LA BABELE DEI CAMPIONATI MASTERS 2010

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I 30° Campionati Italiani Masters sembrano nati e poi celebrati nel segno della confusione. Chi era a Roma nei giorni 11-12-13 giugno non ha potuto non accorgersi della gestione diciamo eufemisticamente poco felice della manifestazione. L’aspetto più macroscopico e inaccettabile sono stati i ritardi estenuanti e i cambi d’orario che hanno non poco condizionato e quindi compromesso le prestazioni di tanti atleti. Gli organizzatori si sono trincerati dietro la giustificazione (a loro modo di vedere) del numero straordinario di partecipanti. Un falso haliby di cui si dirà. Però per capire come sono andare le cose partiamo da un rapida ricostruzione dei fatti, anche di quelli che hanno preceduto le gare.

MASTERS E GOLDEN GALA. Se ricordate la data di questi Campionati era stata stabilita inizialmente nei giorni 2-3-4 luglio, come da calendario ufficialmente approvato dalla F.I.D.A.L. a novembre. Senonché un certo giorno di marzo apprendiamo che la Giunta della Federazione ha disposto lo spostamento della data di effettuazione all’11-12-13 giugno. La motivazione ufficiale: sfruttare l’impianto di attrezzature utilizzate per il Golden Gala in modo da rendere anche i Campionati Masters ipertecnologici. Insomma fare sinergia. Forse chi ha assistito dallo Stadio Olimpico al Golden Gala ha percepito quali altre logiche hanno governato questa scelta. Nella F.I.D.A.L. ad un certo punto è nato il terrore di avere un Golden Gala (quello della nuova gestione post-D’Onofrio) anticipato nella prima metà di giugno con uno stadio deserto. Hanno dovuto cercare qualche rimedio. Attorno al Golden Gala per fare “buttadentro” sono state portati i Giochi Studenteschi (Stadio di Marmi 10 giugno) e appunto i Campionati Italiani Masters. Tutti sappiamo che esibendo il tesserino della Federazione avremmo potuto accedere gratuitamente alla Tribuna Monte Mario “lato partenze”. Insomma masters e studenti (questi tradotti forzatamente in pullman) sono serviti per riempire un poco lo stadio, o meglio per salvare la faccia. Obiettivo solo in parte raggiunto. Su questo tema altri su Atleticanet hanno trattato.

LE COSIDDETTE SINERGIE. Ed ai masters cosa ne è venuto? La possibilità di vedere il Golden Gala gratuitamente e poi la tecnologia del grande meeting mondiale. Ecco il primo inghippo. Gran parte dei ritardi e dei disservizi in genere patiti durante i Campionati Italiani sono nati dal cattivo uso dell’apparato informatico benignamente ricevuto in uso dalla Federazione dopo il Golden Gala. Peccato che venerdì 11, quando s’è trattato di dare il via al sistema di gestione della nostra manifestazione, vi fossero apparecchiature non funzionanti. Cavi tranciati abbandonati dalla sera prima che nessuno per incuria aveva provveduto a proteggere. E personale non all’altezza. A che serve la tecnologia più sofisticata se poi manca l’operatore addestrato a quel tipo di mezzo. La Segreteria Centrale allo Stadio dei Marmi non riusciva a comunicare con quella della Farnesina. Così abbiamo avuto liste di partenza sparite nel nulla. Fogli gara per lanci e salti con più categorie, cosicché i giudici non distinguevano gli atleti delle diverse categorie e sono nate sviste madornali sulle composizioni dei turni di finale. Veri momenti da Babele; dove l’accento romano mal si conciliava con quello degli atleti provenienti dal resto d’Italia giustamente irritati. Che voto dare a queste sinergie? Fate voi.

