I RITIRI POST-MONDIALI/9.FRANKA DIETZSCH

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La serie degli atleti usciti di scena nei mesi scorsi si conclude con il nome se non il più illustre, certamente quello con la carriera agonistica più lunga: la discobola tedesca Franka Dietzsch.

Franka Dietzsch nasce a Wolgast (all’epoca Germania Est) il 22 gennaio 1968. Nel corso dei decenni la grande scuola tedesca dei lanci ha prodotto tanti campioni e la Dietzsch vi appartiene a pieno titolo anche se lo svolgersi della sua carriera è stato abbastanza particolare. Il primo risultato importante è stata la medaglia d’argento alla prima edizione dei Mondiali juniores di Atene1986, alle spalle della connazionale Ilke Wyludda. Mentre,però,quest’ultima coglierà da giovane le vittorie più importanti della sua carriera, la Dietzsch farà una lunga “gavetta” facendo il salto di qualità verso la trentina. Probabilmente ha influito pure il fatto che, impiegata di banca a Neubrandenburg, per molto tempo il suo impegno nell’atletica non è stato assoluto. Importante per la maturazione definitiva l’aver avuto come tecnico l’esperto Dieter Kollar, pure allenatore della grande pesista Astrid Kumbernuss.

Nei primi anni deve cedere il passo alle più quotate compagne di nazionale quali Hellmann, Gansky, Wyludda. Successivamente le prime partecipazioni a grandi manifestazioni non lasciano il segno: la prima esperienza Olimpica a Barcellona 1992 la vede dodicesima. A livello di Campionati Mondiali dopo l’eliminazione nelle qualificazioni a Tokyo1991 si piazza ottava a Stoccarda 1993 e settima a Goteborg 1995. La svolta potrebbe essere legata alla sua seconda Olimpiade, quando ad Atlanta1996 arrivò quarta, fuori dal podio per soli 16 centimetri; forse proprio in questa occasione è scattata la molla giusta per cambiare pagina, per svoltare alla soglia dei trent’anni.

Nel 1997 arriva il primo podio, con l’argento in Coppa Europa a Monaco di Baviera, anche se ai Mondiali di Atene arriva l’eliminazione nelle qualificazioni: una inattesa delusione, ma sarà l’ultima. Dal 1998 prende il comando delle operazioni: migliora,dopo anni, il suo personale portandolo a 68.91 mt. trionfando nelle due gare-clou della stagione. A Budapest conquista la corona di campionessa d’Europa con un lancio a 67.49mt., battendo la russa Natalya Sadova e la rumena Nicoleta Grasu, avversarie temibilissime, mentre a Johannesburg si conferma vincendo con la misura di 67.07mt. la Coppa del Mondo.

Nel 1999 dopo un bronzo in Coppa Europa,centra a Siviglia l’oro mondiale vincendo alla grande una gara apertissima con almeno sei atlete pretendenti al successo. Vince con l’importante misura di 68.14mt. precedendo la greca Anastasìa Kelesidou (66.05mt.) e la solita Grasu (65.35mt.). Nel maggio aveva lanciato a Wiesbaden a 69.51mt., misura che rimarrà il personal best della sua carriera. Sembrerebbe il viatico per una grande Olimpiade, a coronamento del triennio, ma a Sydney 2000 le cose non girano per il verso giusto e l’atleta non va oltre la sesta piazza.

Nel 2001 vince la Coppa Europa,lanciando a 64.04mt., battendo la grande rivale russa Sadova; proprio la squalifica per doping di quest’ultima ai Mondiali di Edmonton la fa salire al quarto posto finale. Nel 2002 gli Europei si giocano in casa, a Monaco di Baviera, ma un infortunio la costringe a rinunciare. Le stagioni passano ed i problemi fisici influiscono sulla preparazione: l’eliminazione nelle qualificazioni alle Olimpiadi di Atene2004, a 36 anni, per molti sono il preludio all’addio; viceversa Franka non ha ancora finito di stupire. Ritrovata l’efficienza e con una tecnica di lancio invidiabile la vecchia leonessa, nel 2005, ruggisce ancora: dopo aver vinto a Firenze la sua seconda Coppa Europa, ai Mondiali di Helsinki, in una gara tormentata dal maltempo compie, forse,il capolavoro della sua carriera, rivincendo,il titolo mondiale con la misura di 66.56mt. distanziando la seconda classificata di oltre due metri. Sembra la chiusura del cerchio: ma, incredibilmente, non è ancora finita. Nel 2006 rivince per la terza volta la Coppa Europa, è argento agli Europei di Goteborg battuta dalla russa Pishchalnikova (poco tempo dopo travolta da uno scandalo-doping…), chiudendo alla grande ad Atene, dove con un lancio di 66.07mt. si aggiudica otto anni dopo la sua seconda Coppa del Mondo. Ormai è un monumento della specialità: le avversarie, molte delle quali molto più giovani di lei, la temono e la rispettano nello stesso tempo.

La catena della felicità si chiude alla grande l’anno seguente: ai Mondiali di Osaka 2007, scaglia il disco al primo lancio alla misura di 66.61mt., nessuna riuscirà a fare meglio e per la tedesca è il terzo titolo iridato; record-woman della specialità. L’unico rammarico rimane il non essere riuscita a salire sul podio Olimpico ma ormai è troppo tardi. Problemi di pressione ed un infortunio ad un piede la costringono, a 40 anni, alla resa ed alla rinuncia ai Giochi Olimpici di Beijng2008.

Anche lo scorso anno gareggia pochissimo e se l’edizione dei Mondiali fosse stata ospitata altrove avrebbe sicuramente rinunciato,ma l’atmosfera unica ed affascinante di Berlino2009, in uno stadio leggendario la convincono ad essere presente alla festa e l’eliminazione in qualificazione con la misura di 58.44mt.,è di fatto particolare insignificante.
Poche settimane dopo, in un meeting nazionale, con l’amica giavellottista Steffi Nerius, la festa dell’addio. Accompagnata dalle note dell'”evergreen”dei Queen, “We are the champions” il gioioso commiato dalle scene internazionali…”Non ci devono essere lacrime,nè tristezza,solo gioia per anni meravigliosi ed indimenticabili” dirà Franka, a suggello della giornata. Mai affermazione ci è parsa più appropriata.


Fonte: iaaf.org – leichtathletik.de

Foto di Eckhard Pecher

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