi metri percorsi in buona scioltezza, concedendosi il lusso di arretrare il busto piuttosto che cercare di guadagnare qualche ulteriore centesimo. Al passaggio delle 100 yards Powell ferma il cronometro a 9″09 frantumando il precedente  primato di 9″21 che apparteneva, dal lontano 1967, all’americano Charlie Greene.

Ancora meglio riesce a fare in occasione della finale, ritoccando di ulteriori due centesimi il  record e soprattutto portando a termine i 100 metri con uno strepitoso 9″83 che rappresenta la miglior prestazione mondiale dell’anno e meeting record, questa volta senza l’aiuto di Eolo che propone addirittura un leggero vento contrario (-0,5 m/s). Alle sue spalle altri due giamaicani: Lerone Clarke (10.18) e Dexter Lee (10.20).

Ad Usain Bolt invece l’impresa sfuma per una dozzina di centesimi chiudendo i 300 metri in 30″97, lasciando imbattuto il 30″85 stabilito dieci anni fa da Michael Johnson. Anche Bolt deve fare i conti con le bizze del meteo, con la pioggia che riprende a cadere nel corso della gara ed un po’ di vento contrario nel finale, ma è lo stesso Bolt a sospettare che la causa principale risieda nella condotta di gara nel corso dei primi 200 metri, segnata da riscontri cronometrici manuali di 9″70 ai 100 metri e 19″80 alla distanza doppia. Certo è che al termine della sua corsa Bolt sembra avere bisogno di più tempo del solito per riprendere fiato e concedersi ai microfoni, ammettendo di non avere raggiunto le migliori condizioni per affrontare una distanza così lunga. Dietro al fenomeno giamaicano il connazionale Jermaine Gonzales (32″49) con appena un centesimo di vantaggio sul belga Jonathan Borlee.

Se le sfide dei campioni giamaicani rappresentano il clou della serata, altri atleti non mancano di dare lustro all’evento ceco stabilendo le migliori prestazioni mondiali stagionali in diverse discipline, almeno fino a quando la pioggia non decide di scendere copiosa.
Tra questi spicca il giavellotto del ceco Petr Frydrych che trova la misura di 88,23 metri, ma  soddisfazioni per gli atleti di casa giungono anche dalle gare femminili con Denisa Rosolova che si scopre quattrocentista di vaglia migliorando drasticamente il proprio personale per portarlo a 50″85, bruciando sul rettilineo finale le avversarie per lasciarsi alle spalle le giamaicane Shericka Williams (51″13) e Rosemarie Whyte (51″28).

Nella gara di apertura pomeridiana l’etiope Meselech Melkamu stabilisce la miglior prestazione stagionale femminile sui 10000 metri vincendo la gara in 31’04″52, seguita a distanza ravvicinata dalla keniana Pauline Korikwiang (31’06″29) all’esordio sulla distanza.
Analoga impresa al maschile per il keniano Jusuff Biwott che si impone nei 3000 metri in 7’31″68: dopo aver lasciato il connazionale John Kemboi e l’americano Bernard Lagat alternarsi al comando nell’ultimo chilometro Biwott riesce a sorprenderli con uno sprint irresistibile sul rettilineo finale.

La croata Blanka Vlasic, data per favorita nel salto in alto, si ferma a quota 1,92 per lasciare la vittoria all’americana Chaunte Howard Lowe con la misura di 1,98, cedendo anche il secondo posto alla caraibica Lavern Spencer (1,92).
Vittoria senza problemi invece per il campione olimpico dei 110 ostacoli Dayron Robles, con una pioggia battente che però ha impetito al cubano di scendere sotto i 13″12, così come per la campionessa olimpica Shelly-Ann Fraser, vittoriosa nei 100 metri in 11″04 ad appena un centesimo dal record della manifestazione, mancando di 5 centesimi anche il record mondiale delle 100 yards detenuto da 40 anni dalla taiwanese Chi Cheng.

Risalgono alla giornata precedente le sole partecipazioni italiane con la coppia di martellisti Marco Lingua (70,34 metri) e Clarissa Claretti (69,16 metri).

Foto: Asafa Powell (Foto Simone Proietti per Atleticanet)

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