Appunti di viaggio Roma 2010

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Anche quest’anno metto assieme le gare con altri impegni. Arrivo a Roma il giovedì sera alle 19, giusto in tempo per la conferma alla Farnesina. Trovo Enrico Benes, con cui ho condiviso per anni gare di ostacoli e applicazioni di informatica, che mi accetta la conferma all’ultimo secondo. Roma è stata la mia città per 40 anni e ne approfitto per rivedere vecchi amici e colleghi. La scelta di Roma come sede di questi campionati è stata ottima come posizione centrale e partecipazione, ma si è un po’ perso quel carattere di ritrovo tra amici che avviene quando le località sono più piccole, come Comacchio o Bressanone. Io dormo da amici, posizionati a Ponte Milvio, vicinissimo ai campi, potrei andare quasi a piedi.

Aspetti generali positivi di questi campionati: lo stadio Olimpico rimesso a nuovo per il trentennale del Golden Gala e l’emozione di entrare dal sottopassaggio sono bellissimi. La scelta della Farnesina, invece dello stadio dei Marmi, adiacente e in cui erano appena state disputate le finali dei Giochi studenteschi, appare incomprensibile. Altri evidenzieranno tutti i problemi riscontrati con l’organizzazione, dico solo che con più di 2000 iscritti un po’ di confusione e difficoltà erano da mettere in preventivo. Il venerdì, primo giorno di gare, a Roma c’è sciopero dei mezzi pubblici, e qualche atleta rimarrà bloccato nel traffico e non riuscirà ad arrivare in tempo alle gare.
Il sabato mattina alle 8.30 sono in campo alla Farnesina, per la gara dei 100H prevista alle 9.30. Sono previste prima le serie degli ostacoli del decathlon e poi delle gare individuali. Dagli anziani ai giovani e poi viceversa. La successione è inversa alle abitudini e al buon senso, chissà perché. Ma soprattutto vari intoppi organizzativi: i computer si bloccano, gli addetti sbagliano il posizionamento degli ostacoli e soprattutto ci sono ostacoli per sole 4 corsie, costringendo quindi a moltiplicare il numero delle serie. Incredibile. Si capisce subito che ci sarà ritardo. Io e altri due amici abbiamo il salto in alto alle 11 all’Olimpico, con chiamata all’addetto ai concorrenti entro le 10.25. Ci agitiamo, ma i giudici collaborano: alle 10.30 l’addetto ai concorrenti della Farnesina chiama il collega all’Olimpico, spiega la situazione e me lo passa al cellulare. Gli comunico i nomi e vado al blocchi per la mia gara. Alle 10.40 si parte. Siamo solo in due, a 60 anni pochi hanno ancora voglia di rischiare caviglie e ginocchia sugli ostacoli. Montaruli e Curtolo, che l’anno scorso diedero vita a un bel duello, quest’anno preferiscono altre gare. Parto tranquillo, per tenere i tre passi sino all’arrivo, c’è un trascurabile venticello contro, e arrivo senza problemi. Vinco in 17″85, confronto il tempo con il minimo per le medaglie agli europei ungheresi che si terranno a luglio, è 19″, quindi posso ritenere il titolo meritato. Per gli amanti delle statistiche l’AGC dice 84,22, e 15″33 compensato da giovane. Avevo 15″3.
Adesso via di corsa all’Olimpico. Arriviamo all’addetto ai concorrenti, che aveva i nostri riferimenti e ci fa entrare in campo al volo. Arriviamo in pedana alle 11, e inizia la gara. Neanche il tempo per provare, misuro e segno la rincorsa mentre gli altri cominciano a saltare. Qui il gruppo è finalmente abbastanza omogeneo, saltiamo 50, 55 e 60enni. Comincio da 1.30, la settimana scorsa a Bussolengo avevo fatto tre nulli a 1.40 e non voglio rischiare. Salto 1.36, 1.39, 1.42 e 1.45 alla prima. Giorgio Curtolo, dolorante al ginocchio si ferma a 1.39 e Saverio Di Tullio salta un bel 1.42, ma si ferma anche lui. Io sono senza fiato, i tendini urlano, troppo poco tempo tra gli ostacoli e l’alto e troppa tensione. Ho finito la benzina e i tre tentativi a 1.48 sono veramente brutti. Comunque 81,22 di AGC e 1,99 compensato. Va bene così.
Vedo amici in campo e in tribuna, ma l’Olimpico è enorme e si fa fatica a incontrare e salutare tutti.
Adesso ci raduniamo per il podio per le premiazioni. Si fa sotto la tribuna d’onore e si prepara un foglietto da soli, molto auto-organizzato. Ma almeno in questo modo velocizziamo le operazioni.
Il caldo è africano, in campo batte il sole, e sono più di trenta gradi all’ombra. Per un attimo si era annuvolato e aveva minacciato pioggia, ma adesso il sole picchia di nuovo. Sono cotto e per me i campionati sono finiti qui. Le altre due gare che avrei voluto fare, 300H e staffetta 4×400 infatti erano nella stessa giornata, e il regolamento non permette di disputare più di due gare al giorno. I miei compagni di squadra nel pomeriggio vinceranno la 4×400 M60. Bravi anche loro.
Adesso appuntamento per i Regionali dei CdS. La Sardegna non è poi così lontana.

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