Diamond League a Parigi, ancora Bolt

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
L’appuntamento parigino della Diamond League mirava a migliorare diversi primati mondiali stagionali, oltre ad offrire la sfida tutta giamaicana tra Usain Bolt e Asafa Powell insieme al paladino di casa, il giovane Christophe Lemaitre, fresco del clamore suscitato per il 9″98 che lo ha portato alla ribalta delle cronache come il primo bianco a scendere sotto il muro dei 10″.

L’obiettivo del meeting si può ritenere in larga parte centrato, accarezzando addirittura l’idea del record mondiale con un prodigioso David Oliver a correre i 110 ostacoli in 12″89, ad appena due centesimi dal primato del cubano Dayron Robles. Il cronometro era stato inizialmente fermato a 12″88, lasciando così aperta la possibilità di uguagliare il record in caso di un’eventuale rettifica di un solo centesimo, correzione che in effetti è giunta ma al centesimo superiore.

Nei 100 metri non c’è il riscontro cronometrico strepitoso ma non manca lo spettacolo, con Usain Bolt davanti a tutti in 9″84 ma con un Asafa Powell a soli 6 centesimi, mai così vicino. Terzo il loro connazionale Yohan Blake, in 9″95, a completare l’elite degli atleti entro i 10″.

Il francese Lemaitre non riesce a rinnovare la sua recente impresa e conclude al quinto posto in 10″09, tempo senz’altro giustificato dalla mancanza di vento favorevole (rilevato anzi uno -0,3) e dal probabile imbarazzo di trovarsi nella corsia centrale in mezzo ai due mostri sacri della velocità, scelta non particolarmente felice degli organizzatori che, nel probabile intento di valorizzare l’atleta di casa, lo ha esposto ad un confronto ben oltre le sue attuali possibilità.

Tra gli italiani brilla la 4×100 azzurra, impegnata a rifinire i cambi in vista degli Europei di Barcellona: la staffetta italiana composta da Roberto Donati, Simone Collio, Emanuele Di Gregorio e Giovanni Tomasicchio completa il giro di pista in 38″75, seconda classificata ad appena 5 centesimi dalla Gran Bretagna. In chiave europea resta l’incognita della staffetta francese, ritirata per un errore già al primo cambio.

I migliori piazzamenti degli altri italiani in gara sono gli ottavi posto di Fabrizio Donato nel salto triplo (16,74 m) e Giuseppe Gibilisco nel salto con l’asta (5,40 m), sulla stessa pedana che nel 2003 lo proclamò campione del mondo con 5,90 metri. A vincere questa volta è il francese Renaud Lavillenie con 5,91 metri, mentre il favoritissimo australiano Steven Hooker è subito fuori per tre errori alla misura di ingresso (5,40), pur volando nell’ultimo tentativo intorno a quota sei metri per toccare l’asticella in piena fase discensiva.
Elisa Cusma non porta a termine i 1500 metri, subito relegata nelle posizioni di coda in una gara che si è rivelata di altissimo livello tecnico, vedendo la vittoria della russa Anna Alminova, con un imperioso 3’57″65, ed altre tre atlete entro i 4 minuti.

Tra gli altri risultati conforta il progressivo recupero di Jeremy Wariner con 44″49 nei 400 metri, con il terzo posto del belga Jonathan Borlee in 44″77. Bene anche la croata Blanka Vlasic con 2,02 nel salto in alto e gli immancabili africani nelle corse di resistenza, dai keniani Vivian Cheruyot e Brimin Kiprop Kipruto, rispettivamente dominatori dei 5000 metri (14’27″41) e 3000 siepi (8’00″90) al sudanese Abubaker Kaki Khamis negli 800 metri (1’43″50).

Foto: Xinhua Photo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *