Bene, bravo, bis

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Torno, a freddo, sugli italiani assoluti di Grosseto per un minimo di analisi politica. Il tempo è passato e c’è stato modo di metabolizzare un evento che, nel suo piccolo, ha segnato una chiara inversione di tendenza nella gestione di questa malandata Fidal. Dirò di più: se quest’ultima edizione dei Campionati italiani assoluti si potesse ripetere, tutti firmerebbero di corsa…l’edizione numero 100 del campionato verrà ricordata come una delle più belle degli ultimi anni sia in termini di risultati che in termini organizzativi.

Bene – La Fidal, i suoi dirigenti, il Presidente Arese hanno dimostrato si saper far bene. I risultati ottenuti dai ragazzi sono senz’altro frutto del lavoro di ciascun atleta (e relativo tecnico) ma quando di risultati ne arrivano molti, allora è ovvio che c’è una regia a monte. In questo caso dobbiamo dar atto alla Fidal, a quei dirigenti che hanno lavorato sul settore tecnico e al settore tecnico stesso che i problemi organizzativi e di strategia sembrano essere stati affrontati bene.

Bravo – Alfio Giomi, la mente organizzativa di questo evento, è stato bravo, molto bravo. Ha trasformato un evento formale, dovuto, ricorrente quale un campionato italiano in qualcosa di molto più importante e articolato. Ha portato Howe a Grosseto molto prima della gara perchè Howe, oltre che gareggiare può fare molto di più per l’atletica italiana in termini di immagine. Giomi lo sa bene visto che nel 2004, guidò un gruppetto di talenti a quel bellissimo mondiale juniores tutt’ora insuperato dagli azzurri sia in termini di risultati che di qualità organizzativa. Stesso discorso per Oscar Pistorius. L’atleta sudafricano sta talmente bene a Grosseto che ne ha fatta la sua seconda casa. Perchè proprio a Grosseto? Chiedeteglielo ma sono sicuro che in qualsiasi lingua vi risponde, la parola “Giomi” uscirà dalla sua bocca. Insomma, questo è un dirigente tosto, è stato vicepresidente con Gola ed era la sponda politica del miglior settore tecnico che la Fidal abbia prodotto negli ultimi decenni. Ha fatto sapere in forma pubblica (Atleticanet lo ha comunicato per primo in assoluto) che si candiderà alla carica di presidente Fidal al prossimo rinnovo delle cariche e diciamo che la sua campagna elettorale è iniziata da questo campionato italiano con poche parole (anzi nessuna) ma molti fatti. E’ una Fidal – possibile, futura – che ci piace. Teniamolo d’occhio. Per il momento ha dimostrato di essere stato bravo.

Bis – Questo è quello che tutti gli appassionati di atletica chiedono a questa dirigenza Fidal. Vogliamo il bis. Teniamo in gabbia gli uccelli del malagurio, per noi questa rondine può realmente annunciare la primavera. Noi facciamo un’apertura di credito a questa Fidal (l’ennesima) ma chiediamo, a cominciare da Barcellona, un convinto bis.

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