Di Martino super a Bergen

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Una fenomenale Antonietta Di Martino torna oltre i 2 metri e trionfa nell’alto durante la seconda giornata di Campionati Europei per Nazioni in Norvegia. Nelle altre gare piazzamenti interessanti e nulla più per un’Italia che chiude al settimo posto.

Antonietta Di Martino è tornata, solare e reattiva come quell’estate di tre stagioni fa, quando si arrampicò per ben due volte ai 2.03 del primato italiano. Lo scorso inverno passato a combattere contro la mononucleosi, malattia subdola e lunga a passare, ha lasciato spazio negli ultimi mesi ad una preparazione intensa e minuziosa per presentarsi in condizioni accettabili nelle prime uscite di una stagione estiva, che porterà a fine luglio agli Europei di Barcellona. Dieci giorni fa è così arrivato l’esordio al Golden Gala con un promettente 1.95, oggi addirittura la campana ha sorpreso con un passaggio sopra i 2 metri, al termine di una gara quasi impeccabile, con un solo errore al primo tentativo per i 2 metri, arrivato dopo una serie di sei salti immacolata, da 1,80 a 1,98. Antonietta è piaciuta per la rapidità d’azione e per la tecnica pulita, anche in occasione del terzo tentativo a 2.02, quando ormai le sua rivali più accreditate, Ariane Friedrich, Svetlana Shkolina e Ruth Beitia, la osservavano da vincitrice a bordo pedana. Proprio la determinazione dell’azzurra nei confronti di una diretta pretendente al podio europeo come la tedesca Friedrich, rappresenta uno degli aspetti migliori di un’atleta tornata al top della condizione, anche dal punto di vista mentale. La Di Martino potrà ora essere anche un’importante punto di riferimento e traino per diverse discepole di livello, a cominciare da Raffaella Lamera per arrivare poi alle giovani Trost e Vallortigara.

La seconda giornata di Bergen era iniziata sotto il sole, con meno vento e con una temperatura ancora più gradevole del giorno prima. L’Italia calava subito un asso nella prima gara del pomeriggio con Giuseppe Gibilisco nell’asta. Il siciliano superava senza problemi i 5.40, poi però due errori a 5.60 ne compromettevano il cammino. Ancora un salto per superare i 5.60 e poi l’uscita anzitempo a 5.70, condannato dalla regola dei 4 errori. Tutto sommato poteva finire anche peggio per un Gibilisco che più di altri soffre questo tipo di regolamento, lui che solitamente sviluppa la gara su un cospicuo numero di tentativi. L’azzurro ha così chiuso al terzo posto dietro il francese Lavillenie, primo con 5.70 ed il polacco Czerwinski anch’egli a 5.60.

Nel triplo maschile l’attesa era soprattutto per vedere all’opera il fenomeno francese Teddy Tamgho, alle prese con una gara impegnativa, contro due cavallette di livello come il britannico Phillips Idowu  e l’azzurro Fabrizio Donato. Alla fine invece la misura migliore l’ha tirata fuori il russo Kuznyetsov con il personale di 17.26, con Idowu a superare Tamgho di due centimetri (17,12). Quarto posto per un discreto Donato, sfortunato nell’ultimo tentativo, nullo per un’inezia e sopra i 17 metri.
Nel lungo femminile niente da fare anche per la favorita Olga Kucherenko, battuta dalla francese Lesueur con 6.78. Esordio in pedana per la giovane Enrica Cipolloni, che evita l’ultimo posto con il personale portato a 5.76.

Niente di sensazionale dai 200 metri, dominati al maschile dal francese Mbandjock con 20.55,  mentre tra le donne ha trionfato l’ucraina Bryzhina in 22.71. Per l’Italia Roberto Donati ha chiuso ottavo e Giulia Arcioni nona nelle rispettive classifiche complessive con 21.01 e 23.91.
Sulle barriere alte si è ben comportato Stefano Tedesco, sesto con 13.78, nella gara vinta dall’inglese Turner. Nei 100 ostacoli è invece arrivato il tempone per la russa Dektyareva con 12.68, e l’ottima prestazione di Marzia Caravelli, superlativa con un 13.10 che significa personale polverizzato e quarto posto all time in Italia.

Una delle stelle di giornata doveva essere il russo Borzakovsky negli 800. Yuriy non si è fatto pregare mettendosi stranamente in testa sin dalle prime battute di gara, per vincere agevolmente in 1:45.41 respingendo l’attacco del tedesco Rimmer e del polacco Lewandowski. Solo ottavo Giordano Benedetti con 1:48.50, forse qualcosa in più sul finale si poteva fare. Stesso discorso per Elisa Cusma, apparsa poco lucida nelle battute conclusive dei 1500, distanza a lei ancora non familiare sulla quale ha colto comunque un quinto posto in 4:08.53, a più di tre secondi dalla vincitrice, l’ucraina Anna Mischenko.

Sui 3000 tutto facile per l’iberico Jesus Espana, in una gara che ha visto Stefano La Rosa sesto con 8:20.37, mentre nei 5000 in rosa è stata la tedesca Mockenhaupt ad imporsi sulla britannica Pavey, mentre Federica Dal Ri ha agguantato il personale con 15:39.21. Il polacco Szymkowiak ha vinto i 3000 siepi con 8:31.53 su Uliczka e Keskisalo, con Matteo Villani settimo in 8:39.72. 

Risultati di livello nei lanci con i tedeschi a farla da padroni. Robert Harting scaglia il disco vicino ai 67 metri (66.80), sbarazzandosi del polacco Malachowski, con l’italiano Marco Zitelli solo decimo a 55,67. Betti Heidler domina il martello femminile con 73.24, staccando di quasi tre metri la russa ex primatista mondiale Tatyana Lysenko, con Clarissa Claretti piuttosto in ombra con un modesto 66.19. 

Nel giavellotto l’idolo di casa Andreas Thorkildsen fa notizia per aver rimediato una sconfitta  ad opera del tedesco De Zordo, 83.80 contro 82.98, in una gara che ha fatto registrare anche l’esordio del giovane Gianluca Tamberi, decimo con 71.29. Chiara Rosa dal canto suo ha venduto cara la pelle nel peso donne, con un 17.77 non esaltante ma utile per conquistare il terzo posto dietro le sole Anna Avdeyeva, unica a superare i 19 metri, e Petra Lammert. 

Per concludere le staffette 4×400: le squadre russe l’hanno fatta da padrone, con la leadership europea al maschile e addirittura mondiale al femminile grazie al 3:23.76 di Zadorina, Antyukh, Ivanova, Ustalova. Settima la compagine azzurra femminile in 3:31.16, quarta la maschile con 3:04.52. A fine gare l’Italia dopo il terzo posto di ieri ritorna sulla terra, per un più modesto settimo posto dietro nell’ordine a Russia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Ucraina e Polonia. In coda Norvegia e Finlandia, anche questa seconda edizione di nuova Coppa Europa si è conclusa. Ora si pensa solo all’avvicinamento agli Europei con un paio di certezze in più: Antonietta Di Martino e la 4×100.

TUTTI I RISULTATI

Nella foto: Antonietta Di Martino (foto Simone Proietti per Atleticanet)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *