Oliver scatenato anche a Eugene

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Lo statunitense continua a sfrecciare tra gli ostacoli alti e al Prefontaine Classic si avvicina al record mondiale con 12.90. E’ la migliore prestazione di una gradevole sesta tappa di Diamond League.

David Oliver non passa di certo inosservato, un colosso di quasi 1 metro e novanta per 93 kg di peso, un cumulo di muscoli quasi avessero condensato insieme due persone in una. A Eugene, nel quartier generale della Nike, durante la vigilia del tradizionale meeting dedicato a Steve Prefontaine e racchiuso nella cerchia abbondante della Diamond League, David aveva destato più di qualche attenzione per quanto fatto vedere in questo primo scorcio di stagione. La sua specialità sono i 110 ostacoli, le sue prestazioni un continuo divenire verso un limite che ora non appare più così lontano. Il 12.87 di Dayron Robles è ora solo a tre centesimi,  grazie ad un 12.90 che ha scosso il pomeriggio della cittadina dell’Oregon, lanciando il gigante della Florida al record nazionale (eguagliato con Dominique Arnold) in un Paese dove gli ostacoli alti hanno scritto la storia mondiale della specialità. Oliver nelle stagioni passate aveva già dato prova di grandi capacità, dei lampi di classe mai portati avanti con continuità. Ora però a 28 anni sembra sia arrivata la maturità atletica per divenire il numero uno dei 110 ostacoli.  Nell’ultimo mese 12.99, 12.93 e ora 12.90, un trend positivo che chissà dove porterà ancora.

Sull’onda emotiva dell’impresa di Oliver hanno volato anche le ragazze impegnate sui 100 metri, con la Giamaica ad imporsi nell’ormai infinita sfida con gli Stati Uniti. In realtà è stata la mezza americana Veronica Campbell-Brown a vincere in un eccellente 10.78, staccando di una manciata di centesimi le pur brave Shelly Ann Fraser e Carmelita Jeter, a seguire con 10.82 e 10.83 rispettivamente.

Poco dopo un altro evento clou della riunione sono stati i 200 metri maschili, attesi per il rientro in gara di Tyson Gay dopo gli acciacchi ed i ritardi di allenamento degli ultimi tempi. Il rivale numero uno di Usain Bolt ha fatto il suo correndo in un buon 19.76, ma l’esplosivo Walter Dix non è rimasto a guardare, precedendo il connazionale di 4 centesimi, per centrare vittoria e nuovo record del meeting. 

Sempre in tema di velocità successo di misura sul giro di pista per Allyson Felix su Amantle Montsho, 50.27 a 50.30, mentre nei 400 ostacoli Lashinda Demus non si è lasciata sfuggire l’ennesima vittoria e prestazione di livello con un pregiato 53.03, a oltre sette decimi dalla prima delle inseguitrici, la giamaicana Kaliese Spencer.

Una gemma l’ha regalata Abubaker Kaki nei 1000 metri, trascinando se stesso ad un 2:13.62 che vale il nuovo record nazionale oltre mondiale stagionale, anche se il festival di personal bests arrivava dagli 800 femminili, vinti dalla russa Savinova in 1:57.56, davanti alle keniane Langat e Jepkosgei, entrambe sotto 1:58, ed alle americane Wright e Johnson, al personale.

Un pimpante Asbel Kiprop è tornato a vincere nel miglio, per un trionfo del Kenya che ha fatto il paio con quello della Cheiywa nei 3000 siepi femminili. Sui 5000 invece la questione è stata tutta etiope, con i primi posti di Tirunesh Dibaba e Tariku Bekele.

Nel lungo sarebbe stato difficile rivedere lo scontro aereo senza esclusione di misure che Irving Saladino e Dwight Phillips inscenarono un anno fa da queste parti. Stavolta le prestazioni sono state contenute e l’epilogo è stato tutto per il panamense, fortunato a pescare un 8.46 abbondantemente ventoso nell’unico salto buono di giornata. A nulla sono valsi i tentativi a 8.34, 8.37 e 8.41 tutti regolari del rivale statunitense, per l’ennesima dimostrazione di regolarità.

Sulla pedana del peso il colpo ad effetto lo ha riservato ancora una volta Christian Cantwell, grazie ad un fantastico ultimo lancio da 22.41, dopo una serie di bordate tutte oltre i 21.50. E’ stata vittoria all’ultimo tentativo anche per la russa Tatyana Lysenko nel martello, con un 75.98 che fa ritornare al passato prima della squalifica per doping. Buona seconda la tedesca Betty Heidler, con tre lanci consecutivi sopra i 74 metri per arrivare ad un notevole 74.87. Dominio europeo nel disco con il polacco Malachowski primo con 67.66, quel che basta per tenere a distanza Kovago e compagnia.

Nel giavellotto femminile fa sensazione invece tanto il trionfo dell’atleta di casa Kara Patterson con 65.90, che il terzo posto con 61.12 della primatista mondiale Barbora Spotakova. Gare senza grandi acuti infine nell’asta femminile con il 4.58 vincente di Fabiana Murer ed i tre errori in entrata sulla stessa misura per l’americana Jenn Suhr (al secolo Stuczinski), e nel triplo con la russa Alekhina prima con 14.62 sulla favorita kazaka, Olga Rypakova. Prossima tappa di Diamond League di nuovo in Europa, con il meeting di Losanna.

TUTTI I RISULTATI

Foto: David Oliver (Preracejitters)

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