Il Capo della Polizia incontra i giovani delle Fiamme Oro

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È un intervento a 360 gradi quello del Signor Capo della Polizia, che ieri ha salutato i giovani del G.S. delle Fiamme Oro di atletica leggera. L’incontro informale si è tenuto all’interno del II Reparto Mobile a margine dell’inaugurazione dei nuovi Uffici “Passaporti” e “Immigrazione” di Padova.

Vedere questi bambini vivere le emozioni e le vibrazioni che la nostra Istituzione sa dare è per me la realizzazione di un sogno” – queste sono state le parole pronunciate di fronte ai ragazzi dal Prefetto Antonio Manganelli, Capo della Polizia, che crede fortemente nella diffusione dello sport a livello giovanile. “Spesso mi chiedono cosa c’entra il momento sportivo all’interno della Polizia di Stato e la mia risposta è: «C’entra eccome!»” Il suo messaggio è chiaro: come il controllo del territorio e l’intelligence sono aspetti importanti per il Paese perché migliorano le condizioni di sicurezza, così, attraverso lo sport, si diffondono valori straordinari che agiscono come momenti di prevenzione sociale. Gli atleti delle Fiamme Oro, con lo stesso entusiasmo, impegno e dedizione dei loro colleghi, ottenendo dei risultati, diventano modelli di riferimento importantissimi per i giovani e per il Paese.

 

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Il signor Capo della Polizia ha sottolineato anche come lo sport sia un grande strumento per veicolare i valori della Polizia di Stato. A tal fine il Prefetto Manganelli ha ricordato il grandissimo applauso tributato al pugile delle Fiamme Oro Clemente Russo di ritorno dalle Olimpiadi di Pechino 2008. “I 500 giovani di Marcianise (Caserta) hanno visto il nostro pugile come «uomo di successo» che ha scelto la Polizia e, attraverso la Polizia, lo sport, mezzo che gli ha permesso di conseguire medaglie e trasmettere valori importanti”. Manganelli ha poi aggiunto che: “La vittoria di un atleta delle Fiamme Oro mi rende davvero orgoglioso…alla fine è come se avessi vinto io!”

L’intervista si conclude con un invito ai giovani atleti delle Fiamme Oro di Padova a continuare a gareggiare, esportando i “valori belli della vita, del vivere sereni ed in modo civile, sempre però nel pieno rispetto della legalità”.

 

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