LA GESTIONE DELLE ISCRIZIONI. Dunque la tecnologia galeotta ha complottato contro chi organizzava i Campionati. Però è apparso fin troppo evidente come la pianificazione degli orari sia stata quanto meno superficiale. Le iscrizioni sono state chiuse alla mezzanotte di sabato 5 giugno e la procedura “on-line” permetteva potenzialmente trenta secondi dopo di avere il quadro completo dei partecipanti. Era così difficile nei giorni che precedevano l’inizio delle gare applicare qualche criterio d’esperienza per adeguare gli orari-gara e comunicarli in un ragionevole lasso di tempo? Ad esempio, di fronte ad una massa oceanica di iscritti ai 5.000 metri come non capire che si andava incontro ad uno stravolgimento degli orari. Così è stato, roba da scommetterci a occhi chiusi! E per rimediare s’è ricorso a soluzioni assurde, come quella di far partire in una sola batteria tutte le categorie dalla MM60 in sù: 52 partenti, forse un record mondiale! Con concorrenti che hanno impiegato dai 17 minuti ai 35 minuti. Con cip elettronici caduti o non funzionanti. I risultati sono slittati diplomaticamente al giorno dopo. Ma che dire del primo orario-gare poi confermato che ha fatto correre i 10.000 metri ad ultra80enni alle 5 del pomeriggio?!! Ancora certe cose non le abbiamo imparate?! Insomma, gestione iscrizioni e gestione orari-gara nell’insieme “voto 4”.

IL TOTEM DELLO STADIO OLIMPICO. Ovviamente tra i presenti le discussioni sono fioccate, fino a voci alterate in molte occasioni. Qualcuno è arrivato a sostenere che tutti i disagi patiti in questa edizione dei Campionati Italiani erano come un dazio da pagare pur di poter gareggiare allo Stadio Olimpico; quasi fosse un pellegrinaggio in un santuario sacro in cui qualcosa è obbligatorio espiare. Ecco tornare fuori la visione, mai sconfitta, che i masters devono accettare quello che gli altri non accettano più. E ciò che nel 2010 in una capitale di uno dei Paesi più progrediti al mondo vengano gestite eventi pubblici che coinvolgono migliaia di partecipanti con una colpevole approssimazione. Dovrebbe essere inconcepibile e intollerabile. Ma pare lo sia per i masters, tanto più se in pellegrinaggio alla Stadio Olimpico.

L’ORGANIZZAZIONE CHI. Vorremmo capire a chi attribuire meriti e critiche della manifestazione. Organizzava il CUS ROMATLETICA, la F.I.D.A.L. Nazionale, il Comitato del LAZIO o il GRUPPO GIUDICI GARA? Il Dispositivo Organizzativo emanato dall’Ufficio Master identificava come Organizzazione il CUS ROMATLETICA. La F.I.D.A.L. Nazionale però ha creato il condizionamento (sinergico) del Golden Gala. Tuttavia la gran parte delle persone che sono state attivate (giudici, dirigenti e altri volontari) fanno abitualmente capo al Comitato del LAZIO. In ultima analisi crediamo sia innegabile che la responsabilità della manifestazione ricada sul CUS ROMATLETICA. Perché questa precisazione? Perché da diversi anni ormai, per così dire, “la mano destra finge di non conosce la mano sinistra”. Quando arrivano le critiche dei masters qualcuno annuisce facendo capire che vanno indirizzate ad altri nella F.I.D.A.L. Il contrario quando c’è da raccogliere meriti. Un balletto che questa volta è difficile da sostenere, se le stesse persone fanno capo al CUS ROMATLETICA e all’UFFICIO MASTER. E non può bastare di liquidare il tutto con la frase ascoltata: “C’è sempre qualcuno che stà a criticà”

Comunque s’è già formato un nuovo partito che si ritrova nello slogan “la-colpa-è-sempre-dei-giudici”. E qui casca l’asino. La responsabilità resta sempre in capo a chi organizza, in tutto e per tutto.

I giudici nelle manifestazioni di campionato vanno istruiti,  coordinati e supportati. Se operano male è perché a monte qualcuno ha operato male. I giudici di gara se mandati allo sbaraglio, in una manifestazione con le particolarità del settore masters, come se fosse una gara provinciale del settore giovanile, è inevitabile che finiscano per far errori e cadano equivoci, che finiscono di frequente in battibecchi con gli atleti.

Organizzare, assumersi la responsabilità di organizzare, significa pianificare, programmare e gestire. Con una mente organizzativa, capace di premunirsi il più possibile anche dagli inconvenienti. Ciò che è mancato a Roma 2010. Niente alibi.

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