Immenso Tamgho a New York

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Il triplista francese vola durante la quinta tappa della Diamond League e si conferma, dopo il record del mondo al coperto di qualche mese fa, come uno degli atleti più in forma della stagione.

 

Sole e vento moderato caratterizzano il pomeriggio all’Icahn Stadium di New York. La tribuna coperta dell’impianto è piuttosto gremita, ma l’assenza dei due atleti più desiderati, Usain Bolt e Tyson Gay, ha raffreddato di parecchio un’atmosfera che si preannunciava infuocata per questa quinta tappa di Diamon League.

Finchè nel tardo pomeriggio ci ha pensato un giovane francesino a gettare benzina sul fuoco in una riunione comunque tutt’altro che povera di risultati. Teddy Tamgho è in giornata di grazia, la pedana del triplo vibra sotto i colpi dei suoi balzi. La sua sagoma avvolta da un completo elasticizzato bianco-nero rimbalza come non mai nell’ultimo tentativo di giornata. Tre balzi potenti e lunghissimi, poi l’atterraggio in buca. Il francese schizza fuori dalla sabbia, lo sguardo va alla bandiera bianca del giudice, il salto è regolare. Qualche istante ed ecco la misura che lo lancia nella storia della specialità anche all’aperto, 17.98, terzo atleta nella all-time della specialità dietro Jonathan Edwards e Kenny Harrison, ad un’inezia dal muro dei 18 metri. Phillips Idowu, oggi a 17.31, si congratula con l’avversario, lo stesso fa anche lo svedese Christian Olsson, tornato a 17.62, sia pur ventoso. L’Europa del triplo va davvero forte.

Altra bella pagina di giornata la scrivono Allyson Felix e Veronica Campbell-Brown sui 200 metri, con un’ottima curva della giamaicana contrapposta ad un buon lanciato della Felix in rettilineo. Alla fine la Campbell-Brown resiste di quel che basta per imporsi di soli 4 centesimi, 21.98 a 22.02, per una delle più veloci gare degli ultimi anni sul mezzo giro di pista. Da segnalare dopo il traguardo qualche problema muscolare per la giamaicana che si accascia toccandosi il bicipite femorale, forse probabile contrattura.   

Sui 100 metri maschili ci prova Richard Thompson a far dimenticare le assenze pesanti di Bolt e Gay, chiudendo in 9.89 una gara con ben sei atleti sotto i 10 secondi. Ma il vento è oltre i limiti (+ 2,4 m/s) e si ridimensionano anche le prestazioni dei vari Yohan Blake (9.91), Daniel Bailey e Trell Kimmons (entrambi con 9.92). Chi va forte regolare è invece Monzavous Edwards nella serie B, facendo segnare un buon 10.00.

Una manciata di centesimi separano anche gli statunitensi Kerron Clement e Bershawn Jackson sui 400 ostacoli. Vince il primo in 47.87, ma Jackson come al solito si avvicina pericolosamente negli ultimi 100 metri, concludendo in 47.94. I due trascinano a risultati di valore anche gli inseguitori,  con il portoricano Javier Culson ad un buon 48.47 e l’esperto Felix Sanchez a 48.69.

Vanno forte poi le ragazze dei 100 ostacoli, protagoniste di un festival di primati stagionali. Lolo Jones è la migliore di tutte, con il mondiale stagionale arrotondato a 12.55, poi il 12.58 di Perdita Felicien ed il 12.63 di Virginia Powell, neo-signora Crawford, quindi altri quattro mondiali stagionali, compreso il 12.78 di una rientrante Susanna Kallur.

Passando al mezzofondo, splendido finale è quello degli 800 maschili con un pimpante Mbulaeni Mulaudzi a lanciare la volata negli ultimi 200 metri.  Il sudafricano è imprendibile per chiunque e chiude da vincitore in 1:44.38. A seguire bell’affermazione dell’americano Nick Symmonds, bravo a precedere uno specialista del finale come Alfred Kirwa Yego, mentre naufraga nelle retrovie un sempre più discontinuo Asbel Kiprop.

Chi non perde un colpo è invece il solito Paul Kipsiele Koech sui 3000 siepi, nettamente primo in 8:10.43 sui connazionali Patrick Langat e Brimin Kipruto. Sui 1500 è invece l’altro keniano  Nicholas Kemboi ad aggiudicarsi la sfida con l’etiope Deresse Mekonnen, sul piede di 3:33.29.

Il Kenya si è fatto vedere anche al femminile con Nancy Langat prima nei 1500 in 4:01.60, al termine di una vigorosa volata contro Meseret Defar, al personale con 4:02.00 su una distanza per lei piuttosto insolita. Poi a seguire Gelete Burka e Jenny Barringer, la prima di un cospicuo esercito di “milers” americane.

L’Etiopia ritrova poi un po’ di gloria con un tris sui 5000 femminili targato Tirunesh Dibaba, Ejigu e Utura.

Nel meeting della Grande Mela c’erano anche due azzurri, Giuseppe Gibilisco e Alessandro Talotti. Il primo non ha brillato, quarto con 5.60 e con due soli salti buoni su otto tentativi, in una gara dominata dal francese Lavillenie con 5.85 sull’australiano Hooker (5.80). Talotti non è andato oltre un modesto 2.20 nell’alto per un decimo posto complessivo, lontano dal 2.30 della vittoria di Linus Thornblad.

Prosegue invece il buon periodo per Andreas Thorkildsen nel giavellotto, ancora primo con un notevole 87.02, seguito alla distanza da Frydrych e Pitkamaki. Lo stesso dicasi per la neozelandese Valerie Vili, al successo nel peso con un lancio a 19.93, mentre nel disco si distingue la giovane croata Perkovic, vittoriosa con 61.96. Mediocre il lungo femminile vinto da Brianna Glenn con un 6.78 molto ventoso.

Infine due considerazioni sulla diretta televisiva: inquadrature fisse della tribuna, pause eccessivamente lunghe e dispersive, sintesi striminzite di alcune gare già svolte, gli americani ancora una volta mostrano sensibili sbandamenti nella trasmissione dell’atletica in tv. Un paragone con la diretta del Golden Gala da parte della Rai è improponibile, sotto questo aspetto qui in Europa sembra proprio che siamo di gran lunga più avanti.

 Nella foto: Teddy Thamgo dopo il mondiale indoor a Doha (su gentile concessione di Kirby Lee/ImageofSport)

